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Fonte: www.lastampa.it

LUIGI MONDO & STEFANIA DEL PRINCIPE Ammalarsi di… paura"Lo stress fa male e riduce le difese del sistema immunitario". Quante volte ci siamo sentiti ripetere questa frase. E la paura, invece, cosa procura? Ve lo siete mai chiesti?


Noi sì, dato che gli "attentati" alla nostra serenità si fanno di giorno in giorno sempre più frequenti. Tra i tanti, in questo periodo, si è anche aggiunto quello delle malattie, come la tanto temuta influenza A.
C’è chi afferma che si tratta di una normale influenza e chi, invece, prende la cosa più seriamente. Insomma, ognuno dice la sua e alla fine si crea soltanto confusione. Fattostà che il problema esiste e, come tale, è bene non prenderlo sottogamba.
Quello che comunque appare chiaro, è che per molte persone il fatto di potersi prendere qualche "strana" malattia è fonte di paura. Ecco quindi la domanda di cui si accennava all'inizio: se già lo stress danneggia il nostro equilibrio psico-fisico, non lo fa ancora di più la paura?

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In questo film ricco di immagini coinvolgenti partecipano alcuni tra gli esponenti di spicco del panorama internazionale di medicina alternativa, tecniche energetiche, fisica quantistica e psicologia. Abbiamo così l’occasione di conoscere le idee più innovative nel campo della guarigione. Tra coloro che estendono i confini della medicina alternativa in questo film troviamo:  la ricercatrice e autrice di The Field, Lynne McTaggart. Spiega il campo del punto zero e il suo legame con la nostra salute.  Il biologo cellulare e autore di La biologia delle Credenze Bruce Lipton. Parla di ciò che controlla la nostra biologia – e non sono nostri geni…  Il biofisico James Oschman, che ci aiuta a capire “la matrice della vita”, il tessuto dinamico del corpo che porta alla luce.  Lo scopritore del campo del corpo umano Peter Fraser. Descrive come il corpo utilizza le informazioni olografiche per mantenere uno stato di salute equilibrato. 

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Le risposte ad un articolo bizzarro

Di Gianfranco Trapani

(direttore didattico SMB ITALIA)


Il giornale “La Stampa” ha pubblicato Domenica 31 Gennaio un articolo a cura di Egle Santolini “Un overdose di omeopatia”, una replica a cura di Elena Lisa ed un  commento di Eugenia Tognotti. Voglio ringraziarle, come medico che attinge da 30 anni con scienza e coscienza ad ogni conoscenza (nel limite delle sue possibilità) della medicina classica e complementare, per risolvere i problemi di salute dei pazienti e per farli vivere meglio, perché ancora una volta fanno parlare dell’omeopatia, anche se in un modo bizzarro. Non me la sento di inalberarmi verso questo lavoro, perché è buffo e simpatico, come possiamo metterci a discutere di un gruppo “ Meresyde Skeptic Society” di Liverpool che compie un gesto che è poco meno (e non poco più) che un atto goliardico? Non si può prendere sul serio chi dice davanti alle telecamere “Attenzione noi sappiamo come farlo e lo facciamo al posto vostro. Voi però non provateci in prima persona” Hanno paura dell’acqua fresca o conoscono le potenzialità della medicina omeopatica ed hanno scelto un modo per assumerla sicuro e privo di effetti collaterali (spero che nessuno di loro, soffra di eczemi, gastrite o asma notturna o forse sono stati attenti a questi particolari, ma non è dato sapere).

Tuttavia, le risposte al titolo erano già nell’articolo e tanti dei nostri amici e colleghi omeopati non se ne sono accorti.

Sul fianco dell’articolo a cura di Egle Santolini, una colonna riporta I NUMERI: 9 milioni di pazienti e di questi il 90% soddisfatti dalle cure, 20 mila medici che prescrivono omeopatia. A questo punto la riflessione è: vale più il gioco di 300 “scettici” goliardici e simpaticoni che si divertono in gruppo davanti alla televisione e urlano nel loro sito insulti contro il Governo inglese che tutela in modo democratico la salute dei cittadini, o l’opinione di migliaia di professionisti e di milioni di persone che si curano da anni con i farmaci omeopatici e ne sono soddisfatti? Lascio a voi la logica conclusione.

