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Liberta' di cura

OMEOPATIA: LA VIA NATURALE PER LA NOSTRA SALUTE

Incontri di approfondimento per comprendere dove originano

e come vanno curate le malattie del nostro tempo

 

 

Dott. Paolo Greco - Medico Omeopatico

Presidente dell'A.S.D.O.H.

 


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Quando ho sentito parlare per la prima volta delle possibili conseguenze catastrofiche della Direttiva Europea 2004/24/CE sull’industria dell’omeopatia e della medicina alternativa, non ci ho creduto molto, pensavo fosse un’esagerazione. Dopo aver approfondito invece e’ emerso che i timori erano potenzialmente fondati: l’Independent gia’ a Dicembre confermava che il 1 Maggio 2011 sarebbe stata applicata questa legge che di fatto avrebbe messo in crisi la produzione della maggior parte dei prodotti naturali attualmente presenti sul mercato.

Devo premettere che ho notato una carenza di informazioni ufficiali relative all’imminente implementazione di questa Direttiva, soprattutto sui media mainstream europei. Altre fonti ne parlavano ma il fatto che davano come data il 1 Aprile 2011, poteva far pensare alla bufala con effetto snowball. Un comunicato pubblicato in merito da Alliance for Natural Health su PRWeb sostiene che la questione e’ stata tenuta tranquilla di proposito: se questo fosse il caso, sta proprio a noi bloggers dare il dovuto rilievo a quelle notizie che i media tradizionali lasciano passare inosservate.

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SANITA'
Medicina cinese, omeopatia, agopuntura tutti i professionisti a portata di clic
Una sezione del sito del Cup 2000 dedicato agli specialisti delle cure non convenzionali con indirizzi e riferimenti

Un sito unico per contattare i professionisti di medicina non convenzionale:
il Cup 2000 ha creato una sezione apposita del suo portale per conoscere gli specialisti di agopuntura, chiropratica, fitoterapia, medicina antroposofica, omeopatica, tradizionale cinese, omotossicologia, osteopatia.
Basta collegarsi a mnc.cup2000.it per avere tutte le informazioni utili.

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LUCI ED OMBRE DELLA MEDICINA CONVENZIONALE

Nel 1535 Jacques Cartier salpò dalle coste della Francia diretto verso Terranova con un equipaggio di 110 uomini. In 6 settimane 100 uomini si ammalarono di scorbuto. Un indigeno disse loro di bere succhi dei frutti di un albero che crescevano in quella zona e gli uomini guarirono nel giro di pochi giorni. Da quell'episodio capitani di navi accorti e lungimiranti comandarono al loro equipaggio di consumare succhi di arancia e limone per scongiurare lo scorbuto. Ci volle molto tempo prima che il mondo medico accettasse questa semplice soluzione, ma alla fine nel 1795 dovette soccombere al buon senso e il succo di limone diventò obbligatorio nella dieta dei marinai.

Uno dei motivi per cui le infezioni sono così numerose in ospedale è che molti infermieri amano più gli antibiotici che lavarsi le mani. Quando nel 1843 Oliver W. Holmes suggeriva ai medici di cambiare gli indumenti e lavarsi le mani dopo aver visitato i pazienti affetti da febbre puerperale le sue richieste vennero completamente ignorate. Anche l'avvento dell'anestesia è stata per lungo tempo trascurata se non osteggiata dal mondo medico e venne ufficialmente accettata soltanto quando la regina Vittoria diede alla luce il principe Leopoldo sotto l'effetto del cloroformio.

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Tratto da  "Caterina e gli altri: le storie dei 'risvegli miracolosi'

di Luca Marcolivio"

Prima di parlare di coma irreversibile o di stato vegetativo permanente, contate fino a dieci, prego. Sono sempre più numerosi in tutto il mondo i casi medico-clinici che stanno portando acqua al mulino dei pro-life.

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Alice Fabbri e Chiara Bodini

fonte: http://saluteinternazionale.info/2010/06/disease-mongering-una-malattia-per-ogni-pillola/

 

Mentre un tempo si inventavano medicinali contro le malattie, ora si inventano malattie per generare nuovi mercati di potenziali pazienti.


