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XLIII Congresso Nazionale della Società Italiana di Psichiatria
Bologna 19-24 ottobre 2003 - Palazzo della Cultura e dei Congressi

Conferenza di Consenso
“Medicine Non Convenzionali”
Lunedì 20 ottobre 2003

Coordinatore
Dott. Paolo Roberti

Documento di Consenso

Premessa
La Repubblica Italiana tutela la salute come fondamentale diritto del­l’in­di­vi­duo, salvaguarda il principio del pluralismo scientifico e garantisce la libertà di scel­ta terapeutica da parte del cittadino e la qualificazione professionale degli ope­ratori sanitari, valorizzando in particolar modo l’autonomia del medico nelle scelte terapeutiche (Corte di Cassazione, IV Sezione Penale, Sentenza n. 301, 8/2/2001).
Il diritto di scelta, riconosciuto ad ogni persona come punto focale di ogni mo­derna considerazione di rispetto della volontà individuale nei confronti del pro­prio stato di salute e malattia, è stato implicitamente già espresso e si è concre­tizzato con il ricorso, da parte di sempre più ampi strati della popolazione, ad alcune discipline e pratiche terapeutiche note con il termine complessivo di “Me­­dicine Non Convenzionali” (MNC): Agopuntura, Omeopatia, Fitoterapia, Me­­dicina Tra­dizionale Cinese, Medicina Antroposofica, Omotossicologia, Me­di­­cina Ayur­vedica, Chiropratica e Osteopatia (“Linee Guida su Medicine e Pratiche Non Conven­zionali”, FNOMCeO, Terni, 18/5/2002).
Si conviene che tutte le metodiche terapeutiche e di intervento sanitario sulla persona non possono derogare dalla necessità di una preliminare diagnosi clinica, di esclusiva pertinenza del medico che ne abbia specifica com­petenza, il quale può utilizzarle come parte integrante della Me­dicina secondo scienza, coscienza, competenza e perizia.

1. Definizioni operative
L’attributo “non convenzionale”, sebbene attualmente costituisca in Italia l’ap­­pel­la­ti­vo più diffuso, sembra porre queste metodologie terapeutiche in contrapposizione alla medicina accademica, intesa come convenzionale. Ricordando a tale proposito che nel mondo anglosassone si utilizza il termine CAM (Com­ple­mentary and Alternative Medicine), è indispensabile sottolineare la com­ple­men­tarietà dei diversi possibili approcci diagnostici e terapeutici che rientrano in questo ambito, per evidenziare l’in­te­gra­zio­ne in atto nel sistema sanitario e la possibilità di utilizzo pratico di tutte le in­for­ma­zioni provenienti dal paziente.
È altresì di fondamentale importanza la ricerca, l’individuazione e l’adozione di un linguaggio comune che, definendo in maniera univoca le rispettive peculiarità metodologiche, contribuisca a favorire lo scambio del maggior numero possibile di informazioni tra operatori sanitari e ricercatori, soprattutto in am­bi­to accademico: l’obiettivo è quello di comprendere i vantaggi e i limiti di ciascuna di­sciplina e di meglio identificare, tra un’ampia scelta di terapie e trattamenti e sulla base delle evidenze disponibili, quali siano i più appropriati per il paziente malato.

2. Ricerca scientifica
Riconosciuta l’eticità dell’integrazione terapeutica offerta da queste discipline, è necessario e opportuno prevedere la possibilità di accreditare e realizzare programmi di studio e ricerca scientifica che, nel rispetto delle peculiarità di ogni disciplina, consentano di validarne l’efficacia valorizzandone l’effettivo ruolo medico terapeutico.
A tal fine è auspicabile, accanto alla ricerca pubblica istituzionale, il concorso di una finalizzata e proficua collaborazione tra Industrie, Aziende e So­cietà me­di­co-scientifiche del settore per idonei progetti di ricerca da rea­liz­za­re mediante ap­posite forme di accreditamento e finanziamento. Si auspica anche un maggiore contributo di istituzioni sanitarie pubbliche e facoltà me­di­che al pro­cesso in cor­so di validazione scientifica delle Medicine Non Convenzionali.

3. Riconoscimento legislativo
L’iter legislativo in corso per adeguare la legislazione italiana a quanto sollecitato dall’Unione Europea (Direttive Europee n. 92/73 e 92/74; Ris. n. 75 del Par­lamento Europeo del 29 maggio 1997: “Statuto delle Medicine Non Convenzionali”; Ris. n. 1206 del Consiglio d’Europa del 4 novembre 1999), dovrà consentire ai medici idoneamente preparati nelle singole discipline di fregiarsi della propria qualifica, competenza e preparazione professionale.

