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IL RIMEDIO OMEOPATICO IN PATOLOGIE CRONICHE GRAVI.

SVIZZERA - Dr. Dario Spinedi.

SOMMARIO: Malattie, che per esperienza in medicina allopatica hanno: un decorso cronico che richiede una medicazione continua o ripetuta; una prognosi negativa per quel che concerne la qualità di vita; delle malattie che richiedono l’asportazione di un organo importante per giungere ad una palliazione della malattia e per garantire la vita stessa.

(Atti del Convegno trasnazionale sul tema “Rimedio omeopatico: il non farmaco. Una proposta di riconoscimento” - Roma, 12 e 13 dicembre 1988).

1. DEFINIZIONE

Per patologia cronica grave intendo quelle malattie, che per esperienza (in medicina allopatica) hanno:

1) Un decorso cronico che richiede una medicazione continua o

ripetuta come ad esempio: colite ulcerosa, epatite cronica

aggressiva, asma bronchiale, epilessia, ecc.

2) Una prognosi negativa per quel che concerne la qualità di

vita, come ad esempio: poliartrite cronica, sclerosi multi-

pla, psicosi endogene, paresi dopo poliomelite o intra

partum.

Oppure una prognosi infausta come ad esempio:

lupus eritematodes disseminatus, rene policistico familiare,

gravi psicosi con ripetuti tentativi di suicidio.

3) Delle malattie che richiedono l’asportazione di un organo

importante per giungere ad una palliazione della malattia e

per garantire la vita stessa, come ad esempio: morbo di

Werlhoff che è asportazione della milza, ovaie policistiche

(morbo di Stein-Leventhal), gravi endometriosi, tumori, ecc.

Per ognuna delle patologie citate ho curato nel mio studio uno o più pazienti raggiungendo in molti casi la guarigione.

2. CRITERI DI GUARIGIONE

a) Miglioramento e normalizzazione dei parametri di laboratorio.

b) Scomparsa dei sintomi oggettivi e soggettivi per cui il

paziente mi ha consultato.

c) Periodo di osservazione minimo di 2-3 anni.

3. VALUTAZIONI STATISTICHE

Per un singolo medico è difficile proporre uno studio statistico che risponda alle moderne esigenze in questo campo.

A questo scopo bisognerebbe avvalersi di un centro con una vasta casistica e con lunghi periodi di osservazione.

Io mi accontenterò, vista la brevità dell’intervento, di proporre quattro casi ad esempio di quanto sopra esposto.

4. CASISTICA


Vorrei proporre alla Vostra attenzione un caso di patologia grave acuta e tre casi di patologia cronica.

a) PRIMO CASO

In onore al mio maestro Dr. Jost Kunzli.

Dieci anni or sono mia moglie partoriva e doveva subire un taglio cesareo molto complicato con conseguente stato di setticemia.

Sintomatologia: semi incoscienza, brividi, febbre a 41 gradi.

Proposta dell’ospedale e del Professore curante: somministrazione tempestiva di una combinazione di tre antibiotici, cortisone, aticoagulanti ed ergotamina.

A questo punto telefonavo al Dr. Kunzli in cerca di consiglio. Lui mi invitava a portare mia moglie ed il neonato a casa e ad osservare i sintomi tralasciando qualsiasi medicamento.

Naturalmente il Professore ed il consiglio dei medici reputarono che io fossi irresponsabile e solo dopo aver firmato un foglio in cui mi sarei assunto la responsabilità di quanto sarebbe accaduto, aiutato dai vicini, portai mia moglie a casa: con febbre altissima e con annessi drenaggi della ferita.

Giunto alla nostra dimora cominciai ad osservare i sintomi.

Nel corso delle ore mi accorsi che ogni qualvolta entravo nella cameretta dove giaceva mia moglie, questa cominciava a tossire, e solo quando entravo in camera, altrimenti no.

Questo fatto strano lo comunicai al Dr. Kunzli, che dopo avermi sottoposto qualche altra domanda, mi consigliò di somministrare FOSFORO alla trentesima centesimale ( 30CH ).

Alle ore 23:00 misi sulla lingua di mia moglie febbricitante un globuletto di FOSFORO 30CH.

Il giorno dopo la febbre era svanita.

Più tardi scopersi nel Repertorio di Kent la rubrica “tossisce quando qualcuno entra in camera”, con un solo rimedio rappresentato da questo sintomo: FOSFORO.

Tre giorni dopo toglievo i punti dalla cicatrice e mia moglie ed il bambino stavano bene.

Questo era il caso di una setticemia guarito in una notte da FOSFORO 30CH.

b) SECONDO CASO

Tre anni or sono mi consultava una giovane donna (16 anni) piangendo, perchè non voleva più ingerire cortisonici che a sua detta, le causavano mal di stomaco e di ossa.

Diagnosi: stato acuto di colite ulcerosa.

Sintomatologia: negli ultimi mesi perdita di peso corporea di 19 Kg., diarree sanguinolenti 15-20 volte al giorno, forti dolori addominali.

Sedimentazione 54 la prima ora malgrado una terapia di 50 mg di cortisone e di salazopirina da parecchi mesi.

La scelta del Rimedio Omeopatico cade su MERCURIUS SOLUBILIS, soprattutto perchè la paziente ogni notte sogna di persone tagliate a pezzi: gambe, braccia, teste tagliuzzate oppure persone senza testa o estremità.

Nel Repertorio di Kent sotto la rubrica “Mutilazione” si trova fra gli altri rimedi anche MERCURIUS SOLUBILIS che copre la totalità dei sintomi della paziente.

MERCURIUS alla duecentesima centesimale (200CH) viene prescritto.

Decorso: il cortisone vien messo subito in disparte. Un mese dopo il dolore addominale è scomparso. Feci pressocchè normali.