Trent’anni fa Henry Gadsen, direttore della casa farmaceutica Merck, dichiarò alla rivista Fortune: “Il nostro sogno è produrre farmaci per le persone sane. Questo ci permetterebbe di vendere a chiunque”. A distanza di tre decenni il suo sogno sembra essersi avverato: le strategie di marketing delle maggiori case farmaceutiche hanno infatti oggi come target non i malati ma le persone sane. Questo processo, già evidenziato più di vent’anni fa da Ivan Illich in Nemesi Medica, sembra mirare a trasformare in un futuro prossimo tutte le persone in buona salute in altrettanti – più o meno potenziali – malati.

Ma è possibile creare “ad arte” una malattia? La storia recente ci insegna di sì, per esempio agendo sui parametri che stabiliscono il confine tra normalità e malattia (è il caso del diabete o dei livelli di colesterolo nel sangue), oppure etichettando come “patologie” condizioni e atteggiamenti che connotano piuttosto tratti di personalità (ansia, timidezza, noia), particolari fasi della vita (menopausa, vecchiaia) o semplici caratteristiche fisiche (calvizie, cellulite). quest’ottica si inserisce il fenomeno del “disease mongering”, letteralmente “commercializzazione di malattie”, la frontiera del marketing farmaceutico nell’era contemporanea[1].

Mentre un tempo si inventavano medicinali contro le malattie, ora si inventano malattie per generare nuovi mercati di potenziali pazienti.

L’economista svizzero Gianfranco Domenighetti sottolinea come il disease mongering operi attraverso strategie che agiscono su tre piani: quantitativo, temporale e qualitativo.

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a cura di Fulvio Toso

Una nuova ricerca dimostra che il DEET effettivamente funzioni allo stesso modo di gas nervini mortali e pesticidi pericolosi, attaccando il sistema nervoso dei due insetti e mammiferi.
"Questi risultati mettono in discussione la sicurezza di DEET, in particolare in combinazione con altre sostanze chimiche", ha detto il ricercatore Vincent Corbel dell'Institut de Recherche pour le Developpement di Montpellier.
La sostanza chimica nota come DEET (per la N, N-dietil-meta-toluamide) si trova in quasi tutti i repellenti per insetti cmunemente usati in tutto il mondo, e otto miliardi di dosi sono state applicate dalla sua introduzione sul mercato di consumo nel 1957. Il prodotto chimico è stato originariamente sviluppato come un repellente per insetti da parte dell'esercito degli Stati Uniti nel 1946, dopo l'esperienza con la guerra nella giungla nella seconda guerra mondiale.

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comunicato stampa del 21/04/2010

 

BAMBINI IPERATTIVI: RICERCA INGLESE, PREMI E INCENTIVI SONO MEGLIO DEI FARMACI

Studio pubblicato su Biological Psichiatry: "Nei bambini affetti da sindrome di disattenzione e iperattività (ADHD), gli incentivi possono avere lo stesso beneficio dei farmaci". Poma (Giù le Mani dai Bambini): "Sono sei anni che lo ripetiamo alle istituzioni di controllo sanitario italiane: si investa di più su percorsi non farmacologici". Roberti (psichiatra): "Dimostrata con metodo scientifico l'efficacia di strumenti psicopedagogici noti da un secolo". Ajmone (psicoterapeuta): "l'iperattività è un sintomo, non una malattia, ed il nulla si può curare in infiniti modi con infiniti buoni risultati"

 

