English French German Italian Portuguese Russian Spanish

ISCRIZIONI



Ricevi HTML?

Liberta' di cura

LA FDA attacca le Compounding Pharmacies

fda

Questa settimana inoltre la FDA ha mostrato un atteggiamento minaccioso nei confronti delle compounding pharmacies – farmacie locali che fanno per i loro clienti preparati a base di farmaci e integratori in modo da soddisfare i bisogni biochimici specifici di ogni acquirente. La FDA non approva le compounding pharmacies perché sono in competizione con l’approccio della Big Pharma che sottintende l’idea che un’unica soluzione vada bene per tutti. La FDA ha quindi deciso di dare inizio a un’azione criminale ancora più organizzata e di cercare di far fuori i concorrenti della Big Pharma minacciando le compounding pharmacies nel campo della terapia ormonale sostitutiva bioidentica .

È solo l’ultimo round della folle aggressione criminale della FDA contro gli abitanti della sua nazione. Ciò è particolarmente interessante, dato che un’altra ricerca realizzata questa settimana mostra che l’assunzione delle medicine della terapia ormonale sostitutiva (TOS) causa una rapida accelerazione del cancro lobulare alla mammella (come riportato dal Fred Hutchinson Cancer Research Center). Certo, il motivo principale dell’attacco alle compounding pharmacies non è proteggere i pazienti, bensì tutelare i profitti derivanti dalla TOS della Big Pharma.

Ogni volta che l’FDA minaccia un’altra azienda produttrice di vitamine, un coltivatore di frutta (ricordate le minacce ai coltivatori di ciliegie?) o i fornitori di medicine naturali, continuo a chiedermi: quanto tempo ci vorrà ancora perché le masse ignoranti si rendano conto che sono state fregate e si ribellino contro questo ente governativo criminale che sta distruggendo la loro salute e svuotando le loro tasche? La verità è che molte persone sono troppo narcotizzate per mostrare un pensiero costruttivo e cosciente, quindi passerà un bel po’ di tempo prima che questa insurrezione delle masse abbia luogo. Potrebbe anzi essere necessario utilizzare nastro isolante, bacchette e fili da burattinaio perché abbia luogo.

Questo è particolarmente vero dal passaggio del decreto 1955, the Violent Radicalization and Homegrown Terrorism Prevention Act, che rende il pensiero indipendente un crimine federale. Chiunque abbia un pensiero che va contro i sistemi stabiliti di controllo e di sfruttamento delle masse viene subito bollato come criminale, arrestato, gettato in prigione e imbottito di antidepressivi che non funzionano. Se non avete sentito del decreto 1955 dai media principali, è perché non c’era motivo di seguire questa notizia: sono loro che cercano di omologare i vostri pensieri e rendere le vostre idee salde e conformi allo status quo, non lo sapevate? Se c’è qualcosa che danneggia la vostra salute più del latte omogeneizzato, sono proprio le idee omologate. Tutte le persone che non hanno votato per Ron Paul nelle recenti primarie sono affette da idee omologate (e cervello pastorizzato, forse…)

 Titolo originale: "Week in Review: Cloned Meat, Scientific Fraud and Mandatory Organ Harvesting from (Nearly) Dead Patients"

Fonte: http://www.naturalnews.com
Link 

 

Share
comments

 Studi sui farmaci antidepressivi selettivamente censurati da Big Pharma



Sul fronte della “medicina basata sulle prove” questa settimana (e qui partono le risate di sottofondo), uno studio condotto dalla Health & Science University dell’Oregon ha svelato che le industrie farmaceutiche censurano abitualmente gli studi che dimostrano la non efficacia degli antidepressivi, mentre incentivano la rapida pubblicazione di studi che mostrano risultati positivi. La conseguenza? Una selezione scientifica che è chiaramente pianificata per far sembrare efficaci inutili medicine, nascondendo le prove della loro inefficacia….

Ciò che questo studio rivela è che, ancora una volta, l’intero sistema della “medicina basata sulle prove” è un’enorme truffa organizzata e che la FDA continua a cospirare assieme alle aziende farmaceutiche per fuorviare i consumatori americani e promuovere, sulla base di una scienza fraudolenta, medicinali non solo inutili, ma anche dannosi. Quello che queste aziende stanno facendo con i test clinici è paragonabile ad andare a Las Vegas e poter scommettere a poker DOPO che le carte siano state distribuite e scoperte! È possibile fare soldi barando a questo modo? Certo che sì. È proprio quello che fa la Big Pharma.

Questo sistema assolutamente fraudolento di selezione degli studi da pubblicare (o da occultare) a seconda del loro esito sembra rendere del tutto inutili i test clinici, non vi pare? Perché mai le industrie farmaceutiche non saltano direttamente l’intero processo di conduzione di questi falsi test scientifici, dando per buona qualunque fantasia abbiano comunque deciso di rifilare al pubblico? Alla fine, non ci sarebbe molta differenza rispetto a quanto sta già succedendo, a parte un notevole risparmio di tempo e denaro. In questo modo, le aziende farmaceutiche potrebbero ridurre notevolmente il tempo necessario a introdurre sul mercato nuovi medicinali pericolosi e i consumatori, abbastanza stupidi da prendere queste medicine, avrebbero un accesso più veloce a tali prodotti che li ucciderebbero prima, rendendo inoltre le nostre vie e autostrade più sicure, grazie alla riduzione del numero dei “conducenti debilitati dai farmaci” (si tratta di un enorme problema, credetemi).

 

Credo che tutte le persone che chiedono insistentemente all’FDA di ottenere dalla Big Pharma i farmaci “sperimentali” per la cura del cancro dovrebbero vincere collettivamente il Darwin Award dell’anno. Il pool genetico umano può certamente fare a meno di gente che sceglie di commettere un suicidio chimico. In un certo qual modo la questione funziona in maniera automatica, dal momento che coloro che prendono farmaci ottengono danni al DNA che vengono trasmessi alla loro prole, la quale sarà contrassegnata sempre più dalla sterilità. (Desiderio di fertilità? Iniziate a mangiar crudo. L’indice della motilità spermatica di un partner avvezzo alla degustazione di crudità è tale da far sentire in imbarazzo un cavallo selvatico…)

Le statine si rivelano inutili nella prevenzione dell’Alzheimer

Ricordate il clamore qualche hanno fa quando alcuni dottori idioti, spacciatori di medicine, insistevano che le statine curavano l’Alzheimer? Come al solito, la questione si dimostrò soltanto un nonsense scientifico e una elucubrazione fine a se stessa. Un nuovo studio intrapreso alla Rush University Medical Center di Chicago ha rivelato che i pazienti affetti da Alzheimer curati con le statine non avevano ottenuto alcun beneficio.

