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Inviato da il in Omeopatia
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INIZIAZIONE ALL'OMEOPATIA: PER UN MANIFESTO OMEOPATICO

INIZIAZIONE ALL'OMEOPATIA
di Georges Broussalian
PER UN MANIFESTO OMEOPATICO

kent repertory

Tratto da:  James Tyler Kent "Repertorio della Materia Medica Omeopatica"

È sempre gradevole citare aforismi convincenti che si imprimono nella mente.
"Se è vero che non vi sono malattie, ma malati, è non meno vero che non esiste l'omeopatia ma omeopati".

L'uno drena, l'altro prescrive venti rimedi differenti, il terzo uno solo, quell'altro miscela le prescrizioni allopatiche ed omeopatiche, questo qui dà i semplici con i complessi; la varietà è tale che il neofita non comprende più niente, e scoraggiato, se ne ritorna all'allopatia che aveva tentato di lasciare. Questo flirt con l'omeopatia gli ha fatto scoprire altrettante esitazioni, incertezze, tentennamenti e soprattutto fantasie come nella prescrizione allopatica.
Senza volere entrare nel dettaglio né sollevare la legittimità o la validità delle differenti scuole, si può dunque affermare, con giusta ragione, che esistono tante omeopatie quanti omeopati. In questo nessuna meraviglia, poiché se noi desideriamo personalizzare i nostri pazienti e i nostri rimedi, perché il medico non dovrebbe individualizzarsi a sua volta?


Io non sono nemico dei semplici, questa è una terapia valida, ha il suo posto nell'arsenale a nostra disposizione per curare ed alleviare i nostri pazienti. Io non sono contro il drenaggio nella misura in cui può chiarire il caso o evitare l'aggravamento omeopatico. Ammiro la fede dei miei colleghi unicisti, come gli agopuntori, alla ricerca del solo e unico ago capace di guarire il paziente nella sua totalità. Sono, per contro, perplesso di fronte al pluralista che si spinge fino a prescrivere rimedi antidoti o incompatibili fra loro in insalata, alla grazia di Dio e a spese del paziente! Infine, sono inorridito nel vedere la macedonia omeopatica, allopatica e semplice di alcuni colleghi incerti.

Che dire inoltre di chi cerca il rimedio con il pendolo in congiunzione con gli astri, senza parlare di quell'altro che non cerca niente del tutto e che prescrive non importa cosa purché abbia forma omeopatica!
Tutto questo nuoce alla dottrina in generale e ai malati in particolare, rendendo scettici numerosi pazienti che si indirizzano all'omeopatia per essere curati da un male che eminenti colleghi non hanno guarito. Questi atteggiamenti ridicolizzano tutti, il medico allopata come il medico omeopata. Tuttavia, nonostante tutte queste scuole, tutte queste omeopatie, tutte queste rivalità di campanile, vi è una sola base intangibile e comune a tutti, una piattaforma essenziale senza la quale non potrebbe esserci omeopatia. Quest'area, questo piano comune, è il principio di similitudine. 

 

È arrivato il momento di proclamare alto e chiaro e di serrare i ranghi attorno a questo principio assoluto: "Ogni sostanza capace di determinare nell'uomo sano certe manifestazioni, è capace, nell'uomo malato, di fare scomparire le manifestazioni analoghe".
È qui il legame organico che unisce tutti i medici omeopati fra loro in modo solido, inalterabile, indefettibile. Questa legge è assoluta per tutti noi, essa è fondamentale e universale. Senza di essa non potrebbe esistere l'omeopatia.
Ora, senza nemmeno cercare di definire i corollari che derivano dal principio di similitudine, l'evidenza stessa nell'enunciato della legge esige di trovare la sostanza capace di determinare nell'uomo sano le medesime manifestazioni, vale a dire il simillimum. Bene, il solo modo di trovare il simillimum è di cercarlo!
È qui l'aspetto rigido e scientifico della nostra dottrina che non sopporta nessuna approssimazione nelle nostre prescrizioni. Se il simillimum viene trovato, esso agirà bene e il paziente potrà rapidamente guarire; al contrario, se il rimedio non è molto simile, il paziente non guarirà o tutt'al più avrà una passeggera attenuazione o sparizione di alcuni sintomi. Il rigore è obbligatorio nellaIniziazione all’omeopatia ricerca del simillimum, non si può barare, non ci si può accontentare del pressappoco, ciò non è
scientifico. È inutile togliere dei blocchi, istituire dei drenaggi se non si sono eliminate, prima di tutto, le cause occasionali delle malattie e se non si è cercato il simillimum con tutto lo scrupolo e l'attenzione necessari. È inutile parlare di costituzione o di temperamento, di provare ad intuire attraverso la complessione, il colorito o l'aspetto esteriore del soggetto, il rimedio che gli si deve prescrivere per guarirlo in profondità. Certamente, numerosi colleghi hanno realizzato dei lavori di enorme importanza, hanno fatto scoperte notevoli e inestimabili che sono per noi della massima utilità.
Come negare l'interesse della classificazione dei tipi, dell'evoluzione dei temperamenti, della realtà dei blocchi post operatori e degli shock traumatici? È altresì impossibile passare sotto silenzio la necessità del drenaggio o la somministrazione di un nosodo prima della prescrizione del rimedio di fondo (il grande, l'alto simillimum) per evitare in certi casi ogni aggravamento pregiudizievole
per il paziente. Lo studio delle classificazioni, delle costituzioni, dei temperamenti, ci permette di comprendere meglio i malati, di avvicinare meglio i nostri pazienti, di prevedere la loro evoluzione patologica, ciò che riveste un immenso interesse per noi. Inoltre, questi lavori ci hanno fatto cogliere le relazioni dei rimedi fra loro, facilitando ulteriormente una seconda prescrizione farmacologica.
Però, giammai e in nessun momento la conoscenza della costituzione, del tipo o del temperamento del malato ci deve dispensare dalla ricerca scrupolosa del simillimum. Su questa base solida e incrollabile è costituito l'edificio dell'omeopatia. La chiave, la ragione del successo che ci permette delle guarigioni insperate e tuttavia naturali è l'arte della ricerca di questo simillimum.

