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STORIA DELL'OMEOPATIA NEL MONDO

L'omeopatia divenne popolare nel XIX secolo.

Tra i suoi più accaniti sostenitori si annoverano

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illustri personaggi quali nobili delle corti d’Europa, imprenditori americani, giganti della letteratura e leader religiosi. A quel tempo, però, mentre acquisiva un’estesa popolarità, divenne anche oggetto di profonda animosità da parte della medicina tradizionale. Il conflitto tra omeopatia e medicina ortodossa fu aspro e protratto: è ben noto quale delle due fazioni si è aggiudicato il I° tempo di questo incontro. In attesa dei risultati del secondo tempo, appare evidente che un atteggiamento conflittuale tra i possibili approcci terapeutici risulta del tutto inefficace e controproducente.

 

Per costruire un sistema terapeutico efficace e funzionale bisogna senza dubbio rivolgersi a tutti i filoni di studio, di pensiero scientifico e filosofico, rivolti al benessere dell’individuo e dell’umanità tutta.

Niente sintetizza meglio questo concetto quanto il famoso primo paragrafo dell’Organon di Hahnemann che recita: “ Scopo principale e unico del medico è di rendere sani i malati, ossia come si dice, di guarirli”.

 

La storia dell’Omeopatia comincia proprio con le idee e le scoperte del medico tedesco Samuel Hahnemann (1755-1843). Hahnemann coniò il termine "omeopatia" (dal greco "homoios" che significa simile, e "pathos" che significa dolore) per affermare che “Similia Similibus Curentur” ossia il simile cura il simile. La legge di Similitudine, che è uno dei principi base dell’Omeopatia, fu descritta per la prima volta da Ippocrate e Paracelso. La nozione di analogia in medicina, tuttavia, esisteva anche prima di Ippocrate, infatti, le cosmologie premitiche e mitiche con il loro impatto in medicina si fondano essenzialmente su rapporti di analogia che l’uomo antico aveva stabilito col suo ambiente e fu utilizzata da molte culture, inclusa quella Maya, Cinese, Greca, Indo-americana, e Indo-asiatica.

 

Fu Hahnemann, tuttavia, che per primo codificò la legge dei simili in una scienza medica e sistematica; egli dopo essere divenuto medico ed aver esercitato la medicina per alcuni anni, decise di interrompere la professione perché non condivideva pratiche mediche spesso drastiche e cruente, non sempre rispettose dell’uomo. Rinunciando ad esercitare la professione medica si dedicò all’attività di traduttore di testi scientifici. Proprio grazie a quest’attività nacque in Hahnemann la prima intuizione. Nel 1789, stava traducendo un libro di W. Cullen, uno dei più eminenti medici di allora. Cullen attribuiva l’efficacia della corteccia di china nel trattamento della malaria alle sue proprietà amare ed astringenti. Hahnemann, esperto chimico ed avido sperimentatore, non si accontentò della spiegazione, in quanto sapeva che esistevano molte altre sostanze più amare ed astringenti della china, ma non efficaci nella cura della malaria. Iniziò quindi a sperimentare su se

stesso ripetute dosi di estratto di corteccia di china, finché ad un certo punto fu colpito da febbre, brividi ed altri sintomi simili alla malaria. Hahnemann pensò che dovesse esserci una correlazione tra la malattia e la pianta che ne causava gli stessi sintomi. Curioso e ricco conoscitore di botanica, chimica e tossicologia, provò su di sé e sui suoi più stretti collaboratori, altri farmaci e piante officinali in uso a quel tempo studiandone gli effetti e le reazioni, fino alla formulazione della

dottrina omeopatica così come la conosciamo oggi.