Infine Eugenia Tognotti scrive in fondo al suo commento una domanda: “Il fatto è che nelle medicine alternative entrano in gioco elementi ritenuti importanti, l’accentuazione delle particolarità individuali, l’attenzione al paziente, il legame tra la personalità e la tendenza alla malattia. Siamo nell’ambito dell’antica arte della cura, un’arte perduta? Attenta alla totalità della persona umana e non solo alla sua macchina organica.”

Ebbene, la risposta di migliaia di professionisti seri della medicina integrata, di milioni di pazienti che da oltre duecento anni si sono curati e si curano con questi farmaci è forte e chiara: “Si, siamo nell’ambito dell’antica arte della cura, del rispetto della persona, della sua storia e del passato e del suo futuro, dell’ambiente nel quale vive e della sua dignità nella scelta di come vuole vivere e di come vuole curarsi.”

Per concludere credo che anche la “ Meresyde Skeptic Society” di Liverpool ed il giornale La Stampa abbiano fatto un favore alla Medicina Omeopatica, molti miei pazienti mi hanno detto “ Dottore ma questi signori giocavano e volevano far parlare di loro, guardi mio figlio come sta bene da quando segue queste cure e lui non è influenzabile, non si può parlare di effetto placebo”, insomma solo chi vuole può farsi angosciare o mettere nel dubbio da uno scherzo.


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(NaturalNews) In researching the biological effects of the millimeter wave scanners used for whole body imaging at airports, NaturalNews has learned that the energy emitted by the machines may damage human DNA.

Millimeter wave machines represent one of two primary technologies currently being used for the "digital strip searches" being conducted at airports around the world. "The Transportation Security Administration utilizes two technologies to capture naked images of air travelers - backscatter x-ray technology and millimeter wave technology," reports the Electronic Privacy Information Center, a non-profit currently suing the U.S. government to stop these electronic strip searches.

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Le nostre emozioni ci guidano nell’affrontare situazioni e compiti troppo difficili e importanti perché possano essere affidate al solo intelletto, nel senso che ogni emozione ci guida all’azione in modo caratteristico, ci orienta in una direzione già rivelatasi proficua per superare le sfide ricorrenti della vita umana. Ma ciò non significa che dobbiamo lasciar loro il compito di gestire la nostra vita. Le emozioni senza controllo sono come dei cavalli senza briglie: non riescono a condurci in nessun luogo da noi desiderato e possono addirittura farci correre gravi rischi.

Il saper controllare le proprie emozioni è alla base del benessere psico-fisico.
I sentimenti estremi – emozioni che diventano troppo intense o durano troppo a lungo – minano la nostra stabilità.
E’ normale e sano provare sentimenti negativi quali rabbia, ansia, tristezza; tali sentimenti possono diventare guide preziose per noi e spingerci a prendere le decisioni più opportune, ma è fondamentale che i sentimenti negativi molto intensi non sfuggano al controllo spazzando via tutti gli stati d’animo piacevoli.

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Nonostante la crisi che ha interessato un pò tutti i settori, per fortuna, in Italia c’è ancora qualche mercato che, nonostante le previsioni non del tutto rosee, ancora non ha risentito troppo della situazione economica. Durante un convegno al Senato, Omeoimprese, l’ associazione italiana che rappresenta il 90% delle aziende produttrici e distributrici di medicinali omeopatici ha illustrato una ricerca e dei dati interessanti. L’omeopatia, infatti, la medicina alternativa spesso considerata quasi un “tabù”, è tornata alla ribalta perchè, ad usarla, è il 15% degli italiani, ben 9 milioni circa.

Una cifra considerevole sopratutto se si pensa che quanti ricoronno ai rimedi omeopatici, non riconosciuti come terapie in Italia, devono acquistare i prodotti di tasca propria senza poter contare sull’assistenza sanitaria.

