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Inviato da il in Vaccinazioni
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I virus dei vaccini vengono coltivati in cellule di feti umani abortiti

 


Cliccano sull’immagine sopra esposta è possibile accedere a un articolo che fu pubblicato nel 2005 dal quotidiano Libero, a seguito di pubblica denuncia (che potete leggere qui) proveniente dalla Pontificia Accademia Pro Vita in merito a quello che è un orrore del secolo: VACCINI CON CELLULE DI FETI ABORTITI.

Nella sostanza la denuncia, pubblicata anche sulla Rivista Internazionale di Bioetica “Medicina e Morale” sempre nello stesso anno, portava già all’attenzione dell’opinione pubblica come ”medici e genitori hanno il dovere di rendere difficile la vita delle industrie senza scrupoli“.

Nello specifico si richiama l’attenzione sulla questione della legalità di produzione, la distribuzione ed uso di certi vaccini la cui produzione è connessa con atti dell’aborto procurato. Riguardante quindi vaccini che contengono virus vivi che sono stati preparati da linee di celle umane di origine fetale, usando tessuti di feti umani ed abortiti come fonte di coltura cellulare. Il più conosciuto, e forse il più importante a causa della sua distribuzione enorme ed il suo uso a livello quasi universale, è il vaccino contro il Rosolia (chiamata “il morbillo Tedesco“).

La rosolia (il morbillo Tedesco) (rif. 1) è una malattia virale causata da un Togavirus del genere Rubivirus ed è caratterizzata da un’eruzione cutanea di maculopapule. Consiste in un’infezione che è comune in infanzia e non ha manifestazioni cliniche in un caso fuori di due: è autolimitante e di solito benigna. Nondimeno, il virus del morbillo Tedesco è uno degli agenti infettivi e più patologici per l’embrione e il feto. Quando una donna prende l’infezione durante gravidanza, specialmente durante il primo trimestre il rischio di infezione fetale è molto alto (approssimativamente 95%). Il virus si replica nella placenta ed infetta il feto, provocando la costellazione delle anormalità denotata dal nome diSindrome di Rosolia Congenita. Per esempio, l’epidemia severa del morbillo Tedesco che colpì una parte enorme degli Stati Uniti nel 1964provocò 20.000 casi di rosolia (rif. 2) congenita, dando luogo a 11.250 aborti (spontanei o chirurgici), 2.100 morti neonatali, 11.600 casi di sordità, 3.580 casi di cecità, 1.800 casi di ritardo mentale. E’ stata questa epidemia che ha spinto per lo sviluppo ed introduzione sul mercato di un vaccino effettivo contro la rosolia, permettendo così una profilassi effettiva contro questa infezione.

La gravità della rosolia congenita e gli handicap che essa causa giustificano la vaccinazione sistematica contro tale malattia.

È molto difficile, forse anche impossibile, evitare l’infezione di una donna incinta, anche se l’infezione di rosolia di una persona entrata in contatto con questa donna è diagnosticata dal primo giorno dell’eruzione cutanea. Perciò, uno tenta di prevenire la trasmissione sopprimendo il serbatoio di infezione fra bambini che non sono stati vaccinati, per mezzo della prima immunizzazione di tutti i bambini (vaccinazione universale).

La vaccinazione universale ha dato luogo ad un autunno considerevole nell’incidenza della rosolia congenita, con un’incidenza generale ridotta minore a 5 casi per 100.000 nascite. Ciononostante, questo progresso rimane fragile.

Negli Stati Uniti, per esempio dopo una riduzione opprimente nel numero di casi di rosolia congenita a solamente alcuni casi annuali, con un’incidenza di meno 0.1 per 100.000 nascite vive, si sviluppò comunque una nuova ondata epidemica nel 1991, con un’Incidenza che salì a 0.8 per 100.000 nascite vive.

Tali ondate di risorgimento del morbillo Tedesco furono viste anche nel 1997 e nell’anno 2000Questi episodi periodici di risorgimento rendono evidente che c’è una circolazione persistente del virus fra i giovani adulti che sono la conseguenza di una copertura vaccinale insufficiente.

La seconda situazione permette il persistere di una proporzione significativa di soggetti vulnerabili come fonte di epidemie periodiche, che mettono a rischio donne nel gruppo di età fertile che non sono state immunizzate. Perciò, la riduzione al punto di eliminare la rosolia congenita è considerata una priorità di cura per la salute pubblica.
 

I vaccini prodotti attualmente utilizzano linee cellulari umane che provengono da feti abortiti.
 

Ci sono due linee di cellule diploidi umane che furono originariamente preparate da tessuti di feti abortiti (nel 1964 e 1970) e sono tutt’ora usate per la preparazione di vaccini basati su virus vivi attenuati:

  1. il primo è della linea WI-38 (Istituto di Winstar 38), contenente fibroblasti diploidi di polmone umano, provenienti da un feto femmina che è stato abortito perché “la famiglia aveva troppi bambini” (G. al di et di Sven., 1969). Fu preparato e sviluppato da Leonard Hayflick nel 1964 (L. Hayflick, 1965; G. al di et di Sven., 1969) (rif. 3) e fu catalogato come biomateriale al registro ATCC numero CCL -75.WI-38 è usato per la preparazione del vaccino storico RA 27/3 contro il rosolia (S.A. Al di et di Plotkin 1965) (rif. 4).
  2. la seconda linea di cella umana è MRC-5 (Consiglio di Ricerca Medico 5) (umano, polmone, embrionale) (ATCC numero CCL -171), con fibroblasti di polmone umano che provengono da un feto maschio di 14 settimane abortito per “ragioni psichiatriche” da una donna di 27 anni nel Regno Unito. MRC-5 era preparato e fu sviluppato da J.P. Jacobs nel 1966 (J.P. Al di et di Jacobs 1970) (rif. 5).
  3. le altre linee di cella umane sono state sviluppate per le necessità farmaceutiche, ma non sembrerebbero coinvolte nei vaccini disponibili (rif. 6).

