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FAQs

Le domande più frequenti:

Che cosa sono le Medicine Alternative?

 

Quando parliamo di "curare" ci riferiamo generalmente ad una forma di cura che si pratica nello studio d'un medico o nella camera di un ospedale.
Queste cure implicano di solito schede diagnostiche e trattamenti a base di medicine o interventi di chirurgia. Abbiamo la possibilità di usufruire d'una medicina di qualità basata sulla ricerca e la tecnologia. Queste medicine salvano vite e combattono malattie.
Prima della rivoluzione industriale, una grande parte della medicina proveniva dalle tradizioni popolari. Alcuni rimedi erano fondati sull'intuizione e l'osservazione, e d' altri si basavano sulle tradizioni ed sulla superstizione.
È difficile dire ciò che era realmente efficace perché macchine o strumenti per misurare i loro risultati, come le prove cliniche di oggi, non sono mai stati realizzati.
Dovremmo tutti essere infinitamente riconoscenti dell'aiuto fornito dalla scienza e la tecnologia, e la stessa gratitudine dovremmo avere riguardo ai medici e ricercatori che dedicano la loro vita al nostro benessere.
Allora, che cos'è la medicina alternativa? Quale è il suo posto? E ne abbiamo realmente bisogno?
Il dizionario enciclopedico Webster definisce la parola "alternativa" come "la possibilità di scegliere tra due cose diverse o due mezzi d'azione".
La medicina alternativa è generalmente praticata da esperti che esercitano un'altro "modo d'agire" nella loro pratica di cura, ed è il caso di esperti come i naturopati, i chiropratici, i nutrizionisti, gli agopuntori, i medici ayurvédici, gli omeopati, gli erboristi, tra gli altri.
Il grosso di questi trattamenti non risulta conforme alle norme moderne di ricerca medica.
Questi trattamenti non sono ammessi, in moltissimi paesi, nei protocolli di cure, non sono insegnati nella maggior parte delle scuole di medicina.
Possono comprendere ingredienti che non sono approvati dalla FDA o dagli organismi di controllo dei diversi paesi.
Alcuni fra questi, come quelli provenienti dalla medicina cinese e dalla medicina ayurvédica, permettono di curare esseri umani in tutto il mondo da migliaia d'anni, alcuni di questi trattamenti non sono stati altro che dei precursori di quello che poi è diventata una parte importante della medicina.
C'è il caso dell'agopuntura che ormai è utilizzata come una tecnica d'anestesia in molti ambiti della chirurgia.
Abbiamo bisogno di queste soluzioni ‘alternative'? La nostra medicina moderna forse non fa già abbastanza proteggere la nostra salute?
Sì, è sufficiente di solito. La medicina alternativa prevede come il suo nome stesso indica, un'alternativa quando i trattamenti non riescono a curare completamente le malattie.
Guardando alle tradizioni mediche di tutto il mondo, la medicina alternativa ha portato alla scoperta di trattamenti oggi fondamentali per la medicina. Ad esempio, la digitalina, che è un'erba utilizzata nella medicina tradizionale a base di erbe usate per problemi di cuore, compone attualmente una parte essenziale delle medicine moderne destinate a lottare contro le malattie cardiache, e l'albero Yew fornisce gli elementi fondamentali del taxinal, un'importante farmaco per la lotta contro il cancro
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Cosa cura l'omeopatia?

Non la malattia grave o banale qualunque essa  sia, ma la persona bambino adulto anziano, donna o uomo senza distinzione alcuna.

Ma l'omeopatia funziona?

Il criterio di valutazione dell'efficacia della medicina omeopatica rispetto alla medicina tradizionale non può essere il medesimo. Alla scuola elementare insegnano che non si possono misurare mele e vino con la stessa unità di misura. Le mele si misurano in chili, il vino in litri.

Il mondo scientifico non ha ancora fatto propria questa conoscenza elementare e si ostina a voler applicare anche all'omeopatia che stessi criteri di misura che usa per la medicina ufficiale.

Senza entrare nei dettagli tecnici vale la pena dare una rapida spiegazione dell'eterna polemica che affligge l'omeopatia.

Lo studio sulla valutazione dell'efficacia di un farmaco prevede diverse tappe ma ha come punto fermo quello di somministrare, a pazienti affetti da una determinata patologia, la stessa molecola, molecole simili o un placebo( identico nella forma e nella confezione ma costituito da sostanze inerti).

Lo scopo dello studio tradizionale è quello di arrivare ad un risultato statisticamente significativo che affermi o neghi la validità del principio farmaceutico in questione, in relazione alla patologia selezionata.

Questo avviene seguendo dei protocolli di reclutamento molto severi  di pazienti e  medici  in modo da rendere il più obiettivo possibile il risultato e limitare al massimo il cosiddetto fattore umano, cioè il rapporto fra medico e paziente, nonché la possibilità del medico e del paziente di sapere se la terapia è fatta con il farmaco da testare o con il placebo. (somministrazioni in doppio cieco).