4. Informazione e media
L’informazione sanitaria deve essere finalizzata all’educazione sanitaria del­la popolazione verso abitudini e comportamenti utili alla conservazione della sa­lu­te intesa non solo come assenza di malattia ma anche come benessere psicofisico (secondo quanto stabilito dal­l’OMS), oltre che alla prevenzione delle patologie e alla loro cura e trattamento in caso di necessità.
Per le MNC si propone l’istituzione di appositi Osservatori Regionali, sia per la verifica costante dell’informazione utile e necessaria per la diffusione di notizie corrette e complete per la popolazione, sia per la documentazione e la ricerca riguardanti ogni singola disciplina, prevalentemente attraverso un co­or­di­na­mento tra le società scientifiche del settore. L’obiettivo è quello di mettere a disp­o­sizione di cittadini e operatori sanitari analisi indipendenti e qualificate sulla si­tuazione delle MNC sul proprio territorio. I risultati di tali verifiche potranno essere raccolti da un Osservatorio Nazionale come punto di riferimento e coordinamento per una valutazione complessiva che consenta di evitare duplicazioni di interventi e con economia di costi per la ricerca.
A tutela dell’utenza e nelle more del riordino legislativo del settore, si riconosce e si auspica l’adozione, da parte di tutti gli Ordini Provinciali dei Medici Chi­rurghi e degli Odontoiatri di opportune modalità di riconoscimento della spe­cifica preparazione in materia del proprio iscritto le quali, sulla base inderoga­bile di criteri concordati con le scuole e le associazioni scientifiche più autorevoli di ogni disciplina, siano di garanzia per la popo­la­zione assistita.

5. Consenso informato
Nel rispetto delle norme del Codice di Deontologia Medica, è giusto ricordare il dovere della concreta applicazione, all’interno di un libero rapporto consensuale ed informato, dei principi della libertà di scelta terapeutica da parte del paziente e della libertà di cura da parte del medico. Si conferma, pertanto, la necessità di una completa, corretta e comprensibile informazione alla persona, finalizzata allo sviluppo di un rapporto tra medico e paziente in grado di utilizzare la Medicina nella sua accezione più ampia, intesa come professione esercitata con piena libertà del medico di porre in atto ogni mezzo ritenuto utile ed eticamente valido nell'interesse della persona assistita e con il suo consenso.

6. Formazione e competenza
Riconoscendo alle Università il ruolo storico nella formazione, si deve comunque constatare negli atenei italiani la carenza di docenti e risorse dedicate al­l’insegnamento e alla ricerca nel campo delle MNC. Attualmente i percorsi formativi disponibili sono prevalentemente forniti dagli Istituti privati che da anni operano nel settore: si auspica quindi che le Università, nello sforzo di colmare questa carenza formativa, concorrano ad individuare e realizzare convenzioni e accordi di collaborazioni con associazioni e scuole già operanti nella ricerca, nell’insegnamento e nella verifica dell’apprendimento di queste di­sci­pline, come contributo utile a valorizzarne l’esperienza accumulata. Si auspica che tale processo di integrazione formativa arrivi progressivamente ad un regime di libera concorrenza tra Istituti privati e Università prevedendo, nelle fasi iniziali, l’in­se­ri­men­to di nozioni informative generali nei corsi di laurea delle facoltà mediche e, dove que­sto sia possibile, l’attivazione di corsi elettivi di introduzione alla conoscenza delle MNC.

7. Farmacoeconomia e integrazione sul territorio
L’elevato numero di pazienti che si affida alle MNC in piena libertà terapeutica e senza gravare sull’economia del SSN, evidenzia un fe­no­me­no che coinvolge tutti i protagonisti dello scenario sanitario sul territorio. Ne consegue una ne­ces­sa­ria incentivazione di collaborazioni e/o convenzioni tra le diverse figure coin­vol­te a vario titolo nella problematica (medici di Medicina Generale, specialisti o­spedalieri, aziende sanitarie locali, personale parasanitario, etc.) per la dif­fu­sio­ne di un corretto percorso integrato e di un’adeguata informazione dei vantaggi e dei limiti di tali discipline.

8. Rapporti con le istituzioni
    Medici esperti per ogni disciplina, opportunamente indicati dalle Associazioni scientifiche più rappresentative per ogni disciplina, devono essere presenti e partecipare a pieno titolo con parità di ruolo e di funzioni nelle Commissioni e Or­­gani consultivi della Professione, del Mi­nistero della Salute, del Ministero del­l’Università e della Ri­cerca Scientifica, di Associazioni di pazienti e consumatori, per numerose fi­nalità: riconoscimento dei titoli di studio conseguiti all’estero, allocazione di risorse dirette a progetti di ricerca, adeguamento ed in­te­grazione con strutture e ordinamenti già esistenti, etc.


9. Prescrizione e strumenti di cura
Allo scopo di evitare istanze di tipo limitativo e spesso attuate in assenza di una reale conoscenza del problema, è necessario stabilire in maniera univoca i criteri di qualità, sicurezza ed efficacia necessari per l’autorizzazione al­l’im­mis­sio­ne in commercio dei medicinali e degli strumenti di cura impiegati nei diversi indirizzi terapeutici. L’in­di­vi­dua­zione di tali criteri, specifici per ogni indirizzo terapeutico, dovrà avvenire su indicazioni delle rispettive Società scientifiche e/o Associazioni professionali più rappresentative e autorevoli.