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I dati di vendita delle circa 16.000 farmacie italiane che fanno capo a Federfarma mostrano una flessione del consumo di farmaci per l'ADHD nel primo quadrimestre dell'anno in corso, rispetto allo stesso periodo del 2008. In particolare l'Atomoxetina (Strattera) subisce una flessione del 16,8% delle "dosi definite die" (DDD) e del 30,7% della spesa. Il Metilfenidato (Ritalin) fa registrare un -11% delle DDD e -9,9% della spesa. La notizia non ci dice a cosa sia dovuta questa festinatio verso la ragione. Noi pensiamo che questa flessione farmacologica sia il risultato di una perdita di credibilità di una visione dell'ADHD porosa, bucherellata ed aperta alle paure, alle ansie ed ai terrori. Questa fascinazione organicista dispensa dallo studiare il soggetto nella sua originalità, ma ha una sua intrinseca attrattiva perché sembra contenere molte cose in poco volume e promette molte cose in poco tempo. La notizia che viene da Federfarma ci sembra al contrario una vittoria, ancora parziale, di una medicina impermeabile alle voci di un mondo "incantato", popolato dalle fate e dai folletti del culto, a senso unico, dei recettori e dei neurotrasmettitori. L'uomo che si cela dietro questa notizia non è un uomo-massa: non è inerte, ha obiettivi di largo respiro, pone interrogativi, ha inquietudini, comprende quali sistemi complessi occorrano per determinare la natura di un disagio che si manifesta nel sintomo. Anche in questo modo si richiama in vita ciò che altrimenti resterebbe morto: l'uomo come soggetto e non oggetto al servizio della tecno-scienza.

Fonte: Istituto Superiore di Sanità

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La Commissione Europea, nell’ambito del Settimo Programma Quadro per la Ricerca e lo Sviluppo, ha deliberato il finanziamento per il neo costituito Consorzio Europeo di Ricerca nel campo delle Medicine Non Convenzionali

Onde potere partecipare al concorso per i fondi per la ricerca, è stata costituito ad hoc a Berlino, tra istituzioni che si occupano di MNC nelle nazioni della EU (il dott. Paolo Roberti di Sarsina, fondatore del Comitato Permanente di Consenso e Cooordinamento per le MNC in Italia è la componente italiana invitata a farne parte fino dall’inizio), il Consorzio “FP7 – CAMbrella” per presentare un grande progetto europeo di ricerca nei vari ambiti delle MNC (3rd call for theme 1 “Health” of the specific FP7 work programme ‘Cooperation’ includes under section 3.1 a research topic on Complementary and Alternative Medicine, topic 3)

Alla luce delle varie audizioni tenutesi con gli organismi tecnici preposti a Bruxelles, la Commissione Europea, nell’ambito del Settimo Programma Quadro per la Ricerca e lo Sviluppo (FP7), ha approvato il finanziamento al Consorzio “FP7-CAMbrella”.

Componenti del Consorzio:

FP7 – CAMbrella – A pan-European research A network for Complementary and Alternative Medicine (CAM)

• Wiener Internationale Akademie fur Ganzheitsmedizin (Austria)
• Universitet I Tromsoe (Norway)
• Universitaet Bern (Switzerland))
• University of Southampton (UK)
• Charitè Universitaetsmedizin Berlin (Germany)
• Universitaet Zuerich (Switzerland)
• Comitato Permanente di Consenso e Coordinamento per le Medicine Non Convenzionali in Italia (Italy)
• Karolinska Institutet (Sweden)
• Universite Paris 13 (France)
• Servicio Andaluz de Salud (Spain)
• Agenzia Sociale e Sanitaria, Regione Emilia-Romagna (Italy)
• Pecsi Tudomanyegyetem, University of Pecs (Hungary)
• Universitatea de Medicina si Farmace “Victor Babes” Timisoara (Romania)
• Syddansk Universitet (Denmark)
• Bayerische Forshungsallianz Gemeinnutzige GmBh (Germany)

 


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La Commissione Europea, nell’ambito del Settimo Programma Quadro per la Ricerca e lo Sviluppo, ha deliberato il finanziamento per il neo costituito Consorzio Europeo di Ricerca nel campo delle Medicine Non Convenzionali
13/11/2009 - Onde potere partecipare al concorso per i fondi per la ricerca, è stata costituito ad hoc a Berlino, tra istituzioni che si occupano di MNC nelle nazioni della EU (il dott. Paolo Roberti di Sarsina, fondatore del Comitato Permanente di Consenso e Cooordinamento per le MNC in Italia è la componente italiana invitata a farne parte fino dall’inizio), il Consorzio “FP7 - CAMbrella” per presentare un grande progetto europeo di ricerca nei vari ambiti delle MNC (3rd call for theme 1 “Health” of the specific FP7 work programme ‘Cooperation’ includes under section 3.1 a research topic on Complementary and Alternative Medicine, topic 3)

Alla luce delle varie audizioni tenutesi con gli organismi tecnici preposti a Bruxelles, la Commissione Europea, nell’ambito del Settimo Programma Quadro per la Ricerca e lo Sviluppo (FP7), ha approvato il finanziamento al Consorzio “FP7-CAMbrella”.