Credo che i ciarlatani diffusori di pasticche dovranno trovare un altro ridicolo motivo per la prescrizione non autorizzata delle loro statine letali. Cosa dobbiamo aspettarci di sentire adesso, che le statine curano il cancro? Per la cronaca, sappiate che molti dottori ancora prescrivono le statine per l’Alzheimer, sebbene l’FDA non abbia mai approvato le medicine per questo tipo di patologia! Le prescrizioni non autorizzate sono una grande truffa sanitaria che permette ai dottori di prescrivere medicine per niente, anche se non sono mai state sperimentate o approvate per le malattie per cui vengono ordinate.
Bella prova per la medicina basata sulle prove, eh?

Titolo originale: "Week in Review: Cloned Meat, Scientific Fraud and Mandatory Organ Harvesting from (Nearly) Dead Patients"

Fonte: http://www.naturalnews.com
Link

 

Share
comments

Grazie per “offrire spontaneamente” i vostri organi!



A proposito di cose incredibilmente stupide, il Primo Ministro inglese Gordon Brown ha presentato un piano per rubare gli organi dei pazienti attraverso un escamotage che lui chiama “consenso implicito di donazione degli organi”. Davvero, non si tratta di uno scherzo; è la pura verità! Se Brown riuscirà nel suo intento, ai pazienti che moriranno nel Regno Unito saranno immediatamente asportati gli organi e venduti all’opulenta industria della donazione di organi, in cui ogni organo disponibile genera almeno $ 250.000 di profitto per gli ospedali, per i chirurghi e per le industrie farmaceutiche coinvolte. Il consenso del paziente non è più richiesto, è sottinteso dallo Stato. Non sto scherzando. È definito “consenso implicito”. D’altronde, quale paziente potrebbe obiettare? I morti non discutono, giusto?

Sembrerebbe che Brown abbia già dato l’assenso per la donazione di uno dei suoi organi, il suo cervello! L’organo è stato promesso al presidente americano George W. Bush che sta ancora aspettando il trapianto di cervello dal momento che la rimozione di quello vecchio non è stata possibile perché il chirurgo non è riuscito a trovarlo! Piuttosto, hanno deciso di somministrargli le statine, sperando che la demenza possa scomparire…

C’è una cosa che mi ha sempre preoccupato circa il prelevamento degli organi, anche di quelli che provengono dai donatori volontari: non è forse vero che quando il paziente muore i suoi organi perdono ossigeno e iniziano a deteriorarsi nel giro di qualche secondo? Quindi, non è forse negli interessi dei profittatori dell’opulenta industria del prelevamento e trasporto degli organi iniziare a estrarre gli organi dai pazienti prima che essi siano effettivamente morti del tutto? Il sistema cerebrale è vivo e attivo ancora per alcuni minuti dopo che il cuore cessa di battere, giusto il tempo per asportare selvaggiamente gli organi e schiaffarli nel ghiaccio! Pensateci la prossima volta che vi verrà in mente di esporre l’assenso a donare gli organi sulla vostra patente.

L’autorizzazione da parte di Gordon Brown a prelevare gli organi da ogni paziente morto, fa sembrare assolutamente umana la politica della Cina che permette di prelevare soltanto gli organi dei criminali. Se c’è qualcosa da ricordare questa settimana, è la seguente: Non morite nel Regno Unito! Se state per tirare le cuoia, correte, nuotate o trascinatevi lontano in qualche paese la cui giurisdizione vi permette di morire in pace anziché in pezzi.

Ad ogni modo, tutti gli argomenti d’attualità trattati in questo articolo sono veri. Sono stati estrapolati dalle prime pagine dei giornali più popolari di questa settimana. Solo un’altra settimana nel folle regno della cosiddetta “medicina moderna”, in cui la gente è trattata come bestiame e il bestiame è trattato come fosse una macchina sforna-carne priva di vita; un’altra settimana in cui decine di migliaia di persone verranno uccise dai farmaci approvati dalla FDA e dai dottori, in cui famiglie saranno ridotte sul lastrico dai costi medici e bambini verranno invogliati da subdole pubblicità televisive di cibi spazzatura a desiderare prodotti dannosi per la salute.

Dal lato positivo, è anche la settimana in cui migliaia di neofiti si rivolgeranno al potere curativo delle piante, ai cibi naturalmente ricchi di sostanze nutritive importanti per l’organismo e alla medicina naturale. Alcuni scopriranno i benefici per la salute del cibo crudo e naturale e del Juice Feasting (www.JuiceFeasting.com). Molti si accorgeranno di cosa sia in realtà il cibo conservato e decideranno di modificare la loro dieta, ottenendo una riduzione del diabete, delle malattie cardiache, del cancro e di altre patologie, in barba alle istituzioni mediche convenzionali che si attaccano ancora disperatamente alla convinzione superata che per tali malattie “non esiste cura”. (Ma chi vogliono prendere in giro? Chiunque dica “non esiste cura per il diabete” si sta dando praticamente dell’idiota…)

La prossima settimana voglio condividere con voi qualcosa di veramente interessante: si tratta di una recensione speciale di un meraviglioso nuovo prodotto nutrizionale, assieme ad un’offerta imbattibile che vi permetterà di ottenerlo a un prezzo ridicolo (con uno sconto di circa il 60%). Come sempre, noi non guadagniamo niente sulla vendita, mentre voi godrete di tutti i benefici di un prodotto ricchissimo di nutrienti ad un prezzo mai visto. La prossima settimana andate su NaturalNews.com per i dettagli su questo annuncio!

