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Il diesel del futuro? Da un fungo

Forse non risolverà il problema dei combustibili fossili, ma la notizia di questi giorni merita comunque una segnalazione. Il ricercatore Gary Strobel avrebbe scoperto un fungo dell’albero Ulmo (della famiglia Eucryphia cordifolia), che produce un vapore dotato di sostanze chimiche molto simili al gasolio.

Biodiesel

La scoperta è avvenuta nella foresta pluviale della Patagonia e, secondo lo scienziato, non sarebbe nè difficile nè oneroso sfruttare questa scoperta per produrre realmente combustibile per autotrazione. Il rilascio del vapore da parte del fungo Gliocladium roseum avviene nutrendosi della cellulosa dell’albelo che lo ospita. Da una attenda analisi chimica della sostanza prodotta, si evincerebbe che oltre all’ottano, vi sono sostanze chimiche che favorirebbero una combustione migliore del diesel che conosciamo noi ed addirittura del bioetanolo prodotto dalla canna da zucchero, tanto da permettere, ipoteticamente, di utilizzare il prodotto del fungo direttamente come combustibile.

Il mico-diesel, così è stato ribattezzato dagli scienziati, grazie alla sua componente chimica ed al modo con cui viene prodotto, fa ben sperare per una piccola produzione in scala ridotta al fine di provare sul campo se realmente questa scoperta possa aiutarci a rispettare anche le nuove normative che l’Unione Europea ha fissato sull’utilizzo di biofuel ovvero: 5.75% entro il 2010 e 10% entro il 2020.

Una cosiderazione in merito l’avevamo già fatta con questo blog, dove la FAO durante il convegno annuale sullo stato dell´alimentazione e dell´agricoltura fece notare che:

“Il biocarburante è un combustibile ottenuto in modo indiretto dalle biomasse: grano, mais, bietola, canna da zucchero, ecc, il problema è che per ottenerlo occorrono vati terreni agricoli convertiti a tale produzione. Questo spinge in alto il prezzo delle derrate alimentari in quanto molti terreni non sono più destinati a colture commestibili. L’altro problema è che il rapporto energetico della filiera, pare non sia così favorevole. Il tutto comunque non risolve il problema della produzione di biofuel, in quanto le quote in gioco sono irrisorie.”

Siamo ancora all’inizio con questo esperimento, pubblicheremo i risultati non appena saranno disponibili.

 

 

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