Conclusioni
Si ringrazia la Società Italiana di Psichiatria che, nell’ambito del XLIII Con­gres­so Nazionale di Bologna, ha voluto la prima Conferenza di Consenso sulle Medicine Non Convenzionali organizzata in Italia in ambito accademico; questo Documento di Consenso è frutto del lavoro del suo promotore e di tutte le Associazioni e le Scuole firmatarie. Si auspica che questo evento sia di stimolo per la piena integrazione di interventi analoghi nella cosiddetta medicina di base e presso altre specializzazioni mediche.
Il Documento di Consenso, condiviso dai rappresentanti autorevoli delle discipline non conven­zio­nali in Italia qui convenute e da medici e ricercatori esperti della materia, intende costituire il presupposto per una continuità di azione unitaria in tale settore della medicina, aperta a tutte le componenti sanitarie, nelle sedi rappresentative della Professione medica (FNOMCeO e Ordini Provinciali), presso le Istituzioni della Repubblica sia nazionali che regionali e territoriali, nonché nei confronti delle Associazioni dei cittadini.

Associazioni, Enti, Istituti, Scuole
e Società Scientifiche firmatari

Ambulatorio di Omeopatia, Centro di riferimento per l'Omeopatia della Regione Toscana, Ospedale Campo di Marte, ASL 2 Lucca
          Dott. Elio Rossi
Anthropos & Iatria,  Associazione Scientifica Internazionale per la Ricerca,  lo Studio e lo Sviluppo delle Medicine Antropologiche e Accademia Europea per le Discipline di Frontiera, Genova
     Prof. Paolo Aldo Rossi
Associazione Atah Ayurveda, Bologna
     Dott. Guido Sartori
Associazione Italiana di Omeopatia di Risonanza, AIOR, Piacenza
          Dott.ssa Giuliana Rapacioli
Associazione Italiana Pazienti della Medicina Antroposofica, AIPMA, Milano
          Adelina Ansante
Associazione Medica Italiana di Omotossicologia, AIOT, Milano
     Dott. Ivo Bianchi

Associazione Lycopodium-Homeopathia Europea - Scuola di Omeopatia Classica "Mario Garlasco”, Firenze
          Dott.ssa Pia Barilli
Associazione per le Medicine Non Convenzionali in Odontoiatria, AMNCO, Roma
     Dott. Salvatore Bardaro
Associazione Nazionale Medici Fitoterapeuti, ANMFIT, Empoli
     Dott. Fabio Firenzuoli
Associazione Pazienti Omeopatici, APO, Napoli
     Vega Palombi Martorano
Associazione per l’Universalità della Medicina, ASSUM, Roma
     Prof. Francesco Macrì
Associazione di Ricerche e Studi per la Medicina Antroposofica, ARESMA, Milano
         Dott. Angelo Franzini
Centro Clinico di Medicina Naturale, Centro di riferimento per la Fitoterapia della Regione Toscana, Ospedale S. Giuseppe, ASL 11 Empoli,
         Dott. Fabio Firenzuoli
Centro Italiano di Studi e Documentazione in Omeopatia, CISDO, Milano
     Dott. Ennio Masciello
Centro di Medicina Tradizionale Cinese “Fior di Prugna”, Centro di riferimento per le Medicine Non Convenzionali e la Medicina Tradizionale Cinese della Regione Toscana, ASL 10 Firenze
     Dott.ssa Sonia Baccetti
Federazione Italiana delle Associazioni e dei Medici Omeopati, FIAMO, Terni
     Dott.ssa Antonella Ronchi
Federazione Italiana dei Medici Omeopati, FIMO, Roma
     Dott. Marco Lombardozzi
Federazione Italiana delle Società di Agopuntura, FISA, Bologna
     Dott. Carlo Maria Giovanardi
Gruppo Medico Antroposofico Italiano, GMAI, Milano
     Dott. Giuseppe Leonelli
Homoeopathia Europea-Internationalis, HEI, Bruxelles
     Dott. Carlo Cenerelli
Istituto delle Scienze Bioenergetiche onlus, ISBE, Roma
         Dott.ssa Maria Teresa Elia
Istituto di Studi di Medicina Omeopatica, ISMO, Roma
     Dott. Gino Santini
Istituto di Studi di Medicina Omeopatica, ISMO, Reggio Calabria
     Dott.ssa Rosa Femia
Istituto Superiore di Medicina Olistica e di Ecologia, ISMOE, Urbino
          Prof. Corrado Bornoroni
Liga Medicorum Homoeopathica Internationalis, LMHI, Berna
          Dott. Renzo Galassi
Nobile Collegio Omeopatico, NCO, Roma
          Dr.ssa Anna Maria Rigacci   
Società Italiana di Ecologia, Psichiatria e Salute Mentale, SIEPSM, Imperia
          Dott. Giuseppe Spinetti
Società Italiana di Farmacoterapia Cinese e Tradizionale, SIFCeT, Roma
     Dott. Giulio Picozzi
Società Italiana di Floriterapia, SIF, Bologna
     Dott. Ermanno Paolelli
Società Italiana di Medicina Integrata, SIMI, Bettona (PG)
         Dott.ssa Simonetta Marucci
Società Italiana di Medicina Omeopatica, SIMO, Palermo
          Dott. Ciro D’Arpa
Società Italiana di Omeopatia e Medicina Integrata, SIOMI, Milano
     Dott.ssa Simonetta Bernardini
Società Italiana di Omotossicologia e Omeopatia, SIOOM, Carsoli (Aq)
          Dott. Luigi Minonzio
Società Italiana di Psichiatria Olistica, SIPOl, Bologna
     Dott. Ermanno Paolelli
Società Scientifica Italiana di Medicina Ayurvedica onlus, SSIMA, Milano
         Dott. Antonio Morandi
Unione di Floriterapia, UF, Milano
     Dott.ssa Maria Antonietta Balzola
Unione di Medicina Non Convenzionale Veterinaria, UMNCV, Bologna
    Dr. Francesco Longo, Dr.ssa Antonella Carteri, Dr. Andrea Malgeri
World Psychiatric Association, Section on "Ecology, Psychiatry and Mental Health", Imperia
     Dott. Giuseppe Spinetti