 

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Nei successivi venti anni, infatti, egli stabilì le basi della “Materia Medica”. Hahnemann, all’età di soli 24 anni, poteva leggere e scrivere in sette diverse lingue. Egli tradusse 20 dei maggiori testi medici e scientifici, scrisse inoltre il quarto volume di una raccolta molto importante chiamato “Il Lessico Farmaceutico” che fu considerato uno dei testi di referenza standard per i farmacisti del suo tempo. I suoi lavori mettono in luce anche il suo coraggio e la sua libertà nell’esprimere senza paura le sue idee e nel mettere in dubbio le verità più comunemente accettate e le analisi dei medici più rispettati.


Nel 1796 Hahnemann scrisse circa le sue esperienze con la legge dei simili nel Diario di Hufeland, un diario medico rispettato in tutta la Germania. Nel 1798 Edward Jenner scoprì casualmente il valore di dare piccole dosi di vaccino a persone nel tentativo di immunizzarle contro il vaiolo. Mentre il lavoro di Jenner fu generalmente accettato in medicina ortodossa, la stessa cosa non
 

accadde con il lavoro di Hahnemann. Vi fu così antagonismo verso Hahnemann e la sua nuova scuola medica, chiamata Omeopatia, che nacque un giornale chiamato “Anti-Homoeopathic Archives” o “Anti-Organon” (l'Organon è libro che Hahnemann scrisse come principale testo sull'arte omeopatica).

 

In particolare a provare antipatia per Hahnemann furono i farmacisti. Hahnemann, infatti raccomandava l’uso di una sola medicina a dinamizzazioni basse che richiedevano una lavorazione particolare. I farmacisti non potevano così vendere molte medicine, fonte per loro di forte guadagno. Hahnemann inoltre accusò i farmacisti di vendere ai pazienti medicine non sempre accuratamente preparate e spesso non adatte, ai soli fini di guadagnare denaro. Hahnemann cominciò a preparare personalmente le sue medicine, atto allora illegale in Germania. Hahnemann fu accusato dai farmacisti di speculare sui loro diritti e di dispensare illegalmente medicine. Fu arrestato a Leipzig nel 1820 e condannato agli arresti domiciliari.

 

Si trasferì a Kothen, dove ebbe un permesso speciale di praticare e dispensare le sue medicine dal Grande Duca Ferdinando, una della molte regalità europee che sostennero l’omeopatia.

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Nonostante la persecuzione, l'omeopatia continuò a crescere. L’Omeopatia proponeva un approccio sistematico e globale, inoltre la medicina ortodossa si verificava spesso inefficace ed anche pericolosa. C'è accordo generale fra i medici storici di oggi circa la medicina ortodossa del XVIII e XIX secolo che causò più danni che benefici.

 

Salassi e richiesta di sanguisughe erano pratica comune a quel tempo. Un medico francese praticò così tanti salassi che alcuni valutarono per scherzo che egli sparse più sangue in questa pratica medica di quanto non fosse stato versato durante le guerre napoleoniche. Benjamin Rush, considerato il padre della medicina americana, asserì che il salasso era utile in tutte le malattie

generali e croniche.

 

 

41 milione di sanguisughe furono importate solo nella Francia nel 1833. Negli Stati Uniti, una ditta importò 500 000 sanguisughe nel 1856; e una sua concorrente ne importò 300 000. Oltre ai salassi e alle sanguisughe, medici ortodossi usarono medicine fatte di mercurio, piombo, arsenico, e varie altre erbe forti per aiutare il corpo ad eliminare le tossine che si ritenevano responsabili delle manifestazioni cliniche.

 

 

 

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L'opposizione all’Omeopatia

 

L'omeopatia fu una seria minaccia per la medicina ortodossa. I medici ortodossi criticarono erboristi, ostetriche, ed altri professionisti "non-regolari" perché loro non erano addestrati nelle scuole di Medicina. Mentre gli omeopati non potevano essere screditati in quanto laureati nelle stesse scuole mediche dei medici “regolari”. Molti dei primi medici omeopati, infatti, si laurearono in alcune delle scuole mediche più prestigiose del tempo.