DAI SINTOMI AL SIMILLIMUM
1. SINTOMI LOCALI.
2. SINTOMI COMUNI.
a) patognomonici delle malattie,
b) comuni a numerosi rimedi.
3. SINTOMI CARATTERISTICI, RARI, PERSONALI.
a) Sintomi caratteristici mentali,
volontà e desideri umani (disperazione, disgusto della vita, suicidio, pensieri di morte, avversioni
e fobie, comportamento sessuale, passioni),
malattie conseguenza di traumi emotivi,
intelligenza, comprensione, intelletto (deliri, persecuzioni, memoria, ideazione, concentrazione).
b) Sintomi caratteristici fisici.
modalità particolari di sintomi comuni,
secrezione (scoli),
c) Sintomi anomali, bizzarri, strani.
d) Sintomi guida.
4. SINTOMI GENERALI.
Reazioni generali, termoregolazione, sensibilità, esagerazioni ed errori di giudizio di valore,
grandezza, dimensioni.
Sonno e sogni, organi di senso, allucinazioni.Iniziazione all’omeopatia

Così, sbarazzati da ogni idea preconcetta, guidati soltanto dai "principi chiari ed intellegibili" il cui fondamento è scientifico, affronteremo la parte rilevante dell'arte sanitaria, la determinazione del simillimum o del rimedio da prescrivere.
Inutile insistere sulla fonte di questi sintomi: il medico a volte può osservarli lui stesso: l'agitazione, la mimica durante le risposte ne sono degli esempi. Qualche volta i parenti riferiscono certi sintomi che permettono di precisare il comportamento del paziente. Infine, e soprattutto, il paziente nel corso della visita e durante l'interrogatorio divulga dei sintomi dove si rivela l'arte del medico omeopata. Lo studio dei sintomi umani è complesso e difficile, non si tratta di anatomia patologica o di necropsia, si tratta di uno studio vivente, reale, che investe il soggetto globalmente e che lo caratterizza per intero. In linea di massima si può affermare che i sintomi in rapporto con l'anatomia regionale esterna e tessutale sono spesso locali.

Per contro, più i sintomi toccano il soggetto in profondità e nelle sue manifestazioni interne, più essi diventano allora generali.

1) Sintomi locali
Riguardano il malato rispetto ad una delle sue parti e non nella sua totalità. Per questo fatto, questi segni hanno un valore scarso. Nessun sintomo locale, per quanto molto rilevante, potrà cancellare od eliminare un sintomo generale. Così un soggetto che trova in Bryonia il suo rimedio specifico - il simillimum - sarà aggravato dal freddo, dall'aria fredda o in generale prendendo freddo.
Tuttavia, se si prende in considerazione Bryonia in una particolare manifestazione locale (come ad esempio il mal di denti), in quel caso vi sarà un miglioramento con l'acqua fredda: questa modalità locale contrasta dunque con il senso generale del rimedio, che è aggravato dal freddo. Ma questo fatto non è sufficiente per farci escludere il rimedio in questione, visto che la modalità locale si annulla di fronte al profilo generale. È necessario "impregnarsi" di queste nozioni, e non servirsi di sintomi locali che sono superficiali e di scarso valore ai fini di una prescrizione omeopatica generale e globale.
È interessante tuttavia sapere che diversi sintomi locali possono ricondurre ad un sintomo generale di più alto valore. Si prenda il caso di un malato che lamenta un forte senso di bruciore e di calore alle estremità degli arti superiori, di quelli inferiori e del viso. Questi sintomi locali, quando ve ne siano almeno tre della stessa natura, diventeranno un sintomo generale. E infatti, se un senso
di bruciore localizzato ai piedi costituisce un fenomeno scarsamente caratteristico quando è presente da solo, esso corrisponderà al contrario al soggetto nel suo complesso se quella sensazione è presente anche al viso ed alle mani. In questo caso, si potrà dire che il malato presenta in tutta la persona un senso di bruciore e di calore: questo sintomo, soggettivo e locale, è divenuto un sintomo generale caratteristico e come tale dovrà essere ricercato nel Repertorio, non più nelle parti in questione (Estremità o Faccia) bensì rilevato dalla sezione dedicata alla Pelle in genere (P).
Consideriamo il caso di un soggetto che presenti un dolore sciatico somigliante a dei pizzicamenti, una cefalea con senso di pizzicamento ed anche dei dolori pinzanti nella regione cervicale. Questi tre sintomi locali diventano un sintomo generale, e bisognerà ricercare il simillimum nel capitolo dedicato ai Sintomi Generali (S.G.).
L'arte del medico nello stabilire l'osservazione e nel ricercare i sintomi consiste nel trovare delle valutazioni simili che facciano ascendere i sintomi da un livello inferiore ad un grado superiore di più grande utilità; si tratta di una forma di gerarchizzazione dei segni che fa elevare dei sintomi banali al rango di sintomi generali.Iniziazione all’omeopatia