Componenti del Consorzio:

FP7 - CAMbrella - A pan-European research network for Complementary and Alternative Medicine (CAM)

• Wiener Internationale Akademie fur Ganzheitsmedizin (Austria)
• Universitet I Tromsoe (Norway)
• Universitaet Bern (Switzerland))
• University of Southampton (UK)
• Charitè Universitaetsmedizin Berlin (Germany)
• Universitaet Zuerich (Switzerland)
• Comitato Permanente di Consenso e Coordinamento per le Medicine Non Convenzionali in Italia (Italy)
• Karolinska Institutet (Sweden)
• Universite Paris 13 (France)
• Servicio Andaluz de Salud (Spain)
• Agenzia Sociale e Sanitaria, Regione Emilia-Romagna (Italy)
• Pecsi Tudomanyegyetem, University of Pecs (Hungary)
• Universitatea de Medicina si Farmace “Victor Babes” Timisoara (Romania)
• Syddansk Universitet (Denmark)
• Bayerische Forshungsallianz Gemeinnutzige GmBh (Germany)
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PRESS RELEASE
EU grants nearly 1.5 million euros for complementary and alternative medicine research network
Brussels, 13 November 2009 The EU has awarded a grant of nearly 1.5 million euros to establish a research network for the study of complementary and alternative medicine under the EU Seventh Framework Programme for Research and Technological Development (FP7). This is the first time complementary medicine has received such a significant amount of EU funding.
A three-year project called CAMbrella – which stands for umbrella of research projects in Complementary and Alternative Medicine - will bring together 16 scientific organisations from 12 European countries to develop a comprehensive view of the current status of complementary medicine in Europe and recommendations that will serve as a starting point for future EU research activities. Several working groups will focus on patients' needs, legal conditions for the implementation of naturopathic treatments, and the role of complementary and alternative medicine treatments in health care systems, as well as on questions of terminology and methodology.
The project will begin in January 2010 and will be co-ordinated by the centre for complementary medicine research at the Technische Universitaet Muenchen. Project leader, Dr Wolfgang Weidenhammer, explains the importance of the project, “Public sponsorship or funding for research on complementary and alternative medicine is scarce in many European countries. The EU-funded project, CAMbrella, will play an important role in overcoming this deficit.”
65% of the European population report they have used complementary and alternative medicine; 30-50% use complementary medicine for self-treatment and 10-20% have seen a complementary medicine practitioner in the last year. 150 000 doctors in Europe have taken training in complementary medicine.
Nand De Herdt, President of ECHAMP, welcomed the announcement, saying. “We hope that this project will help the EU institutions to develop a better understanding of the increasingly important role complementary medicine plays in the lives of so many European citizens. There is an urgent need for these therapeutic approaches to be fully integrated into EU health policy.”

Notes for editors
1. Dr Weidenhammer, co-ordinator of CAMbrella, will be a keynote speaker at ECHAMP’s symposium in Brussels on 18 November, ‘Homeopathy and Anthroposophic Medicine – Is EU legislation fit for purpose?’ on the topic ‘Research into Complementary Medicine in Europe’.

2. ECHAMP is the European Coalition on Homeopathic and Anthroposophic Medicinal Products and represents the vast majority of the industry for these products in Europe. ECHAMP believes that homeopathy and anthroposophic medicine should be fully integrated into health care provision in Europe and works towards an appropriate European legal and regulatory framework to ensure the easy availability of the full range of these medicinal products, essential for the successful practice and development of these traditional therapies. www.echamp.eu

Press enquiries

For further information please contact:
Sônia Costa or Valérie Golden on 00 32 2 649 94 40 - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
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La risposta della SMB Italia al Prof Garattini

Chiarissimo Professore

Ho letto con curiosità  ed attenzione le sue dichiarazioni sulla Medicina Complementare ed in particolare sulle terapie omeopatiche. Devo constatare che nulla è cambiato da quanto diceva nella metà degli anni ’80, sulle pagine del Sole 24 ore, quando abbiamo avuto uno scambio di opinioni e Lei ha risposto esprimendo questi concetti, che a quanto leggo sono rimasti immutati nel tempo.