Fino ad allora, rimanete scettici e difendetevi dalle aziende farmaceutiche, la corrotta FDA, la stampa manipolata e la scienza fraudolenta che pubblicizza questi medicinali pericolosi come toccasana per la vostra salute! Dovete proteggervi, perché, ricordate: nessuno ha un tornaconto personale sulla vostra salute eccetto voi stessi. Non ci sono aziende che guadagnano sul vostro stato di benessere; guadagnano solo sulle vostre malattie. Mantenetevi in salute e farete in modo che le aziende farmaceutiche non possano trarre i profitti che così disperatamente sperano di ricavare dal vostro corpo. (E comunque state attenti a non morire nel Regno Unito!)

Notizie sull’autore: Mike Adams è autore di testi sulla salute naturale e pioniere della tecnologia, appassionato divulgatore di informazioni importanti per il miglioramento individuale e planetario.E' uno scrittore prolifico e ha pubblicato migliaia di articoli, interviste, relazioni e guide per i consumatori, raggiungendo milioni di lettori con notizie in grado di migliorare la salute di tutti gli abitanti del mondo. Adams è un giornalista indipendente con un’etica molto solida, infatti non accetta denaro per scrivere articoli su prodotti o aziende. Nel 2007 Adams ha lanciato EcoLEDs, una ditta di LED privi di mercurio, ottimizzati energicamente, che permettono di risparmiare elettricitèe aiutano a prevenire il riscaldamento globale. Inoltre egli ha fondato un’azienda per la vendita al dettaglio online a basso impatto ambientale, la BetterLifeGoods.com che investe i profitti nel programma di supporto per la difesa del consumatore. E' anche il fondatore della ben nota HTML email software company il cui software Email Director Marketing attualmente gestisce il database delle sottoscrizioni di News Target.

Adams è attualmente il direttore esecutivo di un’organizzazione no-profit, il Consumer Wellness Center, e si dedica alla fotografia naturale, alla Capoeira, al Pilates e al giardinaggio biologico. Noto col titolo di Health Ranger (ossia Guardiano della salute), Adams condivide con gli altri la sua etica, le sue dichiarazioni e le sue personali statistiche sulla salute su HealRanger.org.


Titolo originale: "Week in Review: Cloned Meat, Scientific Fraud and Mandatory Organ Harvesting from (Nearly) Dead Patients"

Fonte: http://www.naturalnews.com
Link
18.01.2008

Share
comments

Gli italiani tra i più delusi d’Europa  In tema di sanità
 Fonte: noipress.it

E’quanto rivela il ‘Secondo Barometro internazionale sulla salute’ commissionato dal gruppo assicurativo Europ Assistance su attitudini, aspettative e preoccupazioni dei cittadini europei nei confronti del proprio sistema sanitario e degli aspetti economici ad esso correlati, i cui risultati sono stati presentati ieri a Parigi.Sanità, Europ Assistance: gli italiani tra i più delusi d’Europa

L’indagine ha coinvolto circa 10.000 cittadini di 5 Paesi (Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna e Svezia) che sono stati chiamati a esprimersi su tematiche generali e argomenti specifici come i finanziamenti alla ricerca e le nuove tecnologie.
E i risultati hanno rivelato che sono proprio gli italiani i più delusi su tutti gli aspetti, lamentando mancanze soprattutto a livello di organizzazione, qualità dei servizi ospedalieri e consulenze mediche.

Lo studio riporta infatti che il 64% degli italiani si è dichiarato preoccupato per i lunghi tempi di attesa (contro il 49% della media europea), e il 39% per l’insufficienza dei finanziamenti pubblici destinati a questo settore.
Sul tema della ricerca medica poi, ben l’82% dei nostri connazionali sostiene che i finanziamenti pubblici sono insufficienti e dovrebbero essere aumentati.
Non a caso, immediatamente dopo i tedeschi (70%), sono gli italiani il popolo più propenso a ricercare cure mediche specialistiche all’estero (62% contro il 53% della media europea).

Sale inoltre al 63% la percentuale di europei pronta a muoversi alla ricerca di tecniche d’avanguardia o difficilmente accessibili nel proprio Paese d’origine.
In questo caso, i più propensi sono gli Inglesi, con l’85% delle preferenze, i più restii invece i Francesi, che registrano un calo di 14 punti percentuali rispetto all’anno scorso (dal 54% al 40%).
In testa ai Paesi disposti ad accogliere pazienti stranieri presso i propri ospedali e centri di cura (purché paganti) si piazza invece il Bel Paese con il 79% delle preferenze.

Sulla propensione degli europei a utilizzare internet come fonte di informazioni in tema di salute, gli italiani si rivelano essenzialmente diffidenti al contrario di inglesi (56%), svedesi (51%) e tedeschi (50%).
Diversa è invece l’opinione dei nostri connazionali circa la possibilità di accedere via web a consulenze sanitarie con il 46% delle risposte favorevoli (anche se in leggera diminuzione rispetto al 49% registrato l’anno scorso).

Il 51% degli europei intervistati si dichiara, inoltre, interessato ad un programma personalizzato di monitoraggio vitalizio della propria salute, anche se solo il 13% è disposto a pagare per usufruirne: per il 71% degli europei, infatti, dovrebbe essere il datore di lavoro a farsene carico.

La propensione degli italiani a far fronte personalmente ai costi sanitari supplementari legati alla cura della propria salute e di quella dei propri cari sale al 77% collocando il nostro Paese in testa rispetto al resto d’Europa.
E la soluzione di finanziamento preferita, come nella media europea, è proprio quella che prevede un aumento dei contributi obbligatori (26%).

Riguardo la cura e l’assistenza domiciliare delle persone anziane, infine, la maggioranza degli europei (56%) è concorde nel ritenere che i finanziamenti pubblici destinati a tal fine sono insufficienti. Questa percezione varia però in modo significativo da Paese a Paese: i più insoddisfatti sono i francesi (75%), i meno, gli inglesi (32%). E per il 61% degli italiani resta ancora molto da fare.