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E’ opinione diffusa, sia tra i normali cittadini, che tra personalità anche molto note del mondo scientifico, considerare l’omeopatia come una metodica terapeutica senza alcuna evidenza d’efficacia riconosciuta e che funzioni solo in virtù dell’effetto placebo (effetto autoindotto dal paziente dovuto alla sua suggestionabilità e non all’effetto specifico del medicinale che sta assumendo) e che non debba minimamente venir presa in considerazione in caso di trattamento di patologie “serie”. Ebbene, la realtà è molto diversa: un sempre maggior numero di lavori scientifici, pubblicati anche da riviste scientifiche non legate all’omeopatia (quali il Lancet, il British Medical Journal, il British Journal of Clinical Pharmacology, l’European Journal of Clinical Pharmacology ecc.), hanno dimostrato l’efficacia terapeutica dell’omeopatia in molteplici situazioni cliniche, anche gravi. Le prove a favore dell’omeopatia sono fondate sia sui dati della letteratura classica (studi clinici osservazionali) sia su un numero sempre crescente di dati della letteratura scientifica moderna (studi randomizzati e controllati). Solo fino al 2007 sono stati pubblicati 134 studi randomizzati e controllati (RCT), di questi 59 hanno dato esito positivo, 8 negativo e 67 conclusioni non valide statisticamente. Gli studi RCT che hanno dato esito positivo riguardano una gran varietà di disturbi clinici tra cui allergie, infezioni respiratorie, diarrea infantile, influenza, disturbi reumatici, vertigini, fibromialgia, osteoartriti, sinusiti, otiti acute, bronchiti, sindrome della fatica cronica e sindrome pre-mestruale. I dati fino ad oggi disponibili indicano con chiarezza che:

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FALSI ALLARMISIMI: LE MEDICINE NATURALI HANNO UN PROFILO DI
SICUREZZA ECCELLENTE

COMUNICATO STAMPA 24/02/2010

È polemica sui farmaci naturali. Pronta la replica dei medici alla
campagna informativa dell'ISS: "Come per tutti i farmaci, è giusto
preoccuparsi per l'uso improprio, ma l'incidenza degli effetti avversi
per l...'uso di farmaci biologici è ridicola. L'Istituto Superiore di
Sanità si concentri - piuttosto - sui morti per farmaci allopatici"
Sono di ieri i primi lanci d'agenzia sulla nuova campagna dell'ISS per
la sicurezza dei prodotti della medicina naturale, promossa dal Centro
Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute
dell'Istituto Superiore di Sanità, che invita la cittadinanza a grande
prudenza verso i farmaci naturali e di origine biologica. Sarebbero 400
gli effetti avversi registrati in 8 anni (dal 2002 al 2009 inclusi,
ndr), di cui 3 mortali. A distanza di poche ore, è una vera e propria
levata di scudi da parte dei medici del settore biologico-naturale.

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Nove milioni di italiani usano farmaci “alternativi”: un mercato da 300 milioni di euro dominato da un paio di aziende e da confusione normativa
Alessia, 5 anni, è una “silicea”, quando ha la febbre con mal di testa e raffreddore per lei va bene “aconitum 15 CH”.

Anna, 2 anni, è una “calcium sulphuricum” e la volta che una febbre improvvisa e rapida le ha provocato le convulsioni ha dovuto assumere “belladonna 15 CH” e niente tachipirina. Non è il linguaggio in codice di marziani, è il linguaggio dell’omeopatia, una delle 9 medicine non convenzionali più conosciute e praticate al mondo che, in Italia, è scelta da 9 milioni di persone e muove un mercato da 300 milioni di euro. L'omeopatia è un metodo clinico e terapeutico basato sulla “Legge dei Simili”, secondo la quale è possibile curare un malato somministrandogli una sostanza che, in un uomo sano, riproduce tutti i sintomi della sua malattia. La Farmacologia omeopatica classica (materia medica) è costituita da una serie di “rimedi” tratti dal mondo vegetale, animale e minerale, che sono stati singolarmente testati a dosi infinitesimali sull’uomo sano, per evidenziarne i sintomi provocati. Nella pratica clinica omeopatica classica ogni paziente è unico e ogni malattia ha un legame univoco con il suo portatore, quindi come tale va curata. Per formulare la diagnosi il medico deve conoscere tutto -corporatura, peso, carattere, fattori ambientali, alimentazione, relazioni interpersonali, storia del paziente- fattori che non possono prescindere dalla diagnosi e aiutano a somministrare il rimedio più affine ai sintomi con i quali il malato esprime la sua malattia. La terapia è personalizzata, basata sul rimedio “unico” (uno per volta) e non prevede mai l’associazione di più rimedi contemporaneamente. Questa viene chiamata “omeopatia classica unicista”.

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