 

La medicina ortodossa fu minacciata anche dal fatto che l'omeopatia offrì una base integrata, aderente, sistematica per la sua pratica terapeutica. Nel suo libro “La trasformazione sociale in medicina”, che vinse il premio Pulitzer, Paul Starr scrisse: “L’omeopatia, parve a molte persone meno scientifica della medicina ortodossa, poiché era insieme filosofica e sperimentale,”.

 

Una delle più importanti ragioni per la quale i medici ortodossi e le società produttrici di farmaci provarono antipatia verso l’omeopatia fu quella inerente la critica dell’omeopatia verso l’uso dei farmaci da parte della medicina ortodossa. Gli omeopati criticavano soprattutto la natura soppressiva di tali farmaci i quali tendevano solo a mascherare i sintomi esteriori delle malattie, provocando, in realtà, forme più profonde e più serie. Gli omeopati notarono anche che questo mascheramento dei sintomi rendeva loro più difficile trovare il rimedio corretto, poiché sono proprio i sintomi di idiosincrasia della persona a guidare il medico nella ricerca del corretto rimedio (simillimum). Forse la più importante ragione di antipatia verso l’omeopatia e gli omeopati fu espresso bene ad un meeting dell’ “American Medicine Association” dove uno dei medici ortodossi più rispettati disse: "Dobbiamo ammettere che non lottammo mai contro l'omeopata sulle questioni di principio; noi lottammo contro l’omeopatia perché essa arrivò sulla piazza e trovò gli affari".

 

I principi di Hahnemann rappresentarono perciò una minaccia filosofica, clinica, ed economica per la medicina ortodossa.

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L'omeopatia cominciò a crescere velocemente nel Mondo Nuovo dopo Hans Gram, un omeopata olandese, emigrato agli Stati Uniti nel 1825. Nell'800 l'omeopatia fu molto popolare negli Stati Uniti, anche grazie all’operato di importanti personaggi come Hering, Kent e Farrington. Nelle università di Boston, del Michigan, del Minnesota e dello Iowa si insegnava omeopatia. Nel 1844 fu fondato “l’American Institute of Homeopathy”, che divenne la prima società medica americana. Tuttavia, nacque presto una forte reazione da parte della medicina tradizionale: l’omeopatia metteva in discussione le basi filosofiche, la metodologia clinica e la farmacologia ufficiali, tanto da rappresentare un pericolo. Nacque così, nel 1846, “l’American Medical Association”, che aveva fra i suoi primi scopi la lotta contro l’omeopatia: ai medici omeopati fu vietato iscriversi, ai membri fu vietato anche solo consultarsi con omeopati. Alle Università, dove c’erano cattedre di omeopatia fu negato il riconoscimento legale dei diplomi.

 

L'antagonismo verso l’omeopatia non fu confinato solamente agli Stati Uniti; fu anche molto acceso in Europa. Uno studente in medicina francese fu espulso dalla sua università per aver espresso interesse verso l’omeopatia. Una clausola di consultazione simile a quella negli Stati Uniti fu stabilita in Francia. Quando J.P. Tessier, un medico francese convenzionale valutò i risultati

dell’omeopatia nell’Ospedale Ste. Marguerite ed annunciò all'Accademia di Parigi che erano positivi, risvegliò una forte protesta. Nessun giornale di medicina ortodossa pubblicò il suo articolo e quando fu pubblicato su un giornale di omeopatia, Tessier fu espulso dall’ordine dei medici.

 

Nei 1830 la pratica dell’omeopatia divenne illegale in Austria. Nonostante la sua illegalità, molte persone usarono farmaci omeopatici durante l'epidemia di colera del 1831. Le statistiche mostrano che le persone affette da colera, curate con l’omeopatia avevano una percentuale di mortalità compresa tra il 2,4 e il 21,1%; mentre la percentuale saliva al 50% fra le persone affette da colera curate con la medicina tradizionale.

