Italian English French German Portuguese Russian Spanish Thai

Per costruire un sistema terapeutico efficace e funzionale bisogna senza dubbio rivolgersi a tutti i filoni di studio, di pensiero scientifico e filosofico, rivolti al benessere dell’individuo e dell’umanità tutta.

Niente sintetizza meglio questo concetto quanto il famoso primo paragrafo dell’Organon di Hahnemann che recita: “ Scopo principale e unico del medico è di rendere sani i malati, ossia come si dice, di guarirli”.

La storia dell’Omeopatia comincia proprio con le idee e le scoperte del medico tedesco Samuel Hahnemann (1755-1843). Hahnemann coniò il termine "omeopatia" (dal greco "homoios" che significa simile, e "pathos" che significa dolore) per affermare che “Similia Similibus Curentur” ossia il simile cura il simile. La legge di Similitudine, che è uno dei principi base dell’Omeopatia, fu descritta per la prima volta da Ippocrate e Paracelso. La nozione di analogia in medicina, tuttavia, esisteva anche prima di Ippocrate, infatti, le cosmologie premitiche e mitiche con il loro impatto in medicina si fondano essenzialmente su rapporti di analogia che l’uomo antico aveva stabilito col suo ambiente e fu utilizzata da molte culture, inclusa quella Maya, Cinese, Greca, Indo-americana, e Indo-asiatica.

Fu Hahnemann, tuttavia, che per primo codificò la legge dei simili in una scienza medica e sistematica; egli dopo essere divenuto medico ed aver esercitato la medicina per alcuni anni, decise di interrompere la professione perché non condivideva pratiche mediche spesso drastiche e cruente, non sempre rispettose dell’uomo. Rinunciando ad esercitare la professione medica si dedicò all’attività di traduttore di testi scientifici. Proprio grazie a quest’attività nacque in Hahnemann la prima intuizione. Nel 1789, stava traducendo un libro di W. Cullen, uno dei più eminenti medici di allora. Cullen attribuiva l’efficacia della corteccia di china nel trattamento della malaria alle sue proprietà amare ed astringenti. Hahnemann, esperto chimico ed avido sperimentatore, non si accontentò della spiegazione, in quanto sapeva che esistevano molte altre sostanze più amare ed astringenti della china, ma non efficaci nella cura della malaria. Iniziò quindi a sperimentare su se stesso ripetute dosi di estratto di corteccia di china, finché ad un certo punto fu colpito da febbre, brividi ed altri sintomi simili alla malaria. Hahnemann pensò che dovesse esserci una correlazione tra la malattia e la pianta che ne causava gli stessi sintomi. Curioso e ricco conoscitore di botanica, chimica e tossicologia, provò su di sé e sui suoi più stretti collaboratori, altri farmaci e piante officinali in uso a quel tempo studiandone gli effetti e le reazioni, fino alla formulazione della dottrina omeopatica così come la conosciamo oggi.

Hahnemann

 

Nei successivi venti anni, infatti, egli stabilì le basi della “Materia Medica”. Hahnemann, all’età di soli 24 anni, poteva leggere e scrivere in sette diverse lingue. Egli tradusse 20 dei maggiori testi medici e scientifici, scrisse inoltre il quarto volume di una raccolta molto importante chiamato “Il Lessico Farmaceutico” che fu considerato uno dei testi di referenza standard per i farmacisti del suo tempo. I suoi lavori mettono in luce anche il suo coraggio e la sua libertà nell’esprimere senza paura le sue idee e nel mettere in dubbio le verità più comunemente accettate e le analisi dei medici più rispettati.


Nel 1796 Hahnemann scrisse circa le sue esperienze con la legge dei simili nel Diario di Hufeland, un diario medico rispettato in tutta la Germania. Nel 1798 Edward Jenner scoprì casualmente il valore di dare piccole dosi di vaccino a persone nel tentativo di immunizzarle contro il vaiolo. Mentre il lavoro di Jenner fu generalmente accettato in medicina ortodossa, la stessa cosa non accadde con il lavoro di Hahnemann. Vi fu così antagonismo verso Hahnemann e la sua nuova scuola medica, chiamata Omeopatia, che nacque un giornale chiamato “Anti-Homoeopathic Archives” o “Anti-Organon” (l'Organon è libro che Hahnemann scrisse come principale testo sull'arte omeopatica).

In particolare a provare antipatia per Hahnemann furono i farmacisti. Hahnemann, infatti raccomandava l’uso di una sola medicina a dinamizzazioni basse che richiedevano una lavorazione particolare. I farmacisti non potevano così vendere molte medicine, fonte per loro di forte guadagno. Hahnemann inoltre accusò i farmacisti di vendere ai pazienti medicine non sempre accuratamente preparate e spesso non adatte, ai soli fini di guadagnare denaro. Hahnemann cominciò a preparare personalmente le sue medicine, atto allora illegale in Germania. Hahnemann fu accusato dai farmacisti di speculare sui loro diritti e di dispensare illegalmente medicine. Fu arrestato a Leipzig nel 1820 e condannato agli arresti domiciliari.

Si trasferì a Kothen, dove ebbe un permesso speciale di praticare e dispensare le sue medicine dal Grande Duca Ferdinando, una della molte regalità europee che sostennero l’omeopatia.