La sorprenderà eppure la SMB Italia, della quale sono direttore didattico è d’accordo con Lei quando afferma <La sostituzione di un farmaco può provocare l'aggravamento della malattia e danni irreversibili>, infatti nessun medico omeopata formato nelle scuole Italiane, non solo quelle della SMB Italia, ha mai proposto una cosa del genere.

Lei afferma <La medicina omeopatica di per sé non crea danni, perché non contiene nulla>. Anche su questo siamo d’accordo i farmaci omeopatici non contengono nulla che possa essere dimostrato dalle conoscenze scientifiche attuali. Le vorrei ricordare tuttavia che anche l’acido acetilsalicilico, è stato usato per decenni senza comprendere il meccanismo d’azione.

La scoperta che provocava la sindrome di Reye, ovvero data nella fase iniziale di infezioni virali, influenza o varicella, predispone allo sviluppo di sintomi come vomito protratto, disattenzione, irritabilità, confusione, convulsioni, associati o meno  allo sviluppo di un'encefalopatia non infiammatoria e sofferenza epatica.

Durante gli anni 80, negli Stati Uniti e in Gran Bretagna sono stati informati i genitori affinché non somministrassero aspirina ai figli (sotto i 12 anni di età), in presenza di malattie simil-influenzali. Come alternativa sicura alla aspirina, veniva suggerito il paracetamolo (recentemente sono stati avanzati dei dubbi anche su questo farmaco).”

Di fronte ad effetti gravi come questi, non ci sono state levate di scudi o articoli di giornale veementi e scandalistici. Lo stesso discorso vale per migliaia di altri farmaci, gli errori terapeutici e gli effetti mortali dei farmaci costituiscono la terza causa di morte dei pazienti americani, ovvero 750.000 morti l’anno.

Lei afferma  «E' bene che i cittadini si informino», ebbene anche su questo noi siamo d’accordo, sono oltre 9 milioni le persone che utilizzano le medicine complementari senza problemi o complicazioni gravi, e soprattutto senza abbandonare terapie importanti o salvavita.

Caro Professore, il suo impegno a difesa della Medicina è notevole, e noi le ricordiamo che la pratica delle Medicina Complementare è affidata a medici preparati la utilizzano solo per migliorare le possibilità di guarigione dei cittadini e diminuire gli effetti collaterali dei farmaci chimici.

Nulla di alternativo quindi, solo integrazione del sapere medico.

Quindi le chiediamo di un confronto culturale aperto e senza preconcetti, non bisogna difendere delle posizioni di potere, se si vuole realmente salvaguardare la salute dei cittadini e siamo sicuri che su questo terreno può iniziare un dialogo.


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Nel caso del diritto alla salute o di altri diritti essenziali di pari rango, a causa del carattere esistenziale di inerenza alla persona che essi rivestono, la rilevanza centrale del principio di autodeterminazione vale a qualificarli come veri e propri diritti di libertà. Ne discende che ogni soggetto leso nella sua integrità psico-fisica non ha solo il diritto di essere curato, ma vanta una pretesa costituzionalmente qualificata di essere curato nei termini in cui egli stesso desideri, spettando solo a lui decidere a quale terapia sottoporsi o, eventualmente, a quale struttura più idonea affidare le sue aspettative di celere e sicura guarigione. Tali principi, già direttamente evincibili dalla nostra carta costituzionale, hanno trovato piena attuazione nel D.lgs. n. 502 del 1992 di riforma del sistema sanitario, laddove, essendosi aperto definitivamente il mercato delle prestazioni sanitarie ai produttori privati attraverso il sistema dell'accreditamento , si è proprio inteso valorizzare ed attuare, in un'ottica costituzionalmente orientata, la libertà di scelta curativa del paziente, attraverso il passaggio da una visione monopolistico/ pubblicistica del settore sanitario ad una visione liberista ed elastica del medesimo, fondata sul pluralismo dell'offerta. (Avv. Ennio Grassini - www.dirittosanitari o.net)


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