2) Sintomi comuni
Sono due tipi: sintomi patognomonici che si trovano in relazione con la malattia e sintomi comuni a diversi rimedi. Allo stesso modo dei segni locali questi sintomi si trovano alla base della scala, e sono di scarsa utilità in sé e per sé ai fini di una prescrizione omeopatica. Anche qui l'arte del medico consisterà nel valorizzare quei sintomi comuni già in partenza.
I SINTOMI PATOGNOMONICI DELLE MALATTIE - come ad esempio il segno di Köplick, la papula dell'orticaria, i tradizionali punti dolorosi attorno alle parotidi negli orecchioni o l'anosmia dell'ozena - sono tutti segni comuni per il medico omeopata. Questi sintomi "firmano" e definiscono le malattie: l'ozena, il morbillo, l'orticaria e gli orecchioni a seconda dei casi. Ma essi non ci forniscono alcuna indicazione circa il morbillo del nostro malato o l'orticaria del nostro paziente.
Questi sintomi fanno parte dei quadri nosologici generali che descrivono le malattie indipendentemente dai malati, senza tener conto delle loro reazioni, delle loro sensazioni personali o del loro psichismo. Ciò non esclude assolutamente la conoscenza dei segni patognomonici delle malattie; al contrario, una simile conoscenza è indispensabile al medico. Bisogna essere competenti per poter stabilire l'evoluzione di una febbre tifoidea o di un'asma; bisogna saper diagnosticare un morbo di Bright, vale a dire è necessario essere prima di tutto un buon clinico per poter essere un omeopata valido. Non si può essere un omeopata eccellente ed un cattivo medico, non è possibile: o si è un buon medico o non si è nulla. È importante precisare questo concetto, poiché si è preteso - a torto - che poiché la medicina hahnemanniana avrebbe un carattere puramente sintomatico, non sia necessario essere medici per praticarla con successo. Sono stati i nemici dell'omeopatia ad estrapolare la terapia condotta tramite l'utilizzazione dei simili dalla medicina, in modo da sminuirla e lasciarla così ai ciarlatani privi di scrupoli come di qualunque conoscenza scientifica.
L'omeopata, invece, è prima di ogni cosa un medico che conosce a perfezione i sintomi clinici delle malattie ed è in grado di distinguere, nel suo paziente, ciò che devia dalla norma e ciò che invece gli è personale nella sua affezione. In mezzo ai sintomi patognomonici comuni, bisogna essere capaci di discernere ciò che è peculiare al malato, ciò che caratterizza lui e non un altro paziente. Saranno questi segni personali a guidarci e ad indicarci la prescrizione omeopatica. Così, un piccolo ammalato affetto da pertosse presenterà i segni patologici comuni della malattia: il canto del gallo, gli attacchi notturni e i vomiti frequenti. Ma un omeopata accorto si renderà conto che il bambino presenta un sintomo singolare e personale, come ad esempio il sopraggiungere del singhiozzo conseguente ad un attacco. La tosse, patognomonica, è constatazione banale e comune in tutti i casi di pertosse. Ma la comparsa del singhiozzo al termine di ogni attacco rivela un segno caratteristico del nostro piccolo ammalato. E come tale, questo segno ha un grande valore, ci è di un aiuto inestimabile in quanto ci servirà nella prescrizione del rimedio efficace consultando il Repertorio. 

Infatti solo un rimedio, presenta tra quelli della materia medica, questa particolarità del singhiozzo dopo l'accesso di tosse: questo rimedio, che guarirà il nostro giovane malato in maniera naturale, rapida e completa è Tabacum (ST). Per illustrare ancora meglio questi concetti, prendiamo in esame il caso di un'epidemia di influenza. I segni patognomonici, di osservazione comune, si riscontreranno in tutti i malati che ne sono colpiti, ma il clinico omeopata attento ed esperto dovrà individuare attraverso di essi quelli peculiari del suo paziente. Questo soggetto influenzato, febbricitante e freddoloso, è sepolto sotto una catasta di coperte ed è assalito da forti brividi non appena esce le mani dalle coltri. Il quadro di una banale influenza viene così valorizzato dalla comparsa di brividi febbrili di freddo quando il malato esce le mani dalle coperte. I rimedi indicati si trovano nel Repertorio: Baryta Carbonica sarà spesso un vecchio iperteso, dalla facies pallida e smarrita. Hepar Sulfur comincerà a tossire non appena lo si scopre, ed avrà la sgradevole tendenza ad esagerare i suoi dolori e la sua malattia. Il suo sistema nervoso, ipersensibile, contrasta con laIniziazione all’omeopatia viscosità e la rigidità di Baryta Carbonica. Rhus Toxicodendron si riconoscerà facilmente: il più delle volte si tratterà di un soggetto giovane che presenta un'influenza dopo essersi esposto alla pioggia, assieme ad indolenzimenti febbrili ed un'agitazione caratteristica che gli farà ricercare una posizione gradevole nel suo letto. I tre malati presenteranno come sintomo comune quello di avere brividi intensi o addirittura un vero e proprio tremore non appena escono le mani fuori dalle coperte.
Il medico omeopata, ottimo clinico, sarà in grado di individuare immediatamente il rimedio corrispondente ad ognuno dei tre ammalati. L'arte del medico consisterà nell'osservare - al di là dei segni patognomonici comuni dell'influenza o della pertosse - l'impronta personale che caratterizza la malattia, che la individualizza. Così la conoscenza della natura individuale di ciascuna malattia sarà indispensabile per la scoperta del rimedio e per la prescrizione omeopatica, attraverso dei segni patognomonici comuni.