 

I medici convenzionali, oltre ad attaccare il diritto degli omeopati nella pratica medica, il diritto ad associarsi in organizzazioni mediche, ed il diritto ad un'istruzione medica, cercarono di imbrattare la reputazione degli omeopati. Gli omeopati furono considerati "immorali," "illegittimi," e "poco virili". L'opposizione all’omeopatia non fu basata su una valutazione scientifica, ma sorse principalmente perché era una concorrente significativa della medicina tradizionale.

 

 

La crescita dell’omeopatia

 

In un articolo del 1890 sull’Harpers Magazine Mark Twain mise in luce il valore dell’Omeopatia e scrisse che fortunatamente essa era sopravvissuta al tentativo, da parte della medicina tradizionale, di distruggerla.

Nonostante l'oppressione significativa da parte della medicina ortodossa, l'omeopatia sopravvisse, e si sviluppò. Nel 1900 c’erano 22 scuole mediche omeopatiche, più di 100 ospedali omeopatici, più di 60 asili per orfani e case di cura per anziani e più di 1000 farmacie omeopatiche negli Stati Uniti. Anche se questi numeri sono impressionanti, non offrono una prospettiva accurata dell'impatto significativo che l'omeopatia ebbe sulla vita americana.

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L'omeopatia fu appoggiata da molti dei membri più rispettati della società. Tra i suoi sostenitori possiamo includere William James, Henry Wadsworth Longfellow, Nathanial Hawthorne, Harriet Beecher Stowe, Daniel Webster, William Seward, Horace Greeley, e Louisa May Alcott. William

Cullen Bryant, il famoso giornalista fu anche presidente della Società Omeopatica di New York.

John D. Rockefeller definì l’omeopatia come “un passo progressivo ed aggressivo in medicina"; il fatto che lui sia stato in cura omeopatica per tutta la seconda la parte della sua vita può essere considerata la ragione per cui visse fino a 99 anni.

 

 

 

 

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New York Hahneman Homeopahic Hospital

 

La popolarità dell’omeopatia fra le classi sociali più rispettate fu evidente anche in Europa. Oltre ad avere il patronato della Famiglia Reale Britannica fin dal 1830, l'omeopatia ebbe fra i suoi sostenitori Charles Dickens, W.B. Yeats, William Thackarey, Benjamin Disraeli, Johann Wolfgang Goethe, e Papa Pio X. Le statistiche indicano che il numero di omeopati a New York raddoppiò ogni cinque anni dal 1829 al 1869. L'omeopatia era molto popolare fra le donne, non solo come pazienti, ma anche come professioniste. L'università medica delle prime donne nel mondo fu la  Facoltà di Medicina Omeopatica Femminile fondata nel 1848. Quattro anni più tardi, in Europa fu fondata l'Università Medica Femminile d’Inghilterra e nel 1873, si unì all’Università di Boston, un'altra università omeopatica. Gli omeopati ammisero anche molti più medici donne nella loro organizzazione nazionale rispetto ai medici ortodossi. Gli omeopati ammisero le donne nell'Istituto Americano di Omeopatia nel 1871, mentre le donne non furono invitate nell'A.M.A. fino a 1915. La scuola medica ed ortodossa John Hopkins fu d'accordo ad accettare studenti donne fin dal 1890, ma non senza interesse, infatti gli furono offerti $500000, mentre l’Università di Harvard rifiutò questa stessa offerta.

 

Molti esponenti del clero non solo usarono personalmente l’omeopatia, ma ne favorirono anche la diffusione. Mary Baker Eddy, il fondatore di “Christian Science”, che generalmente si opponeva fortemente all'uso di farmaci, appoggiò l’omeopatia.

 

La stampa era spesso d'appoggio all’omeopatia, come il giornale dell'Associazione Medica Americana dolorosamente ammise: “ tutti sanno perfettamente bene che la comprensione della stampa e del pubblico è con gli omeopati." Henry James fu un altro sostenitore dell’omeopatia, tanto da ritrarre questa scienza medica in positivo nel suo romanzo “The Bostonians”.