Comitato Permanente di Consenso e Coordinamento
per le Medicine Non Convenzionali in Italia
www.fondazionericci.it/comitato

Il Comitato è stato costituito venerdì 5 dicembre 2003 a Bologna tra i firmatari del Documento di Consenso sulle MNC sottoscritto alla Conferenza di Consenso sulle MNC tenutasi a Bologna il 20 ottobre nell'ambito del 43° Congresso Nazionale della Società Italiana di Psichiatria.
Successivamente altre associazioni hanno sottoscritto il Documento di Consenso e hanno aderito al Comitato.
Il Comitato, realtà indipendente no-profit, multidisciplinare e integrata di riferimento nel panorama delle MNC del nostro Paese, nasce con lo scopo di concretizzare con tutte le iniziative del caso quanto sottoscritto col Documento di Consenso e di sensibilizzare l'opinione pubblica sulle MNC e di costituirsi come l'interlocutore più autorevole e rappresentativo delle MNC di area medica nei confronti delle Istituzioni, grazie anche alla presenza delle associazioni dei pazienti delle medicine non convenzionali, contando ben 24 tra associazioni, società scientifiche, federazioni, i tre Centri di riferimento di MNC della Regione Toscana  e le tre associazioni di pazienti: l’Associazione Pazienti Omeopatici di Napoli, l’Associazione Italiana Pazienti della Medicina Antroposofica di Torino e l'Associazione Pazienti Ayurvedici “Atah” di Bologna.
Il Comitato rappresenta circa 12.000 tra medici, odontoiatri e veterinari di tutte le discipline riconosciute dalla Federazione degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri e dei Veterinari: Agopuntura, Fitoterapia, Medicina Antroposofica, Medicina Ayurvedica, Medicina Omeopatica, Medicina Tradizionale Cinese, Omotossicologia.
Il Comitato è impegnato a livello medico, sociale e nei confronti delle istituzioni operando nei seguenti ambiti: educazione alla salutogenesi, riconoscimento legislativo, informazione e rapporti con i media, consenso informato per una libera scelta dei percorsi di salute, formazione non solo di medici, odontoiatri e veterinari ma di tutti gli operatori della sanità, farmacoeconomia e integrazione sul territorio per i problemi dell'equilibrio sostenibile, criteri di qualità, sicurezza ed efficacia delle terapie e dei farmaci nelle varie discipline mediche rappresentate, sostegno e confronto con le associazioni dei pazienti ed è aperto a tutte le componenti sanitarie, nelle sedi rappresentative della professione medica, alle Istituzioni della Repubblica sia nazionali che regionali e territoriali, nonché nei confronti delle associazioni dei cittadini. Il Comitato è il partner italiano dell'European Research Initiative on Complementary and Alternative Medicine, EURICAM.