Se questo approccio è valso per una medicina che considera l' uomo come una macchina (un'insieme di  parti) non può valere per un approccio terapeutico che si definisce olistico (olos in greco significa tutto), ovvero che considera l'uomo come un unicum senza soluzioni di continuo fra corpo mente e spirito.

Lo stesso  rimedio omeopatico non si somministra a tutti i signori Rossi e Bianchi che soffrono di emicrania con aura. Si può somministrare al signor Rossi perchè ha l'emicrania con aura e al signor Bianchi perchè ha la gastrite. Non solo, può accadere che se il signor Bianchi e il signor Rossi hanno l'emicrania con aura debbano ricorrere a due rimedi differenti. E allora come ci si può attenere ai protocolli di riferimento, agli unici strumenti che possano attestare o meno l'efficacia di un certo rimedio per la cura di un certo sintomo? Non si può.

Vedi sotto...

I mali più gravi non si possono curare...

L'idea che l'omeopatia sia una forma terapeutica “blanda” che cura solo le malattie meno gravi è una favola metropolitana, non solo perchè in letteratura sono riportati casi di cura e guarigione di malattie molto gravi ma perchè oggi si possono documentare guarigioni con strumenti diagnostici affidabili.

Ci sono ormai tanti casi isolati fra loro di pazienti che non rientrano dentro i protocolli, che hanno avuto benefici e guarigioni che non sono considerati successi terapeutici perchè la loro terapia non si può ripetere per altri pazienti nelle stesse condizioni. La tendenze è quella di ignorare questi risultati bollandoli come miracoli o inspiegabili.

Va bene sui bambini perchè tanto certe malattie passano da sole...

L'evidenza non è una opinione.

Purtroppo i bambini di oggi si ammalano di frequente pur essendo ipervaccinati, ipernutriti e iperviziati. Molte malattie non passano da sole. Si cronicizzano e diventano malattie da soppressione. Vi è mai capitato di vedere un bambino con la dermatite atopica che dopo un po' di cremine non ha più nulla e diventa, appena più grandicello, un bambino asmatico. Sarà un caso?

Secondo me guariscono solo quelli che ci credono...

Abbiamo nei confronti della salute un atteggiamento magico e vogliamo negare l'evidenza. Pensiamo che il medico sia in realtà uno stregone che somministra erbe miracolose e faccia riti propiziatori richiedendo l'aiuto di chissà quale forza soprannaturale.

Peccato che da anni si ottengano risultati strepitosi su lattanti e animali ! Come spieghiamo l'effetto placebo o magico su un gatto o un cavallo, nonché su un neonato disturbato dalle coliche gassose?

Possibile che milioni di persone sparse per il mondo continuino ogni giorno ad essere soggette all'effetto placebo?

Non si sa ancora come funziona quindi per me è tutta una bufala...

Le conoscenze della fisica quantistica hanno fornito gli strumenti per poter avere una nuova visione dell’essere vivente.

L’impianto scientifico che concepiva l’essere vivente come un insieme di molecole dentro un sistema chiuso governato da forze elettriche di corto e medio raggio, ovvero di reazioni biochimiche determinate da queste forze è stato turbato dalle acquisizioni della fisica quantistica che ha fornito la possibilità di nuovi strumenti diagnostici e dato una spiegazione plausibile del funzionamento dell’organismo vivente.

La natura non solo molecolare ma energetica degli atomi ha permesso di considerare l’uomo non più come un insieme di cellule, organi e tessuti in fase statica, bensì come un insieme di forze più o meno organizzate e con possibili e differenti stati di equilibrio, in continuo mutamento.

L’idea di considerare come protagonista non più l’evento biochimico ma l’interazione elettromagnetica ha permesso di avere un approccio rivoluzionario nei confronti di temi come la salute e la malattia e ha dato finalmente una base scientifica e coerente alle diverse branche di studio dell’essere umano.

Grazie alla natura elettromagnetica della  materia vivente non ha più senso scindere il corpo dalla mente e dalle emozioni.

Non possiamo più considerare l’assenza di una lesione d’organo come la negazione di uno stato di malattia, in quanto diversi studi hanno ormai palesato le connessioni fra sistema nervoso, sistema immunitario ed endocrino.

E,viceversa, non possiamo considerare neppure la malattia come la sola lesione d’organo documentabile.

Senza scomodare le impalcature psicanalitiche e senza più relegare l’assenza di lesione all’etichetta di disturbo funzionale potremmo addirittura definire in termini quantistici le emozioni, come eccitazioni elettromagnetiche dell’organismo soggettivamente percepite.

Probabilmente fra una decina d’anni questo azzardo sarà ridicolo vista la velocità vorticosa a cui sta procedendo la sistematizzazione delle nuove acquisizioni.

Il superamento della visione dualistica che la cultura scientifica dell’ottocento ha imposto e di cui è ancora intrisa la nostra mentalità, sarà, a mio parere, la conquista più grande della scienza, e quindi anche della medicina del XXI secolo.