ALTRI SINTOMI SONO COMUNI A MOLTI RIMEDI OMEOPATICI. Qui non consideriamo più i segni patognomonici di una malattia diagnosticata, ma la constatazione banale di sintomi quali la stipsi, la sete, la febbre, l'insonnia o il prurito. Questi sintomi sono detti "comuni", in quanto numerosi rimedi della Materia Medica li presentano. La sete è stata riscontrata nella patogenesi di oltre 200 rimedi; la stipsi ne comporta almeno altrettanti, l'insonnia 50 in più e le vertigini si ritrovano in più di 300 farmaci appartenenti al Repertorio. Ancora una volta, l'arte del medico omeopata consisterà nell'individualizzare questi sintomi comuni in modo da renderli singolari e caratteristici, cosicché essi diventino d'aiuto nella ricerca del simillimum. Così, la diarrea sintomo comune acquisterà un valore se si manifesta in seguito all'assunzione di latte oppure dopo aver mangiato della frutta, o ancora semplicemente a causa di uno spavento. La sete, di frequente constatazione, sarà un sintomo interessante se è contraddistinta dall'assunzione di piccole quantità d'acqua ogni volta. Al contrario, l'assenza di sete nel corso di una febbre intensa diventerà un fatto singolare ed il rimedio che guarirà il malato si ritroverà in quella sezione del Repertorio (ST).

Il prurito, di scarso valore, diventa altamente significativo se si manifesta unicamente al calore del letto, e se spinge alla disperazione il malato (P). Il pianto è un sintomo comune, ma diviene individuale e caratteristico se si tratta di una donna che piange descrivendo la sua malattia (PSI). Non è il caso di insistere oltre sull'argomento: qualunque sintomo comune deve essere
individualizzato in rapporto al soggetto malato. Senza di ciò, tutti questi segni sono trascurabili e privi di qualsiasi valore: essi sono applicabili a tutti i malati in genere, e non specificamente al paziente che attende dalla nostra scienza la guarigione. Non esiste un rimedio per l'influenza, come non vi sono rimedi per la stipsi o per l'insonnia: esiste un simillimum di cui bisogna andare alla
ricerca per ristabilire la salute nel suo insieme. 

3) Sintomi caratteristici
Insieme ai sintomi generali, sono quelli che interessano maggiormente al medico omeopata.
Andare alla loro ricerca è difficile: occorre, oltre alle consuete doti dell'osservazione e della perspicacia, un "fiuto" innato, un senso clinico affinato e indispensabile, oltre ad una costante ricerca e ad un interrogatorio serio e non tendenzioso, per poter giungere all'isolamento di alcuni sintomi caratteristici che aiuteranno nella prescrizione del simillimum efficace. I sintomi caratteristici sono in genere rari; sono individuali, sono quelli che personalizzano il paziente, nella sua parte più profonda. Sono dunque i sintomi umani più puri, più inattesi, più intimi. Per comodità e per chiarezza espositiva, si preferisce descrivere dei sintomi caratteristici mentali e fisici; in seguito vedremo i casi particolari dei sintomi-chiave e di quelli strani e non abituali. Ben prima della psicoanalisi e della medicina psicosomatica, gli omeopati sapevano apprezzare il valoreIniziazione all’omeopatia dei sintomi mentali, e soprattutto essi erano già ammirevolmente armati per combattervi efficacemente contro.

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I SINTOMI MENTALI CARATTERISTICI si trovano al vertice della gerarchia dei segni e dei valori di cui andiamo alla ricerca. Qualunque modificazione del comportamento o dello stato mentale del soggetto, durante o in seguito ad una malattia acuta o cronica, assume un'importanza di primissimo piano. Il soggetto temerario e intrepido attira la nostra attenzione se diventa codardo o timido; quello gelosissimo e sospettoso che si trasforma progressivamente in apatico o indifferente ci interesserà molto. A volte, sarà il soggetto perennemente agitato a trasformarsi in un essere affettuoso, pieno di dolcezza e di tranquillità a farci riflettere. Ecco così altrettante trasformazioni del carattere e del comportamento che costituiscono, se marcate, dei sintomi mentali caratteristici che ci mettono sulle tracce del simillimum.
Sono i sintomi mentali che colpiscono la volontà e i desideri dell'uomo ad essere quelli più caratteristici. Infatti, l'uomo manifesta la sua individualità essenzialmente attraverso i suoi desideri, la sua volontà, ciò che ama o ciò che detesta. Quando il malato ha perduto il gusto di vivere, quando è disperato, quando è depresso o quando invoca la morte, e ancora quando pensa al suicidio, sono le parti più intime della sua anima ad essere colpite dal male che combatte loro contro. Bisogna assolutamente individuare questi segni con pazienza, andare alla ricerca della disperazione, del disgusto per la vita, delle idee suicide, dei pensieri di morte, dei presentimenti funesti, delle varie avversioni e fobie. È lì che bisogna anche inserire la sensualità, desideri ed avversioni sessuali, le passioni più evidenti e più intense. A questo livello, sempre il più alto, si localizzano le malattie conseguenti a traumi affettivi o morali: amori delusi, contrarietà, sgarbi, dolori, cattive notizie. Nell'indice analitico della sezione "Psichismo" si trova un elenco dettagliato delle malattie conseguenti a traumi mentali.
Qualunque sistematizzazione affrettata e priva di riflessioni è pericolosa: non bisogna concludere, dopo aver letto quanto sopra, che tutti i sintomi mentali sono automaticamente caratteristici, perché ciò è falso. Se è vero che i sintomi mentali sono quelli più importanti, è anche vero che per ottenere la loro "promozione" e diventare sintomi caratteristici essi dovranno segnare profondamente il soggetto. Così la banale gelosia, comune o limitata, ci interessa poco. Non siamo forse tutti un po' gelosi? Ma la dolce sposa che fruga in maniera discreta e sistematica le tasche del marito sera dopo sera, che odora la sua biancheria, che con cura e minuzia va alla ricerca dei capelli femminili, che non tollera la presenza di nessuna donna nella cerchia di gente frequentata da suo marito e che scatena delle scenate spaventose per una conversazione anodina, per un sorriso, per un ipotetico occhiolino, allora questo va preso in considerazione perché la gelosia di questa signora diventa un fatto caratteristico. Esattamente come il rispettabile marito che parte per lavoro o per un viaggio e che, torturato nel più profondo di se stesso, rientra precipitosamente per tentare di cogliere in fallo la sua signora. Lo stesso avviene per tutte le passioni: esse acquistano valore solamente nella misura in
cui ci portano a riflettere, o ci fanno esitare e cercare. La musoneria, la suscettibilità, la riservatezza, la calma sono tratti umani di facile riscontro, ma l'immusonirsi per un nonnulla, la suscettibilità stuzzicata da una sciocchezza, la riservatezza di fronte a circostanze drammatiche, la calma olimpica in mezzo alla tempesta diventano tratti e sintomi caratteristici. Una ragazzetta gracile che si mette a piangere quando le si annuncia una buona notizia, rivela un sintomo comune dato che essa piange con altrettanta foga e intensità di fronte alla minima contrarietà, per un gatto investito o peri guai della sua vicina di pianerottolo. Ma al contrario l'atleta virile o lo scaricatore di mercati generali, certissimo della propria forza, della sua abilità o della sua potenza, il tipo stoico che non si lascia sfuggire neanche una lacrima di fronte alle peggiori avversità, che finisce col commuoversi, col piangere o con l'ammalarsi in seguito ad una grande gioia, avrà in questo segno un sintomo mentale caratteristico. È là che risiede l'arte del medico, là che l'accuratezza è conveniente, là che laIniziazione all’omeopatia sfumatura è sovrana. Allo stesso modo, converrà prendere in considerazione l'avidità, l'umore,l'egoismo, l'irritabilità, i capricci, l'ostinazione, la contraddizione, l'impazienza, l'odio, il coraggio, la temerarietà, la timidezza! E questo elenco non ha limiti, sarà sufficiente consultare il Sommario della sezione dedicata allo Psichismo per ottenere un inventario più dettagliato.