1.Ambulatorio di Omeopatia, Ospedale Campo di Marte, ASL 2, Lucca, Centro di riferimento per l'Omeopatia della Regione Toscana
Direttore Dott. Elio Rossi
2.Anthropos & Iatria,  Associazione Scientifica Internazionale per la Ricerca,  lo Studio e lo Sviluppo delle Medicine Antropologiche e Accademia Europea per le Discipline di Frontiera, Genova
Presidente Prof. Paolo Aldo Rossi
3.Associazione Italiana di Omeopatia di Risonanza, AIOR, Piacenza
Presidente Dott. Michael Kofler
4.Associazione Italiana Pazienti della Medicina Antroposofica, AIPMA, Torino
            Presidente Adelina Ansante
5.Associazione Medica Italiana di Omotossicologia, AIOT, Milano
Presidente Dott. Ivo Bianchi
6.Associazione Medicine Non Convenzionali in Odontoiatria, AMNCO, Roma
            Presidente Dott. Salvatore Bardaro
7.Associazione “Lycopodium Homeopathia Europea”- Scuola di Omeopatia Classica "Mario Garlasco”, Firenze
Presidente Dott. Carlo Cenerelli
8.Associazione Nazionale Medici Fitoterapeuti, ANMFIT, Empoli
Presidente Dott. Fabio Firenzuoli
9.Associazione Pazienti Ayurvedici “Atah”, Bologna
Presidente Dott. Guido Sartori
10.Associazione Pazienti Omeopatici, APO, Napoli
Presidente Vega Palombi Martorano
11.Associazione di Ricerche e Studi per la Medicina Antroposofica, ARESMA, Milano
            Presidente Dott. Angelo Franzini
12.Centro Clinico di Medicina Naturale, Ospedale S. Giuseppe, ASL 11 Empoli, Centro di riferimento per la Fitoterapia della Regione Toscana
Direttore Dott. Fabio Firenzuoli
13.Centro di Medicina Tradizionale Cinese “Fior di Prugna”, ASL 10, Firenze, Centro di riferimento per le Medicine Non Convenzionali e la Medicina Tradizionale Cinese della Regione Toscana
Direttore Dott.ssa Sonia Baccetti
14.Federazione Italiana delle Associazioni e dei Medici Omeopati, FIAMO, Terni
Presidente Dott.ssa Antonella Ronchi
15.Federazione Italiana delle Società di Agopuntura, FISA, Bologna
Presidente Dott. Carlo Maria Giovanardi
16.Homoeopathia Europea-Internationalis, HEI, Bruxelles
Presidente Dott. Carlo Cenerelli
17.Istituto delle Scienze Bioenergetiche onlus, ISBE, Roma
            Presidente Dott.ssa Maria Teresa Elia
18.Istituto Superiore di Medicina Olistica e di Ecologia, ISMOE, Urbino
            Presidente Prof. Corrado Bornoroni
19.Liga Medicorum Homoeopathica Internationalis, LMHI, Berna
            Vice Presidente per l’Italia Dott. Renzo Galassi
20.Nobile Collegio Omeopatico, NCO, Roma
            Presidente Dr.ssa Anna Maria Rigacci
21.Società Italiana di Ecologia, Psichiatria e Salute Mentale, SIEPSM, Imperia
            Presidente Dott. Giuseppe Spinetti
22.Società Italiana di Farmacoterapia Cinese e Tradizionale,  SIFCeT, Roma
Presidente Dott. Giulio Picozzi
23.Società Italiana di Floriterapia, SIF, Bologna
Presidente Dott. Ermanno Paolelli
24.Società Italiana di Medicina Antroposofica, SIMA, Milano
Presidente Dott. Giancarlo Buccheri
25.Società Italiana di Medicina Integrata, SIMI, Bettona (PG)
Presidente: Dott.ssa Simonetta Marucci
26.Società Italiana di Medicina Omeopatica, SIMO, Palermo
            Presidente Dott. Ciro D’Arpa
27.Società Italiana di Omotossicologia e Omeopatia, SIOOM, Carsoli (Aq)
            Presidente Dott. Luigi Minonzio
28.Società Italiana di Psichiatria Olistica, SIPOl, Bologna
Presidente Dott. Ermanno Paolelli
29.Società Scientifica Italiana di Medicina Ayurvedica onlus, SSIMA, Milano
            Presidente Dott. Antonio Morandi
30.Unione di Medicina Non Convenzionale Veterinaria, UMNCV, Bologna
            Coordinatori Dr. Francesco Longo, Dr. Antonella Carteri, Dr. Andrea Malgeri
31.World Psychiatric Association, Section on "Ecology, Psychiatry and Mental Health", Imperia
Presidente Dott. Giuseppe Spinetti
 
Coordinatore
Dott. Paolo Roberti
Via Siepelunga, 36/12 - 40141 Bologna
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. - cell. 3358029638


SCHEDE TECNICHE SULLE 9 DISCIPLINE OGGETTO DELLE “LINEE GUIDA” DELLA FNOMCeO A CURA DEL COMITATO DI COORDINAMENTO
Nel maggio 2002 la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (FNOMCeO) ha emanato le “Linee Guida sulle Medicine e Pratiche Non Convenzionali”. In questo documento in Italia vengono ufficialmente riconosciute 9 Discipline di esclusiva competenza medica: Agopuntura, Medicina Tradizionale Cinese, Medicina Omeopatica, Omotossicologia, Medicina Antroposofica, Medicina Ayurvedica, Fitoterapia, Chiropratica, Osteopatia.

