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Alimentazione

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[ Link notizia: http://www.scienzavegetariana.it/news_dett.php?id=1376 ]

Dopo lo studio che abbiamo recentemente segnalato (vedi Cuore sano = cuore vegetariano), che dimostrava come la trasformazione della carnitina da parte dei batteri intestinali è in grado di produrre una sostanza, la TMAO (trimethylamine-N-oxide), che aumenta il rischio cardiovascolare nell'uomo, ecco che un nuovo studio identifica un analogo effetto anche da parte della colina (fosfatidilcolina o lecitina).

Se infatti la carnitina è presente solo nelle carni ma non nei cibi animali indiretti come latticini e uova, la colina invece è una sostanza presente in tutti i cibi animali, ed è in particolare molto abbondante nell'uovo.

Anche la sua trasformazione nell'intestino umano ad opera dei batteri intestinali, analogamente alla carnitina, è responsabile di abbondante produzione di TMAO, sostanza che aumenta il rischio di infarto, ictus e morte.

In questo nuovo studio pubblicato nell'aprile 2013 sulla prestigiosa rivista scientifica New England Journal of Medicine, i ricercatori hanno esaminato 4007 soggetti e hanno evidenziato come coloro che presentavano i livelli plasmatici più elevati di TMAO presentavano un rischio di eventi cardiovascolari superiore di 2,5 volte rispetto ai soggetti che presentavano i livelli più bassi.

Una dieta vegana, basata su cereali, legumi, verdura, frutta fresca e frutta secca oleaginosa è quindi in grado di abbattere le assunzioni di colina, oltre che di carnitina, fornendo una protezione aggiuntiva nei confronti delle malattie cardiovascolari rispetto a quella già conferita dalla sua abbondanza di fibre, dalla ridotta presenza di grassi saturi e dall'assenza di colesterolo.

Stanno quindi affiorando altri tasselli che possono spiegare perché la dieta vegetariana riduca il rischio di malattie cardiovascolari in maggior misura (32%) di quanto possa essere stimato se si considera solamente il suo effetto favorevole sui livelli di pressione arteriosa e di colesterolo (24%).

Fonte:

Tang WH, Wang Z, Levison BS, Koeth RA, Britt EB, Fu X, Wu Y, Hazen SL., "Intestinal microbial metabolism of phosphatidylcholine and cardiovascular risk.", N Engl J Med. 2013 Apr 25;368(17):1575-84. doi: 10.1056/NEJMoa1109400.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23614584

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Nuovo studio: la dieta vegetariana, in particolare quella vegana, protegge dal cancro.

[ Fonte notizia: http://www.scienzavegetariana.it/news_dett.php?id=1374 ]

Le diete vegetariane, in special modo nella variante vegana, risultano essere protettive nei confronti del cancro rispetto alle diete non vegetariane, come evidenziato da un nuovo studio pubblicato dall'AACR (American Association for Cancer Research).

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica "Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention", nel novembre 2012 e si intitola "Vegetarian Diets and the Incidence of Cancer in a Low-risk Population" (Diete vegetariane e incidenza di cancro in una popolazione a basso rischio".

Gli autori evidenziano come il cancro sia la seconda causa principale di morte negli USA e come i fattori dietetici siano responsabili di almeno il 30% di tutti i tumori dei paesi occidentali. Questa percentuale aumenta di molto per specifici tipi di tumori, i più diffusi: il 50% per il tumore a pancreas e mammella e 70-75% per quello alla prostata e al colon-retto.

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Allan Taylor hm

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- Roberta Ragni -

Pasqua senza agnelli. È quella che si dovrebbe augurarsi chiunque abbia a cuore il benessere degli animali, perché questa festività sia tale non soltanto per gli uomini, ma anche per migliaia di cuccioli destinati a finire anzitempo la loro vita nei mattatoi per finire sulle tavole, in ossequio a una insensata e anacronistica tradizione.

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Il Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) del paziente affetto da diabete mellito di tipo 2 è uno strumento utilizzato dai medici nella loro attività clinica, il cui scopo è fornire indicazioni concrete per la migliore assistenza da offrire ai cittadini per la prevenzione, diagnosi, terapia, assistenza e prevenzione delle complicanze del paziente diabetico, da parte sia dei medici di medicina generale, sia degli specialisti.

Si tratta di documento periodicamente aggiornato da un gruppo di lavoro ospedali-territorio, composto da diabetologi di strutture cittadine (Niguarda, Istituto Auxologico, Casa di cura San Pio X, Policlinico, San Paolo), medici di medicina generale e rappresentanti dell'Asl di Milano. L'attuale versione, pronta per essere spedita ai medici di famiglia, è di fine 2012.

Esso tiene conto di linee guida esistenti, integrate da riflessioni del gruppo di lavoro basate su studi e altre fonti. Gli estensori hanno tenuto conto anche "delle risorse cittadine, da impiegare con il miglior possibile rapporto costo-efficacia" cercando di esprimere raccomandazioni che evitino "medicalizzazioni improprie e utilizzo inappropriato di diagnostica strumentale e di laboratorio". L'obiettivo è "favorire abitudini alimentari, comportamentali, stili di vita e condizioni ambientali adeguati alla prevenzione primaria, alla gestione e alla prevenzione delle complicanze del diabete. Questo Pdta - precisano i promotori - intende intervenire sui fattori che peggiorano la salute e la qualità di vita degli assistiti con un'azione integrata non circoscrivibile alla sola prescrizione farmacologica".

