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MENOPAUSA E OMEOPATIA.

MENOPAUSA  E  OMEOPATIA.
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Sempre più spesso  e sempre più numerose le pazienti si affidano alle cure omeopatiche e bioterapiche ( fito – gemmo – oligoterapia ), ponendo limitazione all’uso di farmaci allopatici  per quel che riguarda la sfera menopausale in ginecologia. Anche perché con le cure omeopatiche si riesce benissimo a correggere le manifestazioni sintomatologiche di un disequilibrio dovuto all’interruzione del ciclo mestruale, quale si verifica in menopausa, che peraltro è uno stato fisiologico e non patologico della donna.


Il termine “menopausa” deriva dal greco e significa “cessazione del mese”, quindi termine della funzione mestruale, in quanto la natura della donna ha esaurito il numero di ovuli, predeterminato dalla nascita, per mettere  definitivamente a riposo la funzione riproduttiva. È quindi antifisiologico continuare a stimolare con messaggi endocrini  ( vedi pillola, cerotti estro-progestinici ) una funzione per se stessa quiescente. Diventa un danno non solo chimico ( in quanto l’ormone ha una sua importanza e va trattato con estrema cautela essendo l’estrogeno un ormone proliferativo per eccellenza ) ma e soprattutto un danno di funzione. È pur vero che spesso la donna si approccia in modo non equilibrato a questo suo delicato momento evolutivo in quanto spesso vive la fine della sua fertilità con vari disturbi che vanno dalla sfera psichica ( alterazioni lievi dell’umore fino a casi di depressione conclamata ) a quella fisica ( le più classiche : sudorazione, vampate di calore, disturbi del sonno, ecc…).

 

A questo proposito la medicina omeopatica interviene in maniera dolce ma decisa nel ristabilire l’armonia nei tre piani dell’essere donna e cioè : energetico, psichico, fisico.
Omeopatia deriva dal greco Omeios Pathos, cioè simile sofferenza, da cui si evince la legge di similitudine :  “similia similibus curentur”.
In pratica si cura un paziente con un rimedio ( il quale  origina da uno dei tre regni della natura : minerale, vegetale, animale ) che somministrato ad un paziente sano sviluppa dei sintomi. Ritrovati questi stessi sintomi e somministrando il rimedio omeopatico il paziente guarisce.
Per la medicina omeopatica il paziente esprime in modo del tutto personale il disequilibrio o malattia con sintomi caratteristici e peculiari, e quindi anche i sintomi della sindrome menopausale.

Esempio :
Se somministrassimo il rimedio omeopatico Lachesis ( che prende origine dal veleno di serpente ) ad una paziente sana svilupperebbe dei sintomi, quali :
Da un punto di vista mentale :
•    Egocentrica
•    Sospettosa
•    Gelosa
•    Loquace ( soprattutto verso sera )
•    Amante della compagnia

Da un punto di vista generale :
•    Non tollera colletti e cinture stretti
•    Migliora con le esonerazioni ( sudore, raffreddore, diarrea, mestruo, ecc… )
•    Migliora all’aria aperta e alla sera
•    I sintomi hanno prevalentemente una lateralità sinistra

Da un punto di vista fisico :
•    Senso di soffoco quando dorme
•    Vampate di calore e di sudore
•    Sonno non riposante
•    Ematomi spontanei
•    Emorroidi livide e bluastre
•    Metrorragie ( o mestrui emorragici )
•    Disturbi circolatori con labilità vaso-motoria.

Quindi se troviamo una donna che  sviluppa i sintomi menopausali con le modalità più sopra citate, la paziente guarisce e ristabilisce totalmente e definitivamente il suo equilibrio psico – fisico.
Tutto ciò senza l’uso di alcun farmaco estro–progestinico.

Questo è solo un esempio di terapia della sindrome menopausale con un rimedio omeopatico, ma ci sono tanti altri rimedi che ricalcano altrettanti quadri morbosi ( vedi Sepia, Sulphur, Thuya, Ignatia, ecc… ).

Tengo a precisare che l’omeopatia è stata definita “atto medico” al congresso nazionale della F.N.O.M.C.E.O. ( Federazione Nazionale ordini Medici Chirurghi e Odontoiatri ) nel maggio 2002. Ciò significa che l’omeopatia è un atto terapeutico che deve essere di uso medico, dove il clinico valuta caso per caso il rimedio da somministrare con le necessarie e opportune valutazioni chimico – cliniche.

Un altro aspetto molto importante da considerare in menopausa è l’alimentazione, in quanto il cibo può diventare mezzo di cura molto efficace per combattere un sintomo “spauracchio” quale l’osteoporosi.
Infatti carboidrati complessi ( pane, pasta, riso, dolci, pizza, grissini, gallette, polenta,  ecc… ) e le carni rosse contribuiscono ad acidificare il sangue che come si sa deve avere un pH costante. L’organismo cerca di neutralizzare l’acidità richiedendo bicarbonato di calcio il cui maggior deposito  è l’osso. Quindi un’alimentazione scorretta diventa una causa importante di osteoporosi e di indebolimento della trama ossea.
Perciò è consigliabile assumere 4 – 5 pasti al giorno dove la quota glucidica viene assicurata da frutta e verdura                 ( soia in particolare poiché è ricca di fito-estrogeni ) e la quota proteica che funge da matrice di sostegno dei tessuti, dall’assunzione di carni bianche di pesce in particolare e carni bianche in generale, associando formaggi freschi poco grassi quali ad esempio formaggette di capre o di pecora. Il tutto inaffiato da acqua e da una moderata ma costante attività fisica al 60 % della frequenza cardiaca massima.
Alla sera si possono assumere tisane di salvia, anch’essa ricca di fito-estrogeni.
Come si può notare esiste un mondo di cure naturali, cosiddette alternative ( solo perché non se ne conosce l’efficacia e alcune volte l’esistenza ), che possono arrecare solo benefici nel delicato equilibrio di una donna che esprime il suo cambiamento fisiologico in maniera unica ed irripetibile come la sua natura, senza forzare il delicato contraltare ormonale.
È riduttivo somministrare un ormone di sintesi quando è il ritmo stesso della vita che ne impone una drastica riduzione, soprattutto esistendo rimedi omeopatici molto più efficaci e sicuramente infinitamente meno dannosi.



Dott. Francesco Siccardi
Medico omeopata unicista (SV)

 

 

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