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Ma secondo l’Adoc sono 9 milioni i connazionali che dicono “no” alla carne. Per quale ragione? Rispetto dell’ambiente e salute personale. E in futuro il vegetarismo potrebbe essere un obbligo più che una scelta

- di Simona Regina -

Niente bistecche nel piatto. E nemmeno brodetto di pesce o frittura di calamari. In Italia il 3,1% della popolazione segue una dieta vegetariana e lo fa per il bene degli animali, per una questione di rispetto nei confronti dell’ambiente o per motivazioni salutiste. In particolare, secondo gli ultimi dati Eurispes, nel 43,2% dei casi la scelta è legata ai benefici per la salute. Il 29,5 % di chi rinuncia a carne, insaccati e pesce, invece, lo fa per questioni animaliste. Mentre il 4,5% lo fa in nome dell’ambiente: per ridurre lo spreco di risorse naturali e l’impatto che la produzione della carne ha sul pianeta.

Tra i circa 2 milioni di italiani che dicono no alla carne (sono molti di più secondo l’ Associazione per la Difesa e l’Orientamento dei Consumatori: circa 9 milioni), ci sono anche i vegani, che in nessun modo vogliono essere complici dello sfruttamento animale e così mettono al bando qualsiasi prodotto di derivazione animale, e non solo in cucina (uova, latte, latticini, miele, lana, pelle). Nella convinzione che non consumare prodotti animali sia più salutare sia per gli esseri umani sia per il pianeta.Se da un lato, infatti, si ritiene che le diete vegetariane ben bilanciate siano adatte a qualsiasi età epossano contribuire a contrastare alcune malattie (dall’ipertensione al diabete), dall’altro la questione alimentare del consumo individuale di carne sta assumendo sempre più un ruolo di primo piano sul fronte della sostenibilità ambientale. Nessun’altra attività umana, del resto, ha un impatto così grande sul pianeta come l’agricoltura (e l’intera filiera di produzione e distribuzione del cibo).

Ecco perché, come spiegano Peter Singer e Jim Mason nel libro Come mangiamo, non mangiare carne è una questione etica, perché siamo tutti consumatori di cibo e tutti subiamo in qualche misura le conseguenze dell’inquinamento prodotto dall’industria alimentare. Basti pensare che per produrre un solo chilo di carne di manzo si consuma tantissima acqua (circa 15mila litri), oltre che circa 7 chili di alimenti vegetali, e si immettono nell’atmosfera 36,4 chili di CO2. Almeno limitarne il consumo potrebbe essere, allora, un modo per ridurre l’impatto che l’allevamento intensivo di bestiame e la produzione di carne hanno sull’ecosistema, sia in termini di inquinamento che di sfruttamento di risorse (acqua in primis), al momento abbondantemente impiegate per far arrivare sui nostri piatti una bistecca.

Per una maggiore conoscenza dello stile di vita vegetariano, dal 1977 il 1 ottobre si celebra la Giornata mondiale vegetariana che dà il via al mese della sensibilizzazione vegetariana: una serie di incontri e iniziative in tutto il mondo per incoraggiare un’alimentazione all’insegna di frutta, verdura e legumi. E anche in Italia, da Alessandria a Palermo, non mancheranno workshop, mostre e conferenze a favore del vegetarismo.

Per esempio a Milano, l’Associazione Vegetariana Italiana propone fino al 31 ottobre Prendiamoli per la gola: degustazioni all’insegna della convivialità veg.

Qui l’ Huffington Post suggerisce 30 ragioni per diventare vegetariani. Ma convertirsi a una “dieta verde” potrebbe non essere più una scelta, ma una necessità per poter garantire nutrimento alla popolazione mondiale, che si prevede raggiungerà i 9 miliardi entro il 2050. Ad annunciarlo è lo Stockholm International Water Institute (SIWI): se oggi otteniamo il 20% delle proteine necessarie al nostro fabbisogno da prodotti di origine animale, è auspicabile che questa percentuale scenda almeno al 5% entro il 2050”. Altrimenti non ci sarà acqua sufficiente per produrre cibo per tutti, considerando che attualmente il settore agricolo è responsabile del 70% del consumo mondiale di acqua, e a farla da padrona è la produzione di carne: per produrre 1 chilo di riso ne servono circa 3mila litri. Cinque volte meno della quantità necessaria per produrre 1 chilo di carne. Una dieta ricca di proteine animali, insomma, comporta un consumo di acqua da cinque a dieci volte maggiore di una alimentazione vegetariana.

Fonte: http://life.wired.it/news/food/2012/10/01/giornata-mondiale-vegetariana-vegani-vegetarismo-adoc.html

 

 

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