 

Share
comments
Superfarmacia
di Monica Di Bari, Saverio Pipitone
fonte: www.ilconsapevole.it

Superfarmacia

Monica Di Bari, Saverio Pipitone

Coop è presente sul territorio nazionale con 1262 punti vendita, tra cui 130 ipermercati di superficie superiore ai 5000 mq. Si tratta di vere e proprie città mercato dove il consumatore trova tutti gli esercizi commerciali concentrati in un unico grande centro. Oltre al classico supermercato, con prodotti alimentari e per l’economia domestica, punti vendita di abbigliamento di ogni genere, negozi specializzati negli articoli sportivi, elettrodomestici e tecnologia, farmacie, erboristerie e punti di ristoro – tra cui Mc Donald’s e Spizzico. Non mancano servizi di vario genere: centro telefonia, edicola, sportello bancomat e vere e proprie agenzie finanziarie che vendono quote di fondi di investimento o polizze assicurative.

I 1262 punti vendita Coop vendono 1.626 prodotti (alimentari e non ) a marchio Coop, realizzati da 315 fornitori. A tutti i fornitori è richiesto di attenersi alle regole di comportamento stabilite dalla certificazione di responsabilità sociale SA8000: il rispetto dei diritti umani e delle condizioni di lavoro. Inoltre tutti i prodotti agroalimentari a marchio Coop sono certificati come privi di organismi geneticamente modificati. Tra i fornitori si trovano grandi nomi di multinazionali: Nestlé, Dole, Del Monte, Uniliver, Procter & Gamble, Kimberly-Klark.
Per esempio quando Kimberly-Clarck, multinazionale del settore cartario – produce per Coop, realizza fazzoletti con “cellulosa non proveniente da pratiche distruttive di foreste primarie e con almeno il 30% di cellulosa certificata FSC, ossia proveniente da foreste gestite nel rispetto di rigorosi standard ambientali, sociali ed economici” (Fonte Rosso Fiorentino, 1/9/2003). Ma la stessa azienda è accusata di emettere dai propri stabilimenti una quantità di sostanze tossiche superiore alla media delle altre aziende del settore. Procter & Gamble fornisce a Coop saponi e detergenti, nel rispetto delle norme per la salute e la sicurezza nell’ambiente lavorativo, garantendo la responsabilità sociale dell’impresa contro ogni forma di discriminazione. Nel marzo 2004 la stessa impresa, in seguito all’acquisto di Gillette, ha licenziato seimila lavoratori (circa il 4% della forza lavoro): la sovrapposizione delle attività in cui le aziende erano in precedenza dirette concorrenti – saponi e schiume da barba – ha consentito una drastica riduzione del personale.
Sebbene in Spagna e nelle Filippine la multinazionale Dole abbia ottenuto la SA8000, nel marzo 2002 in Honduras 17 guardie armate di Standard Fruit, filiale di Dole, hanno ucciso 4 contadini per aver occupato una terra comunale che l’azienda rivendicava come propria. Questi profili aziendali sono nettamente in contrasto con la responsabilità sociale di Coop, che continua a mantenerli come fornitori: l’acquisto di molti prodotti da queste multinazionali risulta competitivo e consente un contenimento del prezzo finale.

Medicinali al supermercato per una società sempre più malata
In seguito al Decreto Bersani sulle liberalizzazioni, convertito definitivamente dalla legge  n. 248 del 4 agosto 2006, tutti i farmaci non soggetti a prescrizione medica possono essere distribuiti da supermercati e centri commerciali. La proposta di legge era stata presentata da Legacoop alla fine della scorsa legislatura corredata da 800 mila firme raccolte nei supermercati. I corner della salute – angoli destinati alla vendita dei farmaci – sono stati allestiti all’interno di tre ipermercati Coop a Carpi, Ferrara e Bari.
L’insegna con la classica croce verde e turchese, un farmacista dietro il bancone e soprattutto i prezzi inferiori del 20-40 % rispetto alle farmacie, hanno indotto i consumatori alla grande scorta farmaceutica: aspirine, antidolorifici, antistaminici, antinfiammatori hanno visto l’impennata di acquisti presso gli ipermercati Coop. Immenso il profitto per la distribuzione e le case farmaceutiche, mentre le farmacie e Federfarma si oppongono da tempo a una riforma che per loro rappresenta la perdita di un ricco monopolio. I vertici Coop hanno definito la liberalizzazione come una forma di tutela per il consumatore: la possibilità di risparmiare, acquistando i farmaci a un prezzo ridotto. Un risparmio rischioso se si considera l’aumento degli acquisti e dei consumi a seguito della liberalizzazione. Grazie a questa riforma, la grande distribuzione organizzata può suggerire al consumatore una soluzione farmacologia al più leggero malessere: acidità di stomaco, mal di testa e allergie possono essere risolti grazie a una spesa conveniente.
L’induzione al consumo di farmaci ne comporta l’abuso dal quale possono derivare intossicazioni, reazioni allergiche e soprattutto assuefazione dell’organismo, il quale non è più in grado di reagire a diverse forme di malessere, anche le più leggere. Negli Stati Uniti, dove da tempo esiste questo tipo di liberalizzazione, presso i grandi centri commerciali vi sono angoli per consulenza medica gratuita. Giovani medici stagisti visitano il cliente-consumatore prescrivendogli come terapia i prodotti farmaceutici in vendita tra gli scaffali dell’ipermercato. Una delle conseguenze registrate negli ultimi anni è l’aumento tra la popolazione delle malattie iatrogene, le patologie causate dall’abuso dei farmaci.

Coop: la storia

È il 1854 quando a Torino l’Associazione Generale degli Operai apre il punto vendita “Magazzino di Previdenza”, inaugurando la prima cooperativa di consumatori in Italia. Un secolo più tardi, nel secondo dopoguerra, la realtà cooperativa è consolidata in tutto il nord e centro Italia: nel dicembre del 1947 viene fondata l'Associazione Italiana delle Cooperative di Consumo, nata per avviare la "pratica dell'acquisto collettivo" e per assicurare alle cooperative di consumatori migliori garanzie e condizioni nell'approvvigionamento delle merci. La sperimentazione del modello supermercato Coop, arriva solo negli anni Ottanta dopo un decennio di lenta evoluzione imprenditoriale e la costituzione di un’azienda unica: progressivamente i piccoli negozi vengono chiusi e le loro attività sono concentrate in centinaia di strutture moderne. Oggi Coop è un articolato sistema cooperativistico di imprese e associazioni di consumatori, che ha assunto un ruolo preminente nella grande distribuzione italiana. Nonostante molte insegne, un tempo nelle mani di imprenditori italiani, siano finite nell’orbita di multinazionali straniere – come Gs di del Vecchio e Benetton passata a Carrefour o La Rinascente compartecipata da Auchan – l’italiana Coop tiene in suo controllo il 17% della grande distribuzione organizzata del territorio nazionale.