 

Anche se l'omeopatia era particolarmente popolare fra i colti e tra le classi alte, aveva anche una buona reputazione fra i poveri. Merito, senza dubbio, dei dispensari omeopatici gratuiti, presenti in molte città. La ragione più importante per cui l'omeopatia divenne così popolare fu probabilmente dovuto al suo successo nel trattare le varie malattie epidemiche infettive che presero piede in tutta l’America e l’Europa durante il XIX secolo. Le statistiche indicano che il tasso di mortalità negli ospedali omeopatici di persone affette da queste epidemie fu dalla metà a circa un ottavo in meno, rispetto agli ospedali di medicina tradizionale. Gli Omeopati di Cincinati ebbero un tale successo nel trattare persone affette durante l'epidemia di colera del 1849 che gli omeopati pubblicarono un elenco quotidiano dei loro pazienti sul giornale, scrivendo nomi ed indirizzi di quelli che guarivano e di quelli che morivano. Solamente il 3% dei 1116 pazienti omeopatici morirono, mentre furono compresi fra il 48 e il 60% quelli sotto trattamento medico ortodosso che morirono.

Anche il successo dell’omeopatia nel trattare l'epidemia di febbre gialla di 1878 contribuì al suo sviluppo.

 

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Oltre ad offrire un trattamento effettivo per le malattie infettive, gli omeopati offrirono cure per una larga serie di malattie acute e croniche. L'osservazione di pazienti sotto cura omeopatica fece notare che questi avevano una vita più lunga, tanto da portare le società di assicurazione sulla vita a proporre uno sconto del 10% ai pazienti sotto cure omeopatiche.

 

L'addestramento di omeopati nel XIX secolo comparò favorevolmente quello dei colleghi di medicina ortodossa. Come già accennato prima, molti omeopati studiarono in scuole mediche ortodosse. Alcuni di essi svilupparono le loro scuole mediche omeopatiche o reparti di omeopatia all'interno delle altre scuole mediche. L’Università di Boston, l'Università del Michigan, L’Università del Minnesota, l’Università Medica di Hahnemann e l'Università dello Iowa furono alcune delle scuole che insegnavano Omeopatia. Gli Storici di oggi considerano l'istruzione offerta alle università mediche omeopatiche alla pari con le scuole mediche ortodosse del tempo.

È impressionante notare che una percentuale più alta di laureati presso scuole mediche omeopatiche passò gli esami medici con più successo rispetto agli stessi colleghi che studiavano medicina nelle università di medicina ortodossa.

 

Gli omeopati mostrarono, inoltre, superiorità, sia nella pubblicazione di libri, sia nella stesura di articoli. Nel 1898, la “U.S. Commission on Education” scrisse che tre delle quattro maggiori biblioteche delle università di medicina erano omeopatiche, e alla fine del secolo venivano pubblicati 29 diversi giornali omeopatici.

 

La popolarità dell’omeopatia negli Stati Uniti era ovvia e profondamente radicata, tuttavia, quando si legge nei libri di storia della medicina americana, si trovano solo notizie negative al riguardo. Si dice che a scrivere la storia siano sempre i vincitori: la storia dell’omeopatia, sembra rispettare in pieno questa ingiusta massima.

 

 

Gli attacchi all'omeopatia

 

È in se stesso piuttosto straordinario come l’Omeopatia sia sopravvissuta all’incessante tentativo di annientarla. Dopo la fine del secolo, l'A.M.A. diventò ancora più accanita. Nel tentativo di sembrare inoffensiva verso l’Omeopatia, l’A.M.A. decise di accettare fra i suoi membri gli omeopati e decise anche di abolire la legge della consultazione (secondo la quale era anche solo vietato consultare il parere di medici omeopati), non perché cominciassero ad accettare l’omeopatia, ma in vista di nuovi modi per contrastarla.