Sei mesi dopo: la sedimentazione è scesa da 54 a 28 senza l’uso di un mg di cortisone. Feci normali. Aumento del peso di 10 Kg.

Un anno dopo controllo da parte dell’Ospedale Universitario di Berna che constata un grande miglioramento oggettivo e soggettivo della paziente. Consiglio dell’Ospedale: continuare con la cura Omeopatica.

Un bell’esempio di collegialità da parte dei colleghi allopatici.

c) TERZO CASO

La terza paziente mi consulta il 06/06/1986. Età 30 anni.

Diagnosi: purpura emorragia idiopatica o morbo di Werlhoff.

La diagnosi avveniva nel 1984 e appunto da questa data, per due anni, la paziente era stata curata con il cortisone senza successo.

Per questo il Professore curante proponeva l’asportazione chirurgica della milza.

Dati di laboratorio: 20.000 trombiciti.

Gli anticorpi contro i propri trombociti sono altissimi.

Le immunoglobuline G sui trombiciti sono ad esempio 685 e la norma sarebbe fino ad un massimo di 10. Le IgM sono 2.110 con una norma massimale pure di 10.

Inizio della cura Omeopatica il 06/06/1986 con CROTALUS HORRIDUS, ovvero il veleno del serpente a sonagli.

Questo Rimedio venne scelto soprattutto in base al sintomo molto pronunciato: “avversione verso le persone amate”. Ad esempio suo padre le voleva un gran bene, ma lei si sentiva a disagio, male in sua presenza. Questo valeva anche per le altre persone della sua famiglia.

Il 6 Giugno 1986 veniva somministrata una dose di CROTALUS HORRIDUS alla millesima centesimale (C) e si sospendeva subito e totalmente il cortisone.

Il 20 Agosto, cioè due mesi dopo, la paziente telefonava dicendo di stare benissimo, di avere 220.000 piastrine.

Il rapporto con i famigliari non era ancora migliorato ed in più l’ultima mestruazione era dolorosa, per questo ripetizione di un globulo di CROTALUS alla millesima centesimale (C 1000) l’ 1 Settembre 1986.

60 giorni dopo il trombociti sono 246.000. Il rapporto affettivo con i famigliari è migliorato, ma la mestruazione è ancora dolorosa. Perciò il 20 Novembre 1986 CROTALUS alla decimillesima centesimale (C 10.000).

Da allora sono passati due anni. La paziente gode ottima salute ed i trombociti sono sempre rimasti al di sopra del limite dei 200.000.

Il chirurgo in questo caso ha dovuto rinunciare all’asportazione della milza, motivo per cui la paziente mi aveva consultato.

d) QUARTO CASO

Cinque anni or sono mi consultava un giovane paziente omosessuale che da tre anni soffriva di epatite cronica aggressiva tipo B con gli enzimi epatici e le transaminasi molto alte.

Da tre anni assumeva cortisonici eppure le transaminasi e la gamma-GT non tendevano a normalizzarsi.

Malgrado l’opposizione del suo medico curante, Professore di gastroenterologia che affermava di appendere il suo mantello al chiodo se l’Omeopatia fosse riuscita a curarlo, il paziente iniziò la cura Omeopatica.

Il Rimedio era NATRIUM MURIATICUM, il semplice sale da cucina che, dinamizzato, possiede delle facoltà miracolose.

Non è a caso che un filosofo orientale scrisse: “V’è qualche cosa di stranamente santo nel sale, si trova nell’oceano e nelle nostre lacrime”.

NATRIUM MURIATICUM alla millesima centesimale (C 1.000) viene somministrato il 21/09/1983. Le transaminasi sono GOT 149, GPT 230 (mi riferisco ai vecchi valori).

Il 18 Novembre 1983, cioè due mesi dopo, i valori sono 86 e 113, perciò dimezzati con un solo globuletto invisibile di sale da cucina dinamizzato e senza un mg di cortisone.

Senza più alcuna ripetizione sino al 26/02/1984, 5 mesi dopo, le transaminasi sono pressocchè normali: GOT 27 e GPT 38.

Dopo una delusione sentimentale nel Giugno del 1984 le transaminasi salgono a 74 GOT e 105 GPT. NATRIUM MURIATICUM alla millesima è ripetuto. Tre mesi dopo, il 27 Settembre 1984 le transaminasi sono normali.

Il Professore di gastroenterologia parla di possibile guarigione perchè anche i valori della gamma GT sono rientrati nella norma.

Il 09/10/1985, un anno dopo, la somministrazione dell’ultima dose, senza motivo apparente, le transaminasi salgono a valori molto alti, cioè 330 la GOT e 590 la GPT.

Ripetizione di una dose di NATRIUM MURIATICUM alla centomillesima centesimale (C 100.000) il 26 Maggio 1986, cioè un anno dopo l’ultima dose a causa di un ulteriore delusione sentimentale e profonda prostrazione psichica. Malgrado questo episodio i valori di laboratorio si sono mantenuti nella norma.

Ultima dose di Rimedio somministrato circa un anno e mezzo fa il 17 Giugno 1987, di nuovo a causa di una grave problematica affettiva che rischiava di decompensare questo paziente molto labile.

Da due anni tutti i parametri di laboratorio si sono mantenuti nella normalità, cosicchè si può parlare di guarigione.

Analisi eseguite: GOT, GPT, Gamma-GT, Fosfatasi alcalina, Anticorpi e antigeni dell’epatite.

Lo stato psico-fisico del paziente è di molto migliorato e può così meglio superare le difficoltà che si presentano nella vita quotidiana.

Periodo di osservazione 5 anni.

Globuletti somministrati in questo periodo: sei.


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