Motore di Ricerca



Share
comments
La rivoluzione copernicana nella diagnosi medica
di Associazione ALBA - tratto da CONSAPEVOLE 10
Fonte: www.ilconsapevole.it 

Se è vero che la dimensione e la delicatezza di un argomento, come la Nuova Medicina del dr. Hamer, sono tali da far desistere chiunque dall’affrontare un tema così straordinario e sconvolgente, è anche vero che ormai se ne sente parlare sempre di più.
Nel campo della ricerca medico scientifica ogni giorno leggiamo sui giornali promesse di soluzioni alle nostre malattie, ma, dopo che gli uomini hanno finito di litigare per arrogarsi il diritto della scientificità e della verità, il tempo inesorabile, da buon ed unico giudice, spazza via l’inutile, con qualche resistenza solo per le scoperte un po’ più redditizie.
Nel continuo fermento di andirivieni di scoperte nel mondo della medicina, la Nuova Medicina del dr. Hamer, da oltre 25 anni, come una macchia d’olio, continua, anche se a fatica, a suscitare interesse in tutto il mondo.
Ma in un mondo occidentale dove si presume lo Stato di diritto e dove la ricerca scientifica viene giustamente promossa e finanziata, riconoscendo soprattutto il diritto della libertà di ricerca, perché la Nuova Medicina del dr.Hamer viene di fatto osteggiata e si cerca di impedirne la divulgazione?
La risposta è semplice.

Paragonate la cura delle malattie ad un pavimento sempre bagnato. Cosa fareste per asciugarlo? Potreste usare degli stracci o dei secchi, ma se dopo averlo asciugato vi doveste accorgere che è ancora bagnato potreste ripetere l’operazione, ma, anche ricercando sempre dei nuovi tipi di stracci o secchi, non finirete mai di asciugare quel pavimento.
Ora immaginate che un giorno arrivi qualcuno (il dr. Hamer) che vi dica: perché non chiudete il rubinetto dell’acqua?
La scoperta straordinaria di questo medico è stata proprio quella di aver trovato la causa delle patologie e questo presuppone un radicale capovolgimento della diagnosi medica.

Ma per chi non conosce come è nata questa scoperta, dobbiamo fare un passo indietro nella storia.
Il 16 agosto del 1978 il nostro principe ereditario Vittorio Emanuele litiga con un medico romano davanti all’isola di Cavallo, in Corsica, e decide di far valere le sue ragioni sparando con un fucile. Un colpo attraversa la paratia di una barca ormeggiata vicino, dove stava dormendo un ragazzo tedesco. Si chiamava Dirk Hamer, figlio di un oncologo tedesco, il dr. Ryke Geerd Hamer.
Dopo quattro mesi di agonia il ragazzo muore tra le braccia del padre.
Indipendentemente dagli esiti processuali della vicenda, accade un fatto quanto meno strano.
Dopo un mese dalla morte del figlio, al dr. Hamer viene diagnosticato un tumore al testicolo.
Chiunque avrebbe considerato il fatto come semplice concausa di uno stress psicofisico, ma il dr. Hamer, oltre che un medico oncologo, ginecologo, psichiatra e teologo, era anche un inventore (a lui si devono le scoperte brevettate di bisturi da sala operatoria) e questa malattia non poteva essere solo una coincidenza di una cellula impazzita o di un DNA programmato al tumore.
La sua intuizione si rivelò esatta e, dopo anni di studi e verifiche, a partire dal 1981 cercò di divulgare al mondo la sua scoperta.

In fondo era una scoperta molto semplice e cioè la connessione esatta tra psiche, cervello e organo, in funzione di altrettanto semplici leggi biologiche, che il corpo umano, nella sua evoluzione, ha codificato e programmato nella sua fisiologia per consentire semplicemente un continuo rafforzamento della specie umana.
In sintesi il dr. Hamer aveva scoperto che tutti i sintomi del nostro corpo, ricollegabili ad una malattia, non sono altro che una delle fasi di un processo più ampio, dove la prima parte è sempre costituita da “un conflitto biologico, inaspettato, acuto e vissuto con sofferenza in solitudine”, mentre la fase dove appaiono i sintomi dolorifici, quelli che madre natura c’impone semplicemente per fermare ogni nostra attività, è in effetti la fase di riparazione.
Il dr. Hamer per la sua ricerca è partito dal tumore, ma in una logica biologica naturale, si è ritrovato una risposta per tutte le patologie, obbligandolo di fatto ad una ristrutturazione dei fondamenti della medicina.
La novità eclatante era che finalmente, tutti i casi (oltre 45.000) da lui studiati rispondevano al rispetto di queste leggi biologiche: la verifica riguardava quindi il 100%, e non il 30 o 40%.
Se dunque il rubinetto da chiudere è l’individuo nella sua capacità di soluzione del conflitto biologico, ci ritroviamo di fronte all’affascinante percorso di ciascuno di noi, dove il superamento delle prove della vita diventa la prova d’esame che ci dà il diritto di restare in gioco.
È evidente che a questo punto ci ritroviamo di fronte ad un percorso dove spiritualità e scienza vanno di pari passo, con la conseguenza inevitabile che il discorso si restringe e non tutti sono pronti ad accettare tale impostazione.
Ma anche questo fa parte dell’evoluzione della specie umana e la Nuova Medicina, nella sua scientificità, diventa comprovante al 100% solo per chi sa appropriarsi della consapevolezza del suo divenire biologico.
I tempi possono essere ancora lunghi, ma il tempo, come sappiamo, resta sempre il miglior giudice e tutto lascia pensare che la Nuova Medicina sarà la medicina del futuro, e comunque non prima di aver superato le resistenze dei produttori di stracci e di secchi.