Ebbene, la nuova linea suggerita dall'Asl del capoluogo lombardo ai camici bianchi, sulla base degli ultimi studi in materia, è quella di prescrivere una svolta alimentare a chi combatte con il diabete di tipo 2. "Hai il diabete? Diventa vegano".

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Molti eroi, filosofi, grandi uomini del passato continuano ad essere studiati nelle scuole, eppure nessuno si sofferma su come vivevano e cosa mangiavano?
Vi sembra un dettaglio irrilevante che gente come Pitagora, Ippocrate, Aristotele, Platone, Galeno, Seneca e tanti altri mangiavano soltanto vegetali?

Addirittura alcuni solo frutta! Proprio lui, lo stesso Ippocrate, padre della medicina e oggi vivo ancora nelle nostre teste per il famoso giuramento, mangiava solo vegetali.
Soffermiamoci, solo per un attimo, su una delle frasi, che, forse, dovrebbero essere appese alla porta di ogni casa. La frase è del medico greco Ippocrate:
“La natura è Sovrana Medicatrice dei mali. Primo non nuocere. L’aria pura è il primo alimento e il primo medicamento. Nessun veleno serva mai a curare un malato!”

E qui sul ” non nuocere e nessun veleno” si potrebbe aprire un deliziosa e forse, scomoda, per alcuni, discussione.

Ma non solo i greci seguivano la natura dell’uomo, la stessa naturale abitudine avevano anche altre popolazioni come i romani che addirittura, secondo diverse fonti fra cui Marco Porcio, testimonia nei suoi scritti che i romani sono stati sani, quando il medico era vietato ai cittadini, per la bellezza di 600 anni con un’alimentazione prevalentemente di vegetali come le rape e il cavolo.

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frutta-verdura-di-stagioneSecondo una ricerca comparsa sul Clinical Journal of the American Society of Nephrology, condotta dal Texas A&M College of Medicine, aggiungere frutta e verdura alla propria alimentazione potrebbe proteggere i reni dalle malattie croniche caratterizzate da eccessiva produzione di acido. La dieta dei Paesi occidentali prevede cibi animali e prodotti di origine cerealicola che possono portare ad acidosi metaboliche. Gli scienziati hanno analizzato 71 pazienti con malattie croniche renali a cui sono stati somministrati frutta e verdura oppure un farmaco orale alcalino per un anno. Al termine del periodo di osservazione, le funzione renali fra i due gruppi erano simili e le misure urinarie relative al danno renale erano basse in entrambi i gruppi. Inoltre, la misura del PTCO2 (plasma total carbon dioxide) era piu' alta nei pazienti che avevano ricevuto il bicarbonato, rispetto a quelli che avevano ricevuto frutta e verdura. Gli scienziati ritengono che aggiungere frutta e verdura possa fornire una valida alternativa terapeutica per trattare le acidosi metaboliche e proteggere i reni. 

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Le diete vegetariane riducono il rischio di malattie cardiovascolari

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Sulla base dei risultati dello studio Epic-Oxford (appena pubblicati sul numero di marzo dell'American Journal of Clinical Nutrition, la più prestigiosa rivista scientifica internazionale che si occupa nutrizione), i vegetariani risultano avere un rischio ridotto di ischemia coronarica, fatale e non-fatale.

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Mangiare ortofrutta per combattere lo stress? Si, stando a quanto spiegato in un recente studio condotto all'Università di Harvard e diretto dalla dottoressa Julia Boehm. Secondo 'Psychosomatic Medicine', pare che mangiare più di tre porzioni al giorno di frutta e verdura potrebbe contribuire a fare avere una visione più ottimistica della vita ed a combattere lo stress.

Sembra strano, ma a dimostrarlo ci penserebbero le ricerche condotte su un campione di 928 volontari, che si sono sottoposti ad esami del sangue ed hanno risposto alle domande di un test per individuare quale fosse il loro approccio nei confronti della vita.

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Il fegato è l'organo principale a cui il nostro organismo deve i processi necessari al metabolismo non soltanto degli alimenti, ma anche di tossine e farmaci. Un'alimentazione ricca di frutta e verdura può contribuire ad alleggerire il lavoro del fegato, in quanto alcuni frutti e ortaggi contengono sostanze in grado di favorire l'attività del fegato e di migliorare i processi di eliminazione delle tossine. Ecco 15 tra gli alimenti più adatti alla depurazione del fegato.

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Uno dei grandi misteri di cui è intrisa la diffusione di piante OGM in tutto il mondo fin da quando, agli inizi degli anni ’90, negli Stati Uniti e in Argentina vennero autorizzati i primi raccolti per il commercio, è stata l’assenza di studi scientifici indipendenti sui possibili effetti a lungo termine di una dieta a base di piante OGM sugli esseri umani o addirittura sui topi. Ora è venuta a galla la vera ragione. Le aziende agro-alimentari OGM come Monsanto, BASF, Pioneer, Syngenta ed altri ne vietano la ricerca indipendente.

Un editoriale dell’agosto 2009 dell’autorevole rivista mensile scientifica americana, Scientific American, rivela la scioccante e inquietante realtà dietro la proliferazione fin dal 1994 di prodotti OGM in tutta la catena alimentare del pianeta.

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