Da un nuovo approccio olistico alla persona, deriverà un atteggiamento profondamente diverso anche nei confronti della malattia e in ultima analisi del mantenimento dello stato di salute.

In questa prospettiva la malattia inizia come disordine etico (disturbo della cooperazione), continua come disarmonia affettiva, si incarna nella struttura biologica come alterazione funzionale e si concretizza poi, come lesione organica con distruzione e danni, si dice, irreversibili.

 


 Contro l'Omeopatia, perche'?

 

Gli appellativi riferiti all'Omeopatia sono sempre i soliti : stregoneria, praticoni, placebo, autosuggestione, finta malattia, rubare soldi al paziente dando solo acqua fresca. Cerchiamo di esaminarli.

 

Stregoneria, praticoni.

In questi ultimi anni siamo finalmente giunti ad una regolamentazione dell' Agopuntura e dell'Omeopatia sia in Europa che in Italia dove diventeranno specialità universitarie a pieno titolo. Questi tipi di medicine, proprio perché presuppongono una diagnosi ed una terapia, devono essere professate solo da medici e veterinari. In Italia esistono purtroppo molti che curano con l'Omeopatia senza averne titolo abbassandone così il livello e offrendo una giustificazione a chi vuole denigrarla.
Nessuno pensa di denigrare la Medicina tradizionale anche se ogni tanto si trova qualche abusivo che si è spacciato per medico e magari ha anche rivestito incarichi particolarmente importanti.

Placebo
Il placebo è un preparato non medicamentoso che ha effetto terapeutico basato sull'autosuggestione. L'Omeopatia è un metodo curativo di provata efficacia che esiste da circa duecento anni e si è diffuso in tutto il mondo. In alcuni stati come Francia ed Inghilterra è materia universitaria e viene utilizzata anche negli ospedali. Ogni singolo preparato omeopatico è stato sperimentato sull'uomo sano, e cura gli stessi sintomi che produce a dosi tossiche, secondo la legge “Similia similibus curentur “ (i simili si curino con i simili).

Leggete questo interessante articolo circa  la differenza tra placebo e rimedi omeopatici

(clicca qui)

 

Autosuggestione
Qualsiasi rapporto paziente – medico implica autosuggestione. Questo può essere vero per gli adulti, non certo per i bambini e gli animali (omeopatia veterinaria). Non si riesce a capire come mai il paziente sia ancora malato dopo aver interpellato, per la sua malattia, eminenti specialisti, professori, e dopo essere stato ricoverato in reparti ospedalieri. È stato da tutti curato con medicine tradizionali ed ha sicuramente ricevuto nei suoi pellegrinaggi più autosuggestione di quella che può dare un medico omeopata considerato dai colleghi una “sottospecie” di medico.

Finta malattia
Una patologia che la medicina tradizionale non è riuscita a curare, quando il paziente è arrivato dall'Omeopata che lo ha guarito, magari dopo dieci, venti o trenta anni di calvario, diventa una “finta malattia”. Significa forse che la medicina tradizionale non sa guarire, essere di placebo o autosuggestione nemmeno per le finte malattie?

Rubare soldi al paziente dando solo acqua fresca.
Questa è la classica frase di un medico che dissuade il proprio paziente dall'effettuare una visita presso un collega omeopata, probabilmente perché ha paura che la sua immagine sia rovinata da una guarigione miracolosa di una malattia di cui lui, per lungo tempo, non ha capito nulla. Per un medico tradizionale è importante la diagnosi della malattia e la sparizione dei sintomi che affliggono il paziente. Purtroppo inizialmente anche al paziente basta questo. Si accorge troppo tardi che, per esempio, la sua cefalea, nonostante si attenui con un analgesico che magari gli ha procurato un'ulcera, negli ultimi tempi è sempre più frequente e dolorosa. Inizia a consultare specialisti, a ricoverarsi in centri anti cefalee che, se non trovano alcuna causa, passano la palla ad un neurologo o ad uno psichiatra, sospettando una nevrosi ansiosa.
Il paziente, a questo punto ha quattro possibilità:
1. tenersi la cefalea sempre più frequente e dolorosa.
2. imbottirsi di ansiolitici che, forse, intontendolo ne attenuano la frequenza e l'acuzie
3. andare da un guaritore, mago o pranoterapista
4. rivolgersi ad un omeopata o agopuntore, sperando che sia medico, o forse no, perché ormai non
 ha più fiducia dei medici.
Varrebbe la pena che i medici non disprezzassero questo tipo di medicina, ma la studiassero. I loro pazienti trarrebbero giovamento dalle loro conoscenze .

Hahnemann ha scritto: “Scopo unico del medico è di rendere sani i malati, ossia, come si dice, di guarirli”.
I sintomi non devono essere soppressi, creandone degli altri conosciuti, come gli effetti collaterali dei farmaci, od altri ancora sconosciuti.

Hahnemann in effetti ha sperimentato su sé stesso i rimedi da lui studiati e solo in seguito li ha somministrati ai pazienti.

Quanti medici sono oggi disposti a comportarsi allo stesso modo prima di prescrivere un farmaco?

 

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