Info
Per chi ne volesse sapere di più l’Associazione ALBA organizza corsi in diverse parti d’Italia, sia a livello introduttivo che avanzato (per saperne di più vedi
www.nuovamedicina.com e www.albanm.com)

Share
comments
ADHD: è davvero una malattia?
di Stefano Scolgio
Fonte: www.ilconsapevole.it

adhd_G

Secondo il NIMH (National Institute of Mental Health, USA), leader nel mondo della promozione della patologia ADHD, questa presunta patologia coinvolge tre elementi principali:
a) defcit di attenzione;
b) iperattività;
c) impulsività.

La combinazione di questi tre elementi dà vita alla definizione di tre sottogruppi:
a) tipo prevalentemente iperattivo-impulsivo;
b) tipo prevalentemente incapace di attenzione;
c) tipo combinato (iperattivo e incapace di attenzione).

Per quanto riguarda i tre elementi, essi vengono definiti come segue: Iperattività - Sempre in movimento; parlano incessantemente; non riescono a stare seduti a lungo; hanno bisogno di essere sempre occupati. Impulsività - Incapaci di dominare le reazioni, o di pensare prima di agire; emettono commenti inappropriati; agiscono senza valutare le conseguenze; sono un po’ bulli. Deficit di attenzione - Si annoiano dopo pochi minuti; non riescono a concentrarsi su un compito alla volta. Sono molto attenti se fanno qualcosa che piace loro, ma fanno fatica a fare i compiti o ad apprendere qualcosa di nuovo. “Sognatori a occhi aperti”; confusi, letargici.
Si badi, i termini usati sopra non sono miei, ma proprio quelli usati dagli scienziati dell’NIMH, e non sembrano davvero molto “scientifici”. Si tratta di comportamenti che, in maniera più o meno intensa, sono sempre esistiti, sia come caratteri propri di qualsiasi bambino normalmente vivace, sia, nelle forme più intense, come caratteristiche di un certo numero di bambini più problematici, ma certo non per questo “malati”. Inoltre, quelle descritte sopra sembrano proprio essere caratteristiche che definiscono il bambino in quanto tale: impulsività-spontaneità, mancanza di responsabilità come sperimentazione dei limiti; sognare a occhi aperti ecc. Così, a causa della vaghezza e debolezza della sua definizione, il NIMH si affretta ad aggiungere che queste caratteristiche devono essere presenti tutte assieme per ogni sotto-gruppo; e che devono prorogarsi per almeno sei mesi. Tuttavia, anche così, i conti non tornano, perché al massimo questo prefigura situazioni di aggravamento della difficoltà del comportamento, senza che vi sia una vera e propria alterazione patologica sufficiente a definire una malattia in senso formale. Questa vaghezza e mancanza di scientificità nella definizione dell’ADHD dà ampio spazio all’accusa di “malattia inventata”. Con la definizione di ADHD perseguita dalle autorità sanitarie, il nostro Gianburrasca, anziché eroe letterario e televisivo, sarebbe già da un pezzo in un ospedale psichiatrico!

non_e_colpa_bambini



ADHD: MALATTIA INVENTATA?
Come è stato messo bene in luce dagli psichiatri critici del concetto di ADHD, esiste una distinzione essenziale, oscurata dai promotori dell’ADHD in quanto patologia, tra patologia e sintomatologia: la presenza di una serie di sintomi come alterazioni comportamentali più o meno gravi e occasionali non ammonta a una patologia medica, se non si trova il substrato fisiologico e biochimico che spieghi tali alterazioni, e che consenta così di risolvere le alterazioni stesse correggendo lo squilibrio fisiologico e biochimico. Questa definizione stessa necessita di alcune precauzioni, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto fisiologico, perché se è vero, come vedremo tra breve, che non esiste alcuna base biochimica della patologia ADHD, è anche vero che le alterazioni comportamentali hanno comunque sempre una base fisiologica, dato che noi siamo organismi psicosomatici, e dunque né meri corpi (come ci invita a pensare il modello biochimico e farmacologico), né d’altra parte pure menti (a cui rischiano di ridurci l’approccio unilateralmente psicologico e psicoterapeutico). In altre parole, è vero che non ci sono basi biochimiche (difetti cerebrali, alterazioni genetiche ecc.) che accomunano i bambini più o meno difficili (e a volte, come riconosciuto da molti, magari più o meno geniali!); e che dunque non si possa definire una patologia unitaria, come avviene ad esempio quando si parla di diabete. Ma ciò non toglie che, soprattutto nei casi delle alterazioni comportamentali più gravi che caratterizzano i bambini davvero difficili, o davvero incapaci di attenzione e concentrazione, esistano delle basi fisiologiche che però, prima di dover essere trattate farmacologicamente, possono essere affrontate intervenendo sui principali motori della fisiologia umana, la nutrizione nei suoi vari aspetti da un lato, e dall’altro l’intervento dialogico, psicologico e soprattutto affettivo, che certamente ha un effetto sulla nostra fisiologia (1).

(1) È ormai dato scientifico universalmente accettato il fatto che, proprio perché le emozioni hanno un preciso substrato biochimico e molecolare, le modificazioni emotive generano una cascata di trasformazioni fisiologiche che riguardano l’intero organismo, con profondi effetti sulla salute e sul comportamento. Così, se è vero che la paura iperstimola l’adrenalina con aumento eccitativo dell’attenzione ma anche dello stress; è vero anche che l’amore mette in moto neurotrasmettitori, dalla serotonina alla feniletilammina, che inducono benessere ed energia (almeno fin quando l’amore non diventi una ossessione che ci fa ricadere nella paura e nell’ansia). Per una introduzione al tema vedi Candace Pert, Molecole di emozioni, Corbaccio, Milano, 2000.

Motore di Ricerca


Share
comments
Omeopatia: (solo) acqua in bocca?
Omeopatia: (solo) acqua in bocca?
L'omeopatia è acqua fresca?I 300 milioni di utilizzatori di granuli e rimedi sono malati immaginari? Ecco cosa ne pensano favorevoli e contrari.

Fonte: Sanihelp.it

La diatriba tra la medicina tradizionale e le discipline complementari continua. Nel 2005, una delle più prestigiose riviste scientifiche internazionali, The Lancet, fece riaccendere gli animi degli oltre 300 milioni di sostenitori del naturale (di cui nove sono italiani) con un titolo agghiacciante: La fine dell’omeopatia.
La tesi che emerge dall’editoriale (frutto di una ricerca condotta a Berna, in Svizzera) è la seguente: non esistono differenze tra chi viene curato con l'omeopatia e chi invece con un placebo, cioè con una finta medicina, pari ad acqua fresca.