 

Nel 1910 la Fondazione di “Carnegie” pubblicò il famoso/infame Rapporto Flexner. Rapporto di Flexner era una valutazione delle scuole mediche americane presieduta da Abraham Flexner, in cooperazione con i principali membri dell'A.M.A. Mentre finse di essere obiettivo, il Rapporto in realtà stabilì gli orientamenti nell’intento di premiare le scuole mediche ortodosse e condannare quelle omeopatiche. Il Rapporto mise il valore più alto su quelle scuole mediche che avevano una facoltà di insegnamento a tempo pieno e quelle scuole che avevano insegnamenti di analisi patologica e fisiochimica del corpo umano. Le università omeopatiche furono biasimate a causa della loro preferenza per l’assunzione di professori che non erano semplicemente insegnanti o ricercatori, ma anche esperti in pratica clinica. Anche se le scuole omeopatiche inclusero molti corsi

di scienza di base, avevano anche corsi in farmacologia che il Rapporto Flexner non considerò meritevoli.

 

Come sarà facile prevedere, alle università omeopatiche furono date stime povere dal Rapporto di Flexner. Come risultato del rapporto, solamente i laureati nelle scuole che riceverono una stima alta fu permesso di sostenere gli esami di autorizzazione medica. C'erano 22 università omeopatiche nel 1900, ma solamente due sopravvissero nel 1923.

 

Le scuole omeopatiche non furono le uniche a subire i danni del Rapporto Flexner. Delle sette scuole di medicina di colore, solo due sopravvissero. Il Rapporto contribuì anche ad una riduzione del 33% di donne laureate in medicina.

 

Per affrontare questi nuovi orientamenti e per passare gli esami di autorizzazione le università omeopatiche decisero di offrire più istruzione sulla patologia, la chimica, la fisiologia, e le altre scienze mediche. Anche se offrirono la migliore istruzione in queste materie, il loro addestramento omeopatico soffrì gravemente: il risultato fu che i laureati in queste università omeopatiche furono

meno capaci di praticare bene l’ omeopatia. Invece di individualizzare il rimedio alla totalità dei sintomi della persona, molti omeopati cominciarono a prescrivere medicine secondo le categorie di malattia, stravolgendo il principio stesso dell’omeopatia. Molti omeopati abbandonarono la pratica omeopatica e molti pazienti cercarono altri tipi di cura.

 

A queste ragioni se ne aggiunsero altre: la medicina ortodossa non era più brutale come nel XIX secolo. Medici ortodossi cominciarono anche ad utilizzare medicine omeopatiche nella loro pratica, anche se non prescrivevano le stesse dosi degli omeopati, il loro uso di certe medicine omeopatiche confuse il pubblico che era in difficoltà nel discriminare i medici ortodossi da quelli omeopatici

 

Un altro fattore che contribuì all'attacco all’omeopatia fu la sua scarsa funzionalità economica. L’omeopatia richiedeva più tempo durante la visita del paziente rispetto al tempo che serviva ad una visita tradizionale. Il fatto che i medici del XX secolo potessero guadagnare più soldi rispetto ai medici omeopati, è un fattore significativo che ha condotto al ribasso dell’omeopatia.

Forse la storia sarebbe potuta essere diversa se John D. Rockefeller (foto qui accanto), un forte sostenitore dell’omeopatia, avesse potuto mettere in pratica ciò che aveva stabilito. Egli aveva istruito il suo consulente finanziario, Frederick Gates a stanziare notevoli finanziamenti a favore dell’omeopatia.

Poiché Gates era totalmente innamorato della medicina ortodossa, non assecondò mai gli ordini di Rockefeller. Questa perdita di consolidamento potenziale fu tragica, da quando Rockefeller stanziò tra i 300 e i 400 milioni di dollari, nei primi anni del 1900, la maggior parte dei quali andarono ad istituzioni mediche ortodosse.

 

L'antagonismo delle società farmaceutiche continuava intanto nella sua opera di sopprimere l’omeopatia, pubblicarono molti articoli medici e li usarono per promuovere la medicina ortodossa a sfavore dell’omeopatia. Anche il Diario dell'Associazione Medica Americana ammise che "la stampa medica era profondamente sotto l'influenza degli interessi dei proprietari delle aziende farmaceutiche”.