AGOPUNTURA
L’Agopuntura è una branca della Medicina Tradizionale Cinese, consiste nella stimolazione cutanea di determinate zone cutanee (agopunti) mediante l’infissione di sottilissimi aghi sterili. L’infissione degli aghi e la stimolazione cutanea attivano processi neuronali e biochimici che provocano profonde modificazioni del sistema nervoso, endocrino e immunitario.
Numerosi sono gli studi scientifici che ne comprovano l’efficacia in determinate patologie e non solo nel campo del dolore (vedi Linee Guida dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità, USA National Institute of Health, British Medical Association).
In Italia operano circa 10.000 medici agopuntori che operano sia nel campo privato sia in ambito pubblico. Un censimento condotto nel 2000 dalla Federazione Italiana delle Società di Agopuntura (FISA) rilevò oltre 200.000 sedute di agopuntura praticate in 122 ambulatori di Aziende Sanitarie Locali del Servizio Sanitario Nazionale.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
La medicina tradizionale cinese ha origine in epoca arcaica; Shennong è considerato il precursore della farmacopea e, secondo alcuni documenti storici, le sue origini risalirebbero a circa 6.000 anni fa. La medicina tradizionale cinese trova le sue basi nella filosofia del Tao, molto distante dalla visione occidentale della medicina; è nata da osservazioni empiriche sulla natura e sull'uomo tramandate oralmente e sviluppatesi nel tempo. Concetto base è che  la malattia sia causata da un blocco dell’energia che scorre nel nostro organismo attraverso la fitta rete di meridiani. Tre i principi fondamentali: l’uomo è ciò che c’è di più importante e il suo valore supera tutto il resto; questo sottolinea l’importanza dell’etica professionale; la prevenzione: gli sforzi devono mantenere una buona salute attraverso la cura dell’alimentazione; l’ambiente sociale e naturale, come il corpo e lo spirito umano, formano un tutt’uno, si influenzano a vicenda, sono connessi tra loro e interdipendenti. La cura consiste nello sciogliere i blocchi energetici attraverso l’agopuntura, la moxibustione (il riscaldamento di aree cutanee, sovrastanti punti di agopuntura o percorsi energetici con un cannello di erbe infiammato chiamato moxa), il massaggio o Tui Na, ginnastiche mediche come il Qi Gong o il Tai Ji Quan, la dietetica, la fitoterapia. Oggi esistono molti nuovi approcci della medicina tradizionale cinese, che vanno dalla stimolazione elettrica o laser, all’integrazione con altre terapie alternative come la fitoterapia e l’omeopatia, osteopatia, yoga, shiatsu.

MEDICINA OMEOPATICA
L’Omeopatia è nata agli inizi del XVIII secolo ad opera del medico tedesco C.F.S. Hahnemann, nato in Sassonia nel 1755 e morto a Parigi nel 1843 all’età di 88 anni. Hahnemann ipotizzò che una sostanza il cui uso in dosi ponderali nell’uomo sano produce diversi segni e sintomi può curare, se usata in dosi sufficientemente attenuate, tutte quante le malattie che mostrano nel malato quella stessa costellazione sintomatologica, in base al “Principio di Similitudine”, per cui una malattia è curata da sostanze in grado di provocare disturbi simili: oggi il principio di similitudine è studiato con metodologia scientifica. Le sostanze utilizzate in Omeopatia provengono dai tre regni della natura: vegetale, animale e minerale. Tutte sono sottoposte ad un particolare processo di diluizione e scuotimento, che ha il fine di eliminarne le proprietà tossicologiche, esaltandone quelle terapeutiche. Cardine della disciplina fondata da Hahnemann sono l’ascolto e l’osservazione estremamente attenti e accurati di tutti i segni e sintomi che i sensi del medico possono rilevare nel paziente, i quali vanno annotati con precisione e rigorosa attenzione per costituire il quadro completo di ogni singolo malato. Secondo l’omeopatia, infatti, non esistendo le malattie ma solo le persone malate, ogni protocollo terapeutico deve essere personalizzato, essendo il frutto dell’intima relazione di “conoscenza” e di “ascolto” tra medico e paziente.