I ricercatori hanno messo a confronto i risultati di 110 sperimentazioni condotte con trattamenti omeopatici e con placebo mirati a curare diversi disturbi, e hanno concluso che, quando l’analisi si è concentrata sulle sperimentazioni su larga scala e di alta qualità, non sono state riscontrate prove convincenti della superiorità dell'omeopatia rispetto al placebo, mentre nel caso della medicina convenzionale l'effetto esiste.

Non è la prima volta che studi scientifici smentiscono l'efficacia delle terapie alternative, ma secondo i loro seguaci i metodi utilizzati nelle sperimentazioni cliniche (i cosiddetti studi randomizzati e controllati) non consentono agli effetti benefici di questo tipo di cure di risultare evidenti.
Non si possono usare i rimedi omeopatici alla stregua dei farmaci tradizionali, perché l’impianto di base è diverso. Non si può condurre ricerche comparative tra medicina convenzionale e omeopatia partendo da un approccio diagnostico-terapeutico tradizionale, perché quest’ultima si basa su alcuni principi sconosciuti alla medicina allopatica: diagnosi individuale, visione olistica dell’individuo (l’uomo nella sua totalità: mente, corpo e spirito), rimedio specifico per ogni paziente e terapia personalizzata. L’attenzione dovrebbe piuttosto orientarsi sugli esiti dei trattamenti sulla salute: in questo modo si renderebbe possibile un confronto.

I fautori dell’omeopatia aggiungono inoltre che esistono studi a favore delle loro tesi (e citano riviste autorevoli come il British Medical Journal, Cancer, Pediatrics), ma che tali ricerche non vengono pubblicizzate, quindi il potenziale terapeutico delle medicine naturali è destinato a rimanere nell’ombra.

All’APO (Associazione Pazienti Omeopatici) l’attacco del Lancet non ha fatto paura: «Non bastano le sbrigative negazioni di scientificità rivolte a un metodo di cura dolce, rapido, duraturo e privo di effetti collaterali per confutare i risultati benefici che milioni di pazienti hanno potuto ripetutamente constatare. Bandiamo una volta per tutte il luogo comune dell’autosuggestione: come si suggestiona un neonato, un animale, una pianta? L’omeopatia ha un solo inconveniente: costa poco e non scade!», afferma Vega Palombi Martorano, Presidente APO.

Puntuale la risposta della controparte: subito dopo la pubblicazione dello studio sul Lancet , l'associazione di volontariato Telefono Antiplagio contro Omeopatia e Medicine Alternative inviò alla Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati (che dovrebbe approvare il testo unificato della Legge per la Regolamentazione delle Medicine e delle Pratiche non Convenzionali) una lettera in cui ribadiva che tali discipline, oltre a non avere comprovata efficacia, violano le leggi della scienza, e chieva quindi di non procedere all'approvazione del testo unificato, perché «ogni tentativo di regolamentare materie così labili e indecifrabili è destinato a dare credibilità a improbabili guaritori e inguaribili truffatori».

Motore di Ricerca



Share
comments

Intervista a Neelie Kroes

Commissario europeo alla concorrenza 

Fonte: www.repubblica.it - supplemento salute

Farmaci senza concorrenza?
LA MANCANZA di concorrenza fa male all'economia. Così si spiega l'iniziativa della commissaria europea alla Concorrenza, Neelie Kroes, che ha predisposto controlli nei confronti di alcune tra le più grandi aziende farmaceutiche. La commissaria non mette sotto accusa i brevetti, bensì le scelte commerciali operate in seguito ad accordi tra i grandi gruppi farmaceutici sui brevetti. Accordi che limiterebbero, tra l'altro, la vendita dei generici. La Commissione sospetta anche che le industrie più potenti paghino quelle più piccole affinché non immettano sul mercato le medicine "equivalenti". Ma se questo passo della Ue è soltanto l'inizio di indagine per acquisire informazioni più dettagliate sui comportamenti aziendali, di certo c'è che si è molto rallentata l'immissione sul mercato di nuove molecole: solo 28 all'anno tra il 2000 e il 2004, contro le 40 precedenti. Al contrario sale il giro di affari: ogni anno si vendono 400 miliardi di euro di medicine.

Ossessioni paranormali
L'OSTINAZIONE può essere controproducente, soprattutto quando le idee sostenute alterano la realtà. Ma noi siamo altrettanto ostinati. Infatti il Cicap il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale, continua nel suo lavoro di demonizzazione, di messa all'indice dell'omeopatia, che viene messa sul piano della magia. Come dice il nome, il Cicap dovrebbe studiare e confutare tutto quello che ha a che fare con il paranormale, e cioè i fenomeni legati al medianismo, alla telepatia, alla visione a distanza, allo spiritismo...Cosa c'entra tutto ciò con l'omeopatia? Nulla, proprio nulla. L'ambizione del libro "Omeopatia, medicina o magia?", presentato dal Comitato per l'ennesima volta nei giorni scorsi, è di svelare quello che "nessuno racconta mai sulla più diffusa terapia alternativa". Lodevole intento, purché non si facciano passare per vittime di suggestioni magiche quei milioni di italiani che si curano con l'omeopatia.

