English French German Italian Portuguese Russian Spanish

ISCRIZIONI



Ricevi HTML?

Valutazione attuale: / 1
ScarsoOttimo 
Aumenta la dimensione del testo

 

Curarsi con le medicine non convenzionali

tag alt

Ogni individuo dovrebbe avere il diritto di curare il proprio stato di malattia come preferisce: la questione è avere una reale coscienza se la medicina che appartiene alla sua cultura sia quella per cui optare per provvedere al proprio benessere
I princìpi culturali della società in cui si nasce sono portatori di una serie di valori, di idee, di correnti di pensiero, che appartengono esclusivamente ad essa e solitamente questi aspetti vengono dati per scontati.
Ogni disciplina umana possiede caratteristiche comunemente accettate dalla cultura di appartenenza: ciò che si diversifica spesso viene guardato con diffidenza, se non con sospetto. Questo è particolarmente riscontrabile nella sfera della medicina che, affondando le sue radici nella filosofia, spesso sperimenta terapie di cura che, in base al paese in cui sono nate, si distinguono nettamente dalla medicina standard a cui la maggior parte delle persone appartenenti al mondo occidentale sono abituate.

Tutto ruota attorno alla concezione di salute e malattia, forse non del tutto esaustiva nel corso dei tempi. L’Oms ha definito lo stato di salute: «stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia». È però anche assodato che, nonostante tutto, come definizione sia abbastanza restrittiva se si fa riferimento all’idea che una determinata cultura ha del benessere fisico, psichico, etc. E da qui sorgono le principali discrepanze tra le diverse pratiche terapeutiche, in quanto ogni cultura possiede una propria concezione di tali questioni. Partendo da questo

presupposto appare evidente quanto sia complesso giungere ad una risoluzione definitiva; piuttosto bisogna porsi nell’ordine di idee che queste pratiche alternative, nel corso della storia, si sono rivelate efficaci nella loro cultura di appartenenza: pertanto appare chiaro che non esiste una tipologia di medicina giusta e una sbagliata nel senso generale, ma che ciascuna può apportare un contributo in termini di guarigione.

Nell’ultimo ventennio c’è stato un crescente interesse verso le diverse tipologie di medicina, la cui efficacia per molti aspetti è ancora da verificare secondo criteri scientifici; però non solo chi ne fa uso afferma che ci sono miglioramenti reali dallo stato di malattia, ma anche coloro che si affidavano alla medicina “classica” hanno riscontrato effetti positivi sul proprio stato fisico.

Forse non si può parlare di una vera e propria crisi della medicina moderna, e sicuramente i flussi migratori degli ultimi decenni hanno avuto un ruolo importante nella diffusione di tali pratiche, ma l’atteggiamento comune sta cambiando: si comincia ad intravedere una maggior apertura mentale nel riconoscere i benefici della medicina alternativa o non convenzionale, e numerose organizzazioni stanno tentando di promuovere sempre maggiori riconoscimenti da parte delle istituzioni competenti, per porre su uno stesso piano le diverse pratiche terapeutiche.

Il testo tratto dal Rapporto Eurispes 2010 è disponibile per la consultazione ed il download

 

Materiali correlati

 

 

  • Eurispes - Rapporto Italia 2010 (scheda 55) pdf (426kb)

 


 


Quote this article on your site

To create link towards this article on your website,
copy and paste the text below in your page.




Preview :


Powered by QuoteThis © 2008
Share
comments
Link Exchange With Omeopatianet - Omeopatia