 

Insieme ai vari fattori esterni che hanno impedito la crescita dell’omeopatia, vi furono le divisioni interne all’omeopatia stessa. Hahnemann chiese ai suoi seguaci di praticare l’omeopatia così come lui l’aveva inventata. Si può ben intuire che non tutti gli omeopati restarono sulla sua scia.

 

Gli omeopati più famosi negli Stati Uniti furono principalmente Hahnemanniani, tuttavia la maggior parte degli omeopati americani non prescriveva il rimedio sulla base della totalità dei sintomi del paziente, ma principalmente secondo la patologia preminente. Questi omeopati prescrivevano medicine per specifiche malattie, un rimedio per la cefalea, un altro per i disturbi

digestivi ed un altro ancora per i problemi di pelle. Hahnemann ed i suoi seguaci erano favorevoli alla prescrizione del rimedio unitario e Hahnemann si riferì a coloro che usavano più di una sola medicina come "falsi-omeopati" e ciarlatani.

 

 

Hahneman, in tutta la sua carriera, usò principalmente medicine che erano dinamizzate 3, 6, 9, 12 o 30 volte. Verso la fine della sua vita, comunque alcuni suoi colleghi sperimentarono con successo medicine che erano state potenziate 90, 200, 1000 o 10000 volte. Nel 1829 Hahnemann scrisse una lettera ad un amico che esprimeva incredulità nell'efficacia di queste medicine. Predispose che venissero usate al massimo le diluizioni fino alla 30° potenza*. Più tardi, Hahnemann ammise che queste potenze più alte avevano effetto, anche se non risulta che lui abbia mai usato potenze superiori a 1500.

 

[* Medicine di potenza più alte sono quelle che sono state dinamizzate 200, 1,000, 10,000 100,000 o più volte, potenze più basse sono dinamizzate 3, 6, 9, o 12 volte]

 

Dopo la morte di Hahnemann, la maggioranza degli omeopati Hahnemanniani adottò potenze più alte. Comunque, gli omeopati delle basse potenze non accettarono queste modifiche e questo diventò ancora una volta motivo di disaccordo. Le due differenti scuole di pensiero svilupparono organizzazioni, ospedali, e articoli separati. Nel 1901, a causa dei vari disaccordi fra omeopati

Chicago aveva quattro società mediche omeopatiche diverse.

 

L'addestramento povero che le scuole omeopatiche offrirono dopo la fine del secolo scoraggiò l'approccio rigido che il metodo di Hahnemann richiedeva. Dal 1930 al 1975 cessò la lotta dell'A.M.A. contro l’ omeopatia, principalmente perché sembrò che

l'AMA avesse già vinto la guerra. Entro il 1950 tutte le università omeopatiche negli Stati Uniti furono chiuse o non venne più insegnata l’omeopatia. C'erano solamente un centinaio di medici omeopatici che praticano, e la maggior parte di questi professionisti avevano superato i 50 anni.

 

 

Lo stato attuale dell’omeopatia

 

Gli Omeopati di tutto il mondo sperimentarono gradi diversi di opposizione da parte di medici ortodossi, ma non ovunque vi fu una lotta dura come in America. Quando agli omeopati è stata offerta la possibilità di praticare al di là degli interessi economici, l’omeopatia si è sviluppata ed è cresciuta.

 

L'omeopatia è particolarmente popolare in Gran Bretagna dove è stata sotto cura omeopatica, fin dal 1830, la Famiglia Reale. Il New York Times ha scritto che le visite presso medici omeopatici stanno crescendo del 39% all’ anno. Un'organizzazione di consumatori britannici ha osservato che, dei suoi 28000 membri, l’ 80% aveva usato qualche forma di medicina complementare* e che il 70% di quelli che avevano provato l’omeopatia erano guariti o avevano avuto dei giovamenti. Non vi è interesse solo da parte del pubblico, ma anche da parte dei medici. Un altro studio dimostra che su 100 medici britannici recentemente laureati, l’80% esprime un interesse nell'essere addestrato in omeopatia, agopuntura o ipnosi.