Share
comments

La Regione Marche accorda la terapia a una ragazza: è la prima volta
Interessante articolo sul Messaggero di Mercoledì 29 Gennaio 2003 - By Carla Massi

vaccini

ROMA - «La colpa è tutta di una vaccinazioneanti-tifo. Da allora, era il '94, sono diventata allergica a tutti i farmaci tradizionali. Non posso curarmi come tutti gli altri, devo pagare tutto. Tollero solo l'omeopatia. Finalmente mi hanno concesso gratuitamente la mia terapia».
Miriam ha 24 anni, vive poco lontano da Fano (PU).
La Regione Marche, per lei, ha fatto una deroga alle regole del servizio sanitario nazionale: i rimedi omeopatici, infatti, non possono essere "passati" gratuitamente.
E' la prima volta.
Un provvedimento «eccezionale» dice la stessa Giunta che, con questo documento, fa sicuramente "guadagnare" punti a chi sostiene la forza terapeutica dell'omeopatia.
La ragazza, costretta ad abbandonare i medicinali tradizionali (neppure i cortisonici nei casi di attacco allergico) è curata da medici tedeschi e italiani. «I rimedi omeopatici - racconta - mi permettono, a differenza degli altri, di prevenire anche le crisi. Di fare una vita come gli altri». Miriam non si rende conto di essere un "caso".
Forse non sa che, da anni nel nostro paese, si dibatte per una legge che dia una normativa alle cure omeopatiche. 
Capace di mettere d'accordo tutte le parti politiche.
I numeri, perché si arrivi alla normativa, ci sono tutti: un italiano su cinque preferisce globuli e tinture madri alle pasticche tradizionali. Nove milioni quelli che, quando stanno male, si curano con medicine non convenzionali. 
«Alla Camera - spiega il sottosegretario alla Salute Cesare Cursi - si contano ben 6 proposte di legge, la Commissione Affari sociali le sta esaminando per giungere ad un unico testo in tempi brevi.
Prevederà norme che tengano conto delle esigenze di pazienti ad essere tutelati affinché i prodotti che acquistano siano garantiti sotto il profilo delle norme di buona fabbricazione e tengano conto anche delle esigenze dei produttori che, al momento, operano in un contesto senza regole. Con conseguenti problemi a livello di produzione ed esportazione».
Sono soddisfatti i medici omeopatici. Che, nei mesi scorsi, sono stati anche attaccati dai premi Nobel Renato Dulbecco e Rita Levi Montalcini.
I professori, infatti, mettono in discussione la scientificità di questi rimedi: «non ci sono prove di efficacia scientifica», hanno detto in un documento. «Non è possibile - spiega l'omeopata Francesco Eugenio Negro – paragonare statisticamente i risultati dei due tipi di terapia. Noi ci basiamo sulla risposta individuale al trattamento, alla cura del singolo". La diatriba va avanti dal 1810 e, sembra, continui ad andare avanti.
"Sicuramente la scelta della Regione Marche è coraggiosa, farà storia. In questo modo è stato possibile aiutare una paziente e, in qualche modo, dare un'ulteriore legittimazione, ma non ce n'era bisogno, perché trattasi di una disciplina validata in tutto il mondo. Si tratta, forse, di una tregua.
Calcoliamo, inoltre, che il giro d'affari delle industrie omeopatiche è in continua crescita e, questo, a qualcuno può dar fastidio».
Share
comments
Sinergie tra Medicina Allopatica e Medicina Naturale

Un confronto fra il mondo delle Medicine Naturali e il mondo della Medicina Allopatica

fonte: www.solaris.it

Da alcuni anni in Italia è cresciuta la richiesta di metodi di cura naturali, che integrino gli strumenti offerti dalla medicina allopatica. Un costante e aperto confronto fra questi due mondisinergia_innovacion può nutrire e incrementare sane prospettive di miglioramento per il benessere dell’individuo. Negli ultimi anni, si è sentito tanto parlare di prevenzione, rimedi naturali, prendersi cura di sé e della propria salute con responsabilità. Si è sempre più diffusa una certa familiarità con nozioni come rimedi omeopatici o cure naturali, cui ci si è rivolti per necessità salutistiche. Fiori di Bach, yoga, medicina ayurvedica e omeopatia sono diventati termini piuttosto familiari nel linguaggio comune e hanno cominciato a rappresentare campi di interesse e di intrattenimento anche per il proprio tempo libero. Al di là delle recenti polemiche che hanno messo in discussione l’efficacia dei rimedi omeopatici, i dati 2007 forniti dall’ ”Osservatorio sugli Italiani e il benessere per una vita sana” diretto da Gian Paolo Fabris riferiscono che un 11% di persone ricorre all’omeopatia e un 8% ricorre a fitoterapia, erbe e fiori.

Dati messi a disposizione da FederFarma rivelano come dal 1980 al 2000 sia considerevolmente aumentata – quasi del 30% – la quota delle farmacie dotate di un settore omeopatico, il cui fatturato ha un tasso di crescita annuo stimato intorno all’10%. Le statistiche ufficiali registrano una cospicua sensibilità della popolazione italiana verso un approccio naturale alla salute. Sull’onda di questo consistente interesse, occorre chiedersi quale sia il ruolo che le strutture istituzionali, rappresentanti fin ad oggi il “tempio della cura”, riservino a questo settore. <>.

L’efficacia della medicina naturale, attraverso l’organizzazione di protocolli operativi personalizzati, offre ai propri utenti strumenti rieducativi idonei a produrre terreni favorevoli per il recupero dell’omeostasi e, così facendo, agevola la risoluzione dei sintomi manifesti. La soluzione definitiva del sintomo corrisponde alle esigenze di benessere dell’individuo e di economia del sistema. La società occidentale è abituata, per comodità, a delegare alla pillola la soluzione del nostro malessere, nonostante i suoi effetti abbiano durata limitata. Così facendo, senza accorgercene, viene sovraccaricata la spesa sanitaria pubblica su cui continuano a pesare utenti-dipendenti. <>.

Il dialogo fra i professionisti del mondo medico e sociale, in ambiti istituzionali, ha propositi rilevanti:
1.acquisire ulteriori strumenti in grado di migliorare la condizione di salute e di vita di ogni individuo.
2.rinnovare la professionalità dell’operatore sanitario in corrispondenza con le attuali esigenze sociali.

Ad oggi, questo dialogo sembra affidato alla lungimiranza, alla disponibilità e all’apertura di alcuni responsabili sanitari. Il Convegno "Sinergie tra Medicina Allopatica e Medicina Naturale" in programma per il 26 Febbraio 2008 presso la Sala congressi dell’Ospedale di Parma e organizzato da LUMEN, desidera analizzare i casi in cui questa collaborazione è stata possibile e fruttuosa e farsi promotore della possibile trasformazione di questa occasionalità in sistema costante e istituzionalizzato.

Per informazioni(locandina, orari, modulo d'iscrizione): http://www.naturopatia.org/Convegno.html


Share
comments
Link Exchange With Omeopatianet - Omeopatia