OMOTOSSICOLOGIA
L’Omotossicologia è un’evoluzione dell’Omeopatia alla luce delle più recenti acquisizioni nel campo della Biologia, della Medicina e della Fisica, in un’opera di sintesi avviata dal suo ideatore, Hans Heinrich Reckeweg (1905-1985). Oggi tale sintesi prosegue con l’interpretazione delle scoperte scientifiche scoperte scientifiche in campo medico, biologico, fisico alla luce di una visione olistica della Medicina Biologica ispirata alle teorie di Hahnemann e alle leggi della fisiologia e fisiopatologia bioenergetica della Medicina Tradizionale Cinese e di altre metodiche terapeutiche olistiche.
Reckeweg teorizzò che la “malattia” non è altro che il nostro sistema immunitario che si attiva per combattere ed espellere le tossine tramite i vari organi e apparati.
L’Omotossicologia identifica nei fattori tossici di qualsiasi natura per l’essere umano siano essi esogeni ed endogeni la causa della malattia, interpretata come espressione clinica della lotta dell’organismo contro le tossine, al fine di neutralizzarle ed espellerle.
L’apporto dell’Omotossicologia all’Omeopatia è dato dall’approfondimento della teoria omeopatica con l’introduzione delle diluizioni bilanciate con i rimedi injeel, dall’ampliamento della teoria dei nosodi con nuovi studi clinici e l’introduzione di nuovi nosodi, dall’applicazione della teoria organoterapica e degli studi di anatomia comparata con l’introduzione degli organoterapici di suino, dall’applicazione della conoscenza e tecnica omeopatica alla farmacologia allopatica con l’introduzione degli allopatici omeopatizzati e dall’applicazione dell’omeopatia agli studi di biochimica cellulare con l’introduzione dei catalizzatori intermedi, dei chinoni, delle citochine e delle interleuchine in quella disciplina che è la PsicoNeuroEndocrinoImmunologia (PNEI).
L’Omotossicologia per attuare la terapia ricorre quindi ad un repertorio di rimedi assai articolato in cui sono inclusi medicinali unitari, indicati con il nome che specifica il componente contenuto, e medicinali composti, identificati con un nome che in alcuni casi coincide col nome commerciale. Infatti il farmaco omotossicologico rappresenta un’unità terapeutica a sé stante e non è possibile indicarlo menzionando tutti i componenti.

MEDICINA ANTROPOSOFICA
La Medicina Antroposofica venne sviluppata a partire dal 1920 dal Dott. Rudolf Steiner, fondatore dell’Antroposofia, in collaborazione con la Dott.ssa Ita Wegman e con altri medici. Rudolf Steiner (1861-1925), filosofo austriaco, è famoso anche per la “scuola steineriana”, approccio pedagogico che mira a sviluppare armoniosamente tutte le facoltà umane di pensiero, sentimento e azione, dove le capacità individuali non vengono valutate attraverso voti e esami e la formazione non promuove unicamente il nozionismo, ma stimola e coltiva anche le attitudini artistiche, musicali e pratiche. L’Antroposofia inaugura un metodo conoscitivo, fondato su una sua propria epistemologia, che guida la ricerca delle leggi che stanno a fondamento delle manifestazioni della vita, dell’anima e dello spirito nell’uomo e nella natura e il medico che orienta la sua professione in senso antroposofico si sforza di cogliere, insieme al paziente, il significato della malattia riguardo alla sua evoluzione corporea, psichica e spirituale. Il terapeuta non rifiuta quindi gli strumenti della medicina convenzionale, ma completa poi l’analisi fisico-materiale con un’indagine sulle dimensioni dell’anima e dello spirito. Si possono prescrivere farmaci convenzionali quando si ritengano adeguati, ma spesso i pazienti vengono indirizzati verso altre forme di cura, che prevedono farmaci antroposofici o omeopatici, consulenza, terapie artistiche, come quelle della musica, del linguaggio, del movimento (euritmia) e della pittura. I medicamenti usati vengono sovente preparati analogamente ai farmaci omeopatici, per diluizione e dinamizzazione.

MEDICINA AYURVEDICA
Ayurveda è una parola sanscrita composta da Ayus e Veda: Ayus significa vita e Veda significa conoscenza. Pertanto l’Ayurveda è la scienza della vita o la conoscenza della vita. Si tratta di una medicina di antichissima origine indiana (2500 a.C.); è un sistema diagnostico-terapeutico che parte da una precisa definizione di cosa sia la condizione di salute positiva e per ognuna delle tre tipologie costituzionali precisa cosa sia confacente o meno al mantenimento o al recupero, se necessario, della condizione di salute originaria.
La salute è la condizione che permette all’individuo di confrontarsi con la propria esistenza, nella sua condizione di umanità, al fine di realizzare gli scopi della vita.
La “malattia” invece è il risultato di una violazione delle leggi di natura, una disarmonia che può essere riconosciuta e ricondotta all’equilibrio.
Nella Medicina Ayurvedica l’approccio è altamente personalizzato per il trattamento delle varie patologie dato che considera l’individuo come unità indivisibile di corpo, mente e spirito, e attraverso una sofisticata tecnica diagnostica che parte dall’ascoltazione del polso del paziente e permette di riconoscere il tipo di stato energetico, metabolico e mentale della persona che si esprime nei tre Dosha (Vata, Pitta, Kapha) tende a ristabilire l’equilibrio psicofisico alterato con medicine che combinano le terapie naturali. Oltre a ciò l’Ayurveda fornisce precise indicazioni di carattere dietetico e prescrive trattamenti fisici di oleazione interna ed esterna, di massaggio e di cinque tipi di purificazione dei canali nei quali circola l’energia vitale che sostiene tutte le funzioni fisiologiche, si avvale di una ricca gamma di preparazioni in polvere, compresse o decotti rimedi preparati con ingredienti di origine vegetale, minerale e animale. Oggi la Medicina Ayurvedica, è sempre più diffusa in Occidente per la sua validità anche nella cura di patologie di difficile controllo con la medicina convenzionale.

