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INTRODUZIONE

ALLA
MEDICINA OMEOPATICA
 
a cura del Dr. Francesco Siccardi (Medico Omeopata di Savona)

 

La Medicina Omeopatica si avvale di strumenti terapeutici naturali e non invasivi (il medicinale omeopatico diluito e dinamizzato) per guarire il malato non solo dalla patologia acuta e/o cronica, ma per restituire, allo stesso, quello stato di benessere ed equilibrio psicofisico necessario per una crescita sana e costruttiva del proprio essere.La costruzione del testo è articolata in modo da dare una successione sequenziale agli argomenti trattati, allo scopo di ottenerne una maggiore comprensione da parte di un lettore nuovo  a questa metodica medica. Pertanto, il lavoro è stato suddiviso in una prima parte dove si introducono i principi della Medicina Omeopatica, le Costituzioni Omeopatiche e la preparazione dei Medicinali Omeopatici (rimedi). La seconda parte del lavoro è dedicata alla terapia degli stati sintomatologici acuti 

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I principi fondamentali su cui si basa la dottrina medica omeopatica sono la sperimentazione pura sull’uomo “sano” e il principio di similitudine, ma spetta al medico di interpretarli in un percorso di esperienza che si arricchisce affinando le sue capacità di osservazione del malato. Hahnemann, infatti, diede enorme impulso alle sue concezioni insistendo sul fatto che quello che caratterizza un malato non sono unicamente i sintomi fisici o patologici che presenta, ma soprattutto i sintomi mentali, importantissimi nella considerazione e nella diagnosi di un malato. Ecco che, se i sintomi predominanti sono quelli che dominano il quadro clinico del paziente, i sintomi singolari, straordinari e caratteristici (key-notes), sono le modalizzazioni proprie del soggetto di esprimere il suo disagio morboso e rivestono una rilevanza fondamentale nell’assegnazione del rimedio “unico” idoneo a ripristinare lo stato di salute. Diventa allora evidente come la disamina della totalità dei sintomi evinti dall’osservazione del paziente e l’attenta valutazione della modalizzazione degli stessi, nell’acuto ma soprattutto nel cronico, siano la chiave di accesso all’interpretazione dello squilibrio miasmatico del malato e portino il medico alla scelta del rimedio “unico” i cui sintomi patogenetici, sviluppati dalla sperimentazione pura sull’uomo “sano”, siano i più corrispondenti a quelli del malato. Poiché molti fattori contribuiscono alla conoscenza del bambino: ereditari, costituzionali, miasmatici (predisposizione morbosa), mentali, generali e fisici, solo tenendo conto della totalità del quadro morboso generale si può prescrivere quel medicamento omeopatico (rimedio) che porta a guarigione (nel senso più ampio del termine) il piccolo paziente, secondo il principio di similitudine “similia similibus curentur”.