Ma prima di precipitarsi all'esame del Repertorio o di prendere visione di dotti trattati è necessario essere in grado di valorizzare i sintomi. Per concludere, ecco due altri casi illuminanti riguardo ai sintomi mentali che ci permetteranno di trarre delle conclusioni molto importanti. Prendiamo il caso di una persona all'apparenza timida e taciturna che si trovi nell'ambulatorio di un medico durante una visita, oppure in un ambiente ostile. Questa stessa persona potrà essere al contrario vispa, loquacissima e piena di vivacità in un'atmosfera diversa. Qui nessun segno è caratteristico, né la loquacità né il silenzio. L'unico sintomo certo e valido è senz'altro l'atteggiamento rigido, altero e sterile del medico che dirige l'interrogatorio alla maniera di un giudice istruttore severo di fronte ad un criminale. 

Per finire riferiamo il caso di quella donna, ancora giovane, la cui loquacità sfiora la logorrea: veniamo inondati, sommersi e ben presto ubriacati dalle sue parole, frasi, aneddoti, sintomi all'infinito. Questa chiacchierona ci racconta che di sera, contrariamente a quanto accade durante il giorno, si sente male, diventa triste e silenziosa. Con un po' di tatto e di abilità, ci sarà facile indovinare!
La nostra paziente ammetterà, spesso con molta facilità, che la sera non scambia neanche una parola col marito per la semplice ed unica ragione che essa lo detesta dal più profondo del cuore. Il sintomo più caratteristico non è la loquacità della donna, è la sua avversione per il marito. Bisognerà ricercare i sintomi caratteristici del comportamento sessuale, che ci forniranno più indicazioni di quante non ce ne dia la loquacità superficiale della donna.
Così, in conclusione: per quei sintomi mentali che colpiscono i desideri e la volontà umana si impone la massima prudenza, e non bisogna utilizzarli alla rinfusa. Come per i sintomi comuni, è necessario individualizzare i sintomi mentali, personalizzarli ed utilizzare soltanto quelli che sono realmente caratteristici del soggetto e molto marcati. Tutti i sintomi mentali comportano delle trappole che bisogna essere in grado di scoprire e rendere inattive. La ricompensa si otterrà a questo atto: è necessario un acume, una sottigliezza per poter scorgere al di là delle apparenze quello che è profondo e caratteristico. L'arte del medico risiede in questo, poiché la scienza da sola non è sufficiente per risolvere le situazioni complesse o difficili degli essere umani.
Immediatamente al di sotto di questi disturbi collegati ai desideri ed alla volontà dell'uomo si trovano quei sintomi mentali che sono in rapporto con l'intelligenza, l'intelletto e la comprensione. Tra questi, troveremo principalmente dei sintomi comuni quali la memoria, l'ideazione, la concentrazione o ancora i deliri e le idee di persecuzione. In breve, tutto ciò che concerne l'intelligenza e l'intelletto nelle funzioni fondamentali del pensiero, al di là del livello fisico e materiale. Anche qui tutti i sintomi dovranno essere individualizzati e personalizzati per poter diventare a loro volta caratteristici. Abbiamo già studiato a lungo questa valorizzazione dei sintomi comuni di scarso valore in sintomi caratteristici del più alto interesse.


