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Mezza Europa tenta di disfarsi di milioni di dosi inutilizzate

All'inizio fu il panico. Sotto la spinta di un'ondata di terrore mediatico, in Europa i paesi più importanti avevano richiesto alle aziende produttrici della profilassi per l'influenza A una quantità considerevole di dosi allo scopo di immunizzare la quasi totalità dei propri cittadini.

La prima sorpresa è che per sconfiggere il tanto temuto virus basta una sola dose di vaccino, come ha comunicato a novembre l'Organizzazione mondiale della sanità, il che ha determinato subito un surplus del 50 per cento delle dosi.

In secondo luogo, i cittadini europei, e in particolare quelli italiani, si sono dimostrati restii a farsi vaccinare. Il risultato finale è che la stragrande maggioranza delle dosi di vaccino antivirus A è rimasta inutilizzata. In Italia, dei 48 milioni di vaccini ordinati soltanto 840.000 sono stati iniettati. In Francia il numero dei vaccinati sale a 5 milioni, ma quello dei vaccini a disposizione addirittura a 94 milioni. In Germania, la situazione è simile.
Riguardo l'idea di una revisione degli ordini, il direttore generale Prevenzione e sanità del ministero della Salute, Fabrizio Oleari, ha commentato: “nessuna decisione è stata assunta ed occorre prima arrivare alla fine della campagna vaccinale. È però evidente che l'Italia è tra i paesi UE che hanno acquistato un minor numero di dosi e già esiste l'impegno a donare all'Oms il 10% delle scorte in favore dei Paesi più poveri. Si tratta di vedere quante dosi rimarranno alla fine della campagna e il ministro farà le proprie valutazioni”.
La fretta di disfarsi dei vaccini non convince neanche l'Oms, la quale dal canto suo invita a mantenersi prudenti. Secondo l'organismo internazionale, infatti, resta alto il pericolo che la pandemia riprenda vigore, in particolare in alcune zone del mondo, come la Cina, dove il governo ha reso nota una rapida diffusione del virus nelle campagne e teme un aumento esponenziale dei casi in concomitanza con il capodanno lunare, periodo tradizionalmente legato a grandi celebrazioni e festeggiamenti per milioni di cinesi che tornano nei luoghi d'origine.

link all'articolo: http://italiasalute.leonardo.it/Copertina.asp?Articolo_ID=5153

 


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