FITOTERAPIA
E’ un sistema di cura che utilizza i principi attivi e le sostanze presenti nelle piante medicinali per agire sulle cause, sulla patogenesi e sui sintomi delle malattie. Significa letteralmente cura con i vegetali e deve il suo successo a una prima dimostrazione scientifica: il succo di limone ha un’attività antiscorbuto più rapida ed efficace della vitamina C isolata. In alcuni casi  gli estratti fitoterapici possiedono un’attività terapeutica maggiore, o comunque diversa, da quella del singolo principio attivo isolato, in ragione del sinergismo tra i vari costituenti presenti. La Fitoterapia si differenzia nettamente dalla erboristeria tradizionale, che utilizza anche categorie simili alle medicine orientali, facendo riferimento alla dottrina umorale governata da 4 qualità (caldo, freddo, secco ed umido) e 4 elementi (fuoco, aria, acqua, terra), e dove le piante vengono utilizzate in relazione alle loro caratteristiche e virtù: calde o fredde, secche o umide, alleggerenti o appesantenti, dissolventi o fluidificanti, eccetera. La Fitoterapia si basa sulla somministrazione di preparati vegetali ottenuti da piante intere o da parti di esse, titolati e standardizzati in principi attivi, alcuni dei quali presenti anche in Farmacopea Ufficiale ed in specialità medicinali. Per numerose piante e derivati esiste inoltre il problema della tossicità, effetti collaterali e interazioni con altri farmaci, come ben documentato dalla letteratura scientifica, e per questo è nato anche un sistema di fitosorveglianza gestito dall’ Istituto Superiore di Sanità.

OSTEOPATIA
L’Osteopatia è una medicina terapeutica naturale, fondata su una conoscenza precisa della fisiologia e dell’anatomia del corpo umano, analizza la qualità del movimento. Si serve di diversi mezzi esclusivamente manuali di diagnosi per evidenziare le disfunzioni e l’assenza di mobilità dei tessuti che comportano un’alterazione dell’equilibrio generale dell’individuo, valutando la funzionalità delle singole strutture corporee e individuandone le limitazioni dei movimenti fisiologici nella visione dell’unità corporea e delle interazioni di ogni singola componente corporea con l’insieme. Questa disciplina fu ideata nel 1874 dal medico americano Taylor Still (1828-1917), il quale, persuaso dall’inefficacia della medicina del suo tempo, introdusse un tipo di riflessione sui fondamenti di questa che lo condusse, dopo dieci anni di ricerche e sperimentazioni, a coniare il termine di Osteopatia ed a gettare le basi della nuova filosofia medica che considera la qualità del movimento in tutte le sue forme quale specchio della qualità della vita e della salute. Si tratta di una medicina basata sulla manipolazione correttiva delle articolazioni, delle fasce e dei muscoli per favorire il drenaggio linfatico. L’Osteopatia oggi è utilizzata soprattutto per le affezioni dolorose della colonna vertebrale, e delle articolazioni periferiche, ma si rileva efficace anche nella maggior parte dei casi di insonnia, cefalee, disturbi dell’equilibrio, nelle affezioni congestizie come le otiti, le rinofaringiti, le sinusiti, disturbi circolatori, digestivi, ginecologici che non abbiano all’origine turbe virali, tumorali, infettive che minino l’integrità della struttura.

CHIROPRATICA
La Chiropratica nasce nel 1895 a Davenport nell’Iowa (Stati uniti), quando Daniel David Palmer pose le mani su di una protrusione irregolare della colonna vertebrale di un paziente e ne ridusse l’irregolarità. La Chiropratica fu concepita come una cura naturale, che si affidava alle forze di recupero del corpo stesso, considerando le cause dell’essere malati non provenienti da malattie ed insulti esterni all’organismo bensì dalla sua diminuita capacità di mantenersi in equilibrio. Oggi è considerata una disciplina scientifica olistica e un’arte curativa che ha come scopo ottimizzare la salute dell’individuo stimolando e promuovendo le capacità endogene di guarigione. Si fonda sul principio che la capacità innata dell’organismo di tendere verso un equilibrio di salute è regolata e condizionata dal sistema nervoso. La chiropratica designa tre fattori fondamentali del benessere: struttura, biochimica e mente. Un’interferenza (malattia) che colpisca uno dei tre si ripercuote inevitabilmente sugli altri. Di conseguenza, ad esempio, quando si corregge un disturbo muscolare o scheletrico, anche gli aspetti psicologici e metabolici ne traggono beneficio. Ad esempio, se si parla di sublussazione si intende il complesso di mutamenti funzionali, strutturali, patologici, intra ed extra articolari che alterano l’integrità della colonna vertebrale o la corretta funzionalità del sistema nervoso con potenziali danni sul corretto funzionamento dell’organismo e della salute dell’individuo. Oltre ad essere utile nel caso di numerosi disturbi muscolo-scheletrici, la chiropratica porta un beneficio generale alla salute dell’individuo. L’intervento chiropratico non prevede né la somministrazione di farmaci, né l’intervento chirurgico.

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