I SINTOMI FISICI CARATTERISTICI sono anch'essi rari, come quelli mentali caratteristici, e vanno ricercati con cura. Spesso si tratta di modalità particolari di sintomi comuni. La cefalea è un sintomo comune, ma la cefalea che sopraggiunge in seguito ad uno sforzo di sollevamento, alla luce artificiale oppure andando in automobile diventa un sintomo fisico caratteristico. Nel Repertorio si ritroveranno i rimedi corrispondenti: Rhus Toxicodendron per lo sforzo, Sepia per la luce e Cocculus per il mal d'auto. Anche qui deve essere la massima prudenza a guidarci nella prescrizione dei rimedi. Infatti, se ci si rifà alla rubrica dedicata alle cefalee conseguenti ad uno sforzo di sollevamento, si noterà oltre a Rhus Toxicodendron la presenza di altri otto rimedi al secondo grado.Iniziazione all’omeopatia 

È fondamentale prendere in considerazione anche questi, specialmente se abbiamo un altro sintomo caratteristico più importante e più profondo, come ad esempio la paura di impazzire. In questo caso, Rhus Toxicodendron verrà eliminato e due soli rimedi coprono per intero i segni della nostra ammalata: Calcarea Carbonica e Graphites. A quel punto sarà facilissimo, a seconda
dell'abbondanza e della frequenza delle mestruazioni, individuare il simillimum efficace. Infatti, Calcarea Carbonica presenta mestruazioni anticipate e molto abbondanti, mentre Graphites è al contrario piuttosto oligomenorroica e spaniomenorroica. Spesso è Calcarea Carbonica ad andare soggetta a numorose piccole fobie. Come esempio di sintomi fisici caratteristici, segnaliamo ancora le vertigini provocate dal caffè, o quelle latero-pulsanti che obbligano a piegare la testa dal lato sinistro o che fanno cadere il malato da un lato o dall'altro. In un campo differente, ricorderemo la diarrea che sopraggiunge dopo l'ingestione di latte, o il dolore retro-sternale tossendo, o ancora i dolori mammari scendendo le scale.
Le secrezioni possono costituire dei segni caratteristici di grande importanza, e dunque è necessario determinare la natura, il colore, l'aspetto fisico, la consistenza e le modalità. Così le leucorree, ad esempio, trascendono il quadro dei sintomi locali in quanto riguardano l'organismo nella sua totalità. Se tali perdite sono d'origine infettiva, sarà chiamata in causa l'immunità del soggetto, la sua incapacità a difendersi, la sua ricettività morbosa. Se la causa è d'origine endocrina, sarà facile scoprire delle alterazioni ovariche, ipofisarie ed anche corticali. Per quanto riguarda gli scoli della sinusite, si è sostenuta la loro origine allergica; il che significa che si tratta di sindromi profonde dalle molte cause, e che non si localizzano solamente alla mucosa nasale o a quella cervico-vaginale. Dunque è assolutamente ridicolo, nella maggior parte dei casi, affrontare gli scoli con dei trattamenti locali. Bisogna guarire il soggetto nel suo complesso, e guarire è più difficile che sopprimere una secrezione o uno scolo.


Gli omeopati sono coscienti di queste cose già da molto tempo, e la nozione di terreno e quella di intossinazione riconducono in maniera perfetta gli scoli alle loro cause reali e profonde. Hahnemann fece la geniale scoperta eziologica dei tre miasmi cronici fondamentali: psora, sicosi e sifilide. La psora in particolar modo ingloba numerose affezioni differenti, che figurano nei trattati di patologia quali "malattie singole, distinte e indipendenti le une dalle altre". È molto strano notare, durante l'evoluzione di una malattia cronica, la ricomparsa di uno scolo rettale, vaginale od uretrale. Un serio studio dell'anamnesi ci informerà allora che è sempre presente nei trascorsi uno scolo simile a quello, oppure una gonorrea curata in maniera intempestiva e teoricamente guarita da massicce dosi di antibiotici. L'episodio più significativo che mi è stato dato di osservare in quest'ambito, è il caso di una donna curata per una colecistite litiasica e dolorosa di vecchia data, con una considerevole alterazione del suo stato generale. Alcuni mesi dopo l'inizio del trattamento omeopatico, contemporaneamente ad un progressivo miglioramento si manifestò uno scolo anale purulento, con un tragitto fistoloso decisamente netto. La paziente era al massimo dell'angoscia, poiché le altre volte tutto aveva avuto inizio con un ascesso anale seguito da svariati e reiterati interventi per chiudere quella fistola inopportuna. Quando alla fine, dopo varie prodezze, il bisturi aveva apparentemente trionfato, era sopraggiunta una sostituzione più profonda: la colecistite con tutto il suo strascico di crisi addominali, disturbi intestinali, emicranie e vomiti violenti. Tutto quest'insieme traduceva la generalizzazione e l'aggravamento della malattia primitiva già a manifestazione locale ed esterna. Quella marcia indietro verso la ricomparsa dello scolo anale purulento evidenziava il cammino della malata verso la guarigione. E difatti, senza prescrivere null'altro se non il suo simillimum di fondo ripetuto per diverse volte, secondo la necessità, si arrivò all'esaurimento dello
scolo, evitando di ricorrere al tanto temuto ferro. Per la legge di Hering, la guarigione è stato portata avanti in maniera naturale e molto rapidamente procedendo dall'alto verso il basso e dall'interno verso l'esterno.Iniziazione all’omeopatia

Così, è bene accordare agli scoli un posto d'onore, quando è possibile elevarli al rango di segni caratteristici. In questo caso essi individualizzeranno il malato, per cui andranno rispettati e dovranno scomparire solamente in seguito ad un miglioramento del suo stato generale. La loro scomparsa denuncerà la guarigione. Ma qualunque sintomo o localizzazione metastatica profonda che si sostituisca ad uno scolo superficiale costituisce un aggravamento temibile, che pregiudica la salute del nostro paziente. In quel caso, bisognerà riconsiderare molto seriamente la nostra osservazione al fine di rivedere la prescrizione fatta precedentemente, che senz'altro risulterà errata. Kent ha molto insistito, allo scopo di far risaltare dalla sintomatologia del malato i segni anormali, bizzarri, originali o inconsueti. In realtà, si tratta semplicemente di particolarità di segni caratteristici da noi già studiati abbondantemente. Facciamo qualche esempio: la febbre senza sete oppure l'estrema aridità della bocca senza che sia presente la sete costituiscono dei sintomi inconsueti e caratteristici. Il desiderio di cose strane - carta, legno, gesso - è un sintomo bizzarro. È
abbastanza particolare il fatto che un accesso di tosse abbia termine con uno sbadiglio o con un singhiozzo sonoro, come è abbastanza curioso vedere esordire un attacco con una rigidità delle estremità. Non è raro sentire che un malato si lamenta di avere un piede caldo e l'altro freddo. 