 

(* In Gran Bretagna e in parte anche negli Stati Uniti, la “medicina complementare" o le "terapie complementari" stanno sostituendo il termine “medicina alternativa”. (Fautori delle terapie complementari asseriscono che le loro terapie non sono “alternative" ma sono una parte crescente della medicina principale)

 

Questa crescita impressionante in Gran Bretagna è tale anche in Francia. Un recente esame di dottori francesi rivela che approssimativamente 11000 pazienti utilizzano medicine omeopatiche, approssimativamente il 25% del pubblico francese ha usato o sta attualmente usando medicine omeopatiche, e oltre 20000 farmacie francesi vendono medicine omeopatiche. Nel 1981 il governo olandese ha pubblicato un rapporto sulla Medicina Alternativa nel Paesi Bassi e ha concluso che il 20% del pubblico olandese utilizza medicine alternative. Il rapporto notò anche che l'omeopatia è una delle modalità terapeutiche più popolari. Questi dati, sono notevolmente aumentati negli ultimi venti anni.

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L'omeopatia è molto diffusa in Europa, ma è ancora più popolare in Asia, specialmente in India, Pakistan, e Sri Lanka. In India, essa si è diffusa grazie a Mahatma Gandhi il quale affermò che "guarisce più persone di qualsiasi altro metodo di trattamento", e da Madre Teresa, ed anche perché è stato efficace nel trattare molte malattie infettive ed acute nonché molte malattie croniche. Ci sono attualmente 120 scuole mediche omeopatiche quinquennali in India. Ci sono 100000 medici omeopatici in India.

(immagine: dott. Rajan Sankaran)

 

In Argentina l’omeopatia si è diffusa anche grazie all’eroe nazionale Generale San Martin, il quale si portò un kit di medicine omeopatiche attraverso le Ande nei suoi sforzi di liberare il Cile e il Perù dalla Spagna. Attualmente ci sono circa 2000 medici omeopatici in argentina ed approssimativamente 3 milioni di persone hanno già usato medicine omeopatiche.

 

L'omeopatia è ugualmente popolare in Brasile dove ci sono anche 2000 medici che utilizzano medicine omeopatiche. È interessante notare che i farmacisti in Brasile sono costretti a frequentare un corso in farmacologia omeopatica per laurearsi. Ci sono almeno 10 scuole omeopatiche in Brasile, e molte scuole mediche e convenzionali hanno corsi in omeopatia. Anche negli Stati Uniti, siamo in presenza di una ripresa dell’Omeopatia da parte dei medici.

 

L’omeopatia è inoltre sviluppata in Messico, Grecia, Belgio, Italia, Spagna, Australia, Africa Meridionale, Nigeria e Unione Sovietica.

 


La riscoperta della omeopatia da parte del pubblico generale è ancora più incoraggiante. Contrariamente ad alcuni critici che pensano che le persone provino l’omeopatia solamente perché sono ignoranti, recenti ricerche mostrano al contrario che i pazienti che si rivolgono all’omeopatia sono di istruzione medio alta.

 

È difficile predire quale sarà la popolarità dell’Omeopatia nel XXI secolo, ma il bisogno sempre più impellente di una medicina a misura d’uomo e la necessità degli individui di rapportarsi in maniera sempre più corretta ed “ecologica” con il loro ambiente, farà sì che le intuizioni geniali e gli insegnamenti dei maestri dell’omeopatia guideranno le scelte terapeutiche con l’importante obiettivo di mantenere un equilibrato e duraturo stato di salute.

 

 

I fondatori della LUIMO

www.luimo.it

 

n60

Prof. A. Negro, dr. Tomas Paschero, dr. A. Rodriguez, Prof. P.S. Ortega 
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