Spesso si può riscontrare una faccia calda in contrasto con le mani o con l'intero corpo freddo. Anche l'aggravamento dei sintomi psichici o di quelli fisici sotto l'influenza della consolazione è un fatto molto singolare. Tuttavia, è perfettamente umano e naturale ricercare in determinate persone la consolazione durante la crisi d'ansia, d'angoscia o di tristezza che ci affliggono. Però è altrettanto strano incrementare il pianto, agitarsi più di prima o anche semplicemente respingere in maniera ferma e brutale qualsiasi tentativo di consolazione proveniente da persone della nostra cerchia, che in condizioni normali amiamo e verso le quali nutriamo un sincero affetto!
Così, questi segni originali, strani od inconsueti sono molto semplicemente dei segni mentali o fisici caratteristici, e come tali sono interessantissimi se si accordano con i sintomi generali. Il più delle volte, questi segni bizzarri ed inusuali non hanno motivo di essere se non quello di condurci alla riflessione, cosa che li valorizza e li rende caratteristici.


I SINTOMI-GUIDA O "KEY-NOTES" DEGLI AUTORI ANGLOSASSONI sono anch'essi dei segni caratteristici particolari. Si tratta di segni rari, spesso dissimulati o mascherati, senza un rapporto diretto con la malattia lamentata dal paziente. Per questo motivo, il soggetto ritiene che si tratti di fatti privi d'importanza o insignificanti, passandoli sotto silenzio in modo quasi sistematico come del resto avviene per la maggior parte degli altri segni caratteristici.

Questi sintomi-guida ci riconducono sempre ad un unico e solo rimedio della Materia Medica, il solo che presenti nella sua patogenesi quel famoso sintomo caratteristico. È come una chiave speciale dalla foggia strana in grado di aprire una unica serratura, una sorta di rimedio specifico per il suo sintomo rivelatore particolare. Ricordiamo così la stipsi di Causticum, le cui feci fuoriescono più facilmente quando il malato si trova in posizione eretta! Comocladia Dentata pretende che il suo occhio destro sia più grosso del sinistro, ed il più delle volte senza che sia presente una qualsiasi affezione oculare deformante. Il delirio o l'attacco di malinconia di Argentum Nitricum, durante i quali il malato chiude gli occhi, è altrettanto significativo. L'ansia o addirittura i malesseri scatenati da qualunque movimento verso il basso costituiscono un sintomo chiave per la prescrizione di Borax. La diarrea violenta, i dolori addominali o le coliche intense dopo aver mangiato del melone richiedono Zingiber. Pertanto, i sintomi-chiave sono in linea teorica il riflesso ideale della personalizzazione e della caratterizzazione di cui stiamo andando alla ricerca. Tuttavia, bisogna fare attenzione e non perdere di vista il fatto che stiamo curando un ammalato e non un sintomo specifico. Far scomparire un sintomo non significa aver guarito il malato: "questi due termini non sono affatto sinonimi",
diceva Kent. Che il malato affronti la sua depressione morale malinconica con gli occhi chiusi o spalancati, questo fatto ci fa fare pochi progressi! Che egli possa precipitarsi con la sua automobile aIniziazione all’omeopatia velocità sostenuta giù per le discese, o prendere l'ascensore per scendere in strada, poco gli importa se la sua emicrania tenace lo tiene inchiodato al letto sempre con maggior frequenza! E che importa, infine, se le feci fuoriescono più facilmente stando seduti o in piedi?
Eccoci a cozzare contro lo scoglio delle sistematizzazioni, delle teorie male interpretate e mal applicate. Se Argentum Nitricum non copre gli altri sintomi caratteristici del malato, o se è smentito dai suoi sintomi generali, è inutile fare la prescrizione di quel rimedio: il delirio o la malinconia continueranno, magari con gli occhi spalancati! Al contrario, se il nostro depresso è aggravato dal
calore o la notte, se i suoi sintomi sono aggravati dallo zucchero, se egli ha desiderio d'aria aperta o di bagni freddi, allora Argentum Nitricum sarà il rimedio da prescrivere. Così i sintomi-chiave potranno guidarci nella ricerca del simillimum, ma per prescrivere quest'ultimo bisognerà conoscere la Materia Medica al fine di evitare degli insuccessi clamorosi, malgrado l'apparente valore del sintomo isolato. Non perdiamo mai di vista il fatto che curiamo un malato nella sua totalità, e non tentiamo di individualizzare in maniera eccessiva verso una strada senza sbocco, allontanandoci dai segni generali maggiori o caratteristici che sono della massima importanza. 

4) Sintomi generali
Potremmo definirli come caratteristiche o modalità generali proprie di ogni individuo. Questi sintomi sono quelli più importanti, assieme ai sintomi caratteristici mentali, per la determinazione del simillimum profondo, e possiedono un sicuro valore eliminatorio. Non si può prescrivere un rimedio che contrasta con un sintomo generale marcato. È inutile dare Arsenicum ad un soggetto che presenti un aggravamento generale al calore. Invece, abbiamo già visto come un sintomo locale, per quanto marcato esso sia, non possa in nessun caso occultare o eliminare un sintomo generale. Tra i sintomi generali più importanti ricordiamo: le reazioni generali di ciascun individuo al caldo, al freddo, agli agenti atmosferici. La sezione "Sintomi Generali" comprende un Sommario ed un indice analitico ai quali sarà agevole attingere tutto ciò che può esserci utile. Non dimentichiamo, nell'ambito delle reazioni individuali, l'ipersensibilità ai rimedi (SG), al dolore (SG), ed a volte l'assenza di dolori che è al contrario fortemente caratteristica in altri soggetti (SG). La tendenza ad esagerare o a minimizzare i sintomi è un sintomo generale poiché interessa l'individuo nel suo
complesso, come del resto i giudizi di valore: errori di misurazione, di proporzione o sensazione che il tempo passi troppo veloce o troppo lento. Segnaliamo anche le lateralità, i sintomi incrociati, le periodicità generali, gli orari e le modalità principali: cammino, pressione, bagni, abiti, ecc. Un posto a se stante va riservato alle modalità alimentari, che non vanno confuse con le avversioni o
con i desideri; queste ultime due modalità vengono prese in considerazione nella sezione dedicata allo Stomaco (ST).
In effetti, un soggetto potrà provare un intenso desiderio di dolciumi senza poterne tuttavia mai mangiare a causa di un aggravamento dei suoi disturbi gastrici, delle sue emicranie, del prurito o del suo stato generale nel complesso. Al contrario, un altro ammalato potrà non mangiare mai carne non perché abbia constatato un disturbo qualunque imputabile a questo tipo di alimento, bensì a causa di una profonda avversione, di un disgusto intenso. Le sfumature sono sempre una necessità  nell'esercizio della nostra arte, ed abbiamo già visto in maniera dettagliata quanto siano indispensabili questo atteggiamento e quest'intuito. 

L'unica regola da seguire, la sola legge matematica da applicare - se ci è consentito l'uso di questo termine scientifico a proposito della valutazione di sintomi umani, viventi - è costituita dalla condizione di avere almeno tre aggravamenti o miglioramenti locali diversi gli uni dagli altri, per poter stabilire ed erigere una modalità generale di aggravamento o di miglioramento relativa all'agente o alimento considerato. Così, la diarrea provocata dal latte sarà da ricercare nella sezioneIniziazione all’omeopatia Feci (RF); tuttavia, se il latte è causa di un eczema, di diarrea e di vomito cercheremo il simillimum nella sezione Sintomi Generali sotto la rubrica "aggravamento provocato dal latte" (SG).

La cefalea premestruale è trattata nella sezione Testa; ma se nel corso della nostra visita riscontriamo una cefalea, dolori lombari, angoscia ed insonnia accompagnata da vampate di calore, il tutto in fase premestruale, utilizzeremo la voce generale "aggravamento prima delle mestruazioni" nella sezione dedicata ai Sintomi Generali (SG).


Per concludere, individueremo due ordini particolari di sintomi generali: il sonno e gli organi di senso. Tutto ciò che ha a che fare con il sonno o con i sogni costituisce un sintomo generale di grande importanza, in quanto sonno e sogni interessano l'essere umano nella sua totalità, sia dal punto di vista fisico che da quello psichico. Nel Repertorio, un'intera sezione è dedicata a questo
fondamentale sintomo. Vi si troveranno tanto le posizioni assunte durante il sonno, quanto l'insonnia, la sonnolenza o i sogni.
Allo stesso modo, anche gli organi di senso si trovano in relazione stretta con l'individuo nel suo complesso; forse che giudicare un odore gradevole o sgradevole non costituisce la formulazione di un giudizio di valore? L'avversione per l'essere toccato si trova nella sezione Psichismo (PSI), ma l'aggravamento provocato dal contatto, che è un sintomo generale, è nella sezione Sintomi Generali
(SG). La sensazione di essere toccato, tipo allucinazione, vera e propria perversione di uno degli organi di senso, si troverà anch'essa descritta tra i Sintomi Generali (SG). Un'allucinazione, in effetti, è spesso un sintomo generale. Un malato che ci descrive fin nei più minimi dettagli le sue visioni di spettri o le voci che crede di sentire, ci fornisce immediatamente un sintomo generale. Tali visioni, tali voci riguardano l'intero organismo, sono il risultato di violente alterazioni fisiche e psichiche, come lo sono ad esempio le visioni del delirium tremens o del delirio provocato dal tifo. Queste allucinazioni generali si troveranno descritte nella sezione Psichismo (PSI). Ma se l'allucinazione visiva o auditiva corrisponde ad una lesione dell'organo in questione, in quel caso
perderà il suo carattere di generalità per scendere al livello del sintomo locale superficiale, regionale (si pensi ad esempio all'anosmia dell'ozena o alle allucinazioni visive da glaucoma). Un sapore di pus in bocca in presenza di un ascesso alla tonsilla costituisce un sintomo locale, e quindi trascurabile. Ma quel malato che avvertiva un gusto di putrido in bocca, e che dopo aver fatto il giro di numerosi colleghi otorinolaringoiatri, dentisti, gastro-enterologi o stomatologi si è visto respinto, spedito dall'uno verso gli altri perché non aveva la fortuna (?) di avere né una sinusite, né un'ulcera, né un granuloma o un calcolo, né il più piccolo elemento che potesse far stabilire una qualsiasi etichetta eziologica per la sua curiosa malattia! Quel paziente presentava anche una perversione del gusto, una vera e propria allucinazione che tendeva all'ossessione. Per fortuna il soggetto in questione ha consultato l'omeopata prima del neuropsichiatra, gesto che mise definitivamente fine, con una rapida guarigione, a quel girotondo infernale che costituiva un pericolo per la sua salute fisica e mentale!

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