I vaccini che sono incriminati oggi li potete reperire dalla tabella consultabile qui e aggiornata al novembre 2009, mentre la lettera di denuncia riporta i vaccini che erano usati nel 2005 e che contenevano le celle umane provenienti da feti abortiti, WI-38 e MRC-5, ed erano i seguenti (rif. 7):

A – vaccini vivi contro la rosolia (rif. 8):

  1. i vaccini monovalenti contro la rosolia Meruvax® (Merck U.S.), Rudivax® (Sanofi Pasteur, Fr.), ed Ervevax® (RA 27/3) (GlaxoSmithKline, Belgio);
  2. il vaccino combinato contro la rosolia ed il morbillo, commercializzato col nome di M-R-VAX® (Merck, Stati Uniti) e Rudi-Rouvax® (AVP, Francia);
  3. il vaccino combinato contro la rosolia e gli orecchioni introdotti sul mercato sotto il nome di Biavax® (Merck, U.S.),
  4. il vaccino combinato MMR (morbillo, orecchioni, rosolia) contro la rosolia, gli orecchioni ed il morbillo, introdotto sul mercato sotto il nome di M-m-R® II (Merck, Stati Uniti), R.O.R.®Trimovax® (Sanofi Pasteur, Fr.), e Priorix® (GlaxoSmithKline Regno Unito) (quest’ultimo usato attualmente in ITALIA, sottoposto a revisione nel 2004, dopo le gravi reazioni avverse causate dal MORUPAR).

B – altri vaccini, anch’essi preparaticon cellule di feti abortiti

  1. due vaccini contro l’epatite A. Uno prodotto dalla Merck (VAQTA) e l’altro prodotto dalla GlaxoSmithKline (HAVRIX), entrambi sono preparati con la linea MRC-5;
  2. un vaccino contro la varicella di pollo (e poi i bambini non sono cavie? ndr), Varivax®, prodotto da Merck che usa WI-38 MRC-5;
  3. un vaccino contro la poliomielite, il vaccino contenente virus di polio inattivato Poliovax® (Aventis-Pasteur, Fr.) che usa MRC-5;
  4. un vaccino contro la rabbia, Imovax®, prodotto da Aventis Pasteur, raccolto da celle diploidi umane ed infette, con ceppo di MRC-5;
  5. un vaccino contro il vaiolo, AC AM 1000, preparato da Acambis che usa MRC-5, sembra ancora in sperimentazione.

La posizione etica riferita a questi vaccini 

Dal punto di vista della prevenzione di malattie virali come il morbillo Tedesco, gli orecchioni, il morbillo, la varicella di pollo e l’epatite A, è chiaro che la creazione di vaccini effettivi contro malattie come queste, così come il loro uso nella lotta contro queste infezioni, sino al punto dello sradicamento, per mezzo di una vaccinazione obbligatoria di tutta la popolazione a rischio indubbiamente rappresenta una “pietra miliare” nella lotta secolare dell’uomo contro malattie infettive e contagiose.
Comunque, come gli stessi vaccini sono preparati da virus presi dai tessuti di feti che erano stati infettati ed erano stati abortiti volontariamente, ed i virus furono attenuati di conseguenza e coltivati in linee di cella umane che provengono similmente dagli aborti procurati, loro non cessano di posare problemi etici. Il bisogno di articolare una riflessione morale sulla questione sorge principalmente dal collegamento che esiste tra i vaccini menzionati sopra, gli aborti procurati e come viene ottenuto il materiale biologico necessario per la loro preparazione.
Se qualcuno rifiuta ogni forma dell’aborto volontario di feti umani, tale persona non  si contraddirebbe permettendo l’uso di questi vaccini di virus vivi attenuati sui loro bambini? Non sarebbe una questione della vera (ed illecita) cooperazione in male, anche se questo male è stato  eseguito quaranta anni fa?
Prima di procedere a considerare questo specifico caso, noi abbiamo bisogno di richiamare brevemente i principi contenuti nella dottrina morale e classica con riguardo al problema della cooperazione nel male (rif. 9), un problema che deriva ogni volta che un agente morale percepisce l’esistenza di un collegamento tra i suoi propri atti ed un’azione moralmente cattiva eseguita da altri.

Il principio della lecita cooperazione nel male

La prima distinzione di principio che può essere fatto è quella fra formale e la cooperazione di materiale. La cooperazione formale si esegue quando l’agente morale coopera con l’azione immorale di un’altra persona, condividendo la cattiva intenzione della seconda. D’altra parte quando un agente morale coopera con l’azione immorale di un’altra persona, senza condividere la sua cattiva intenzione è il caso della cooperazione di materiale.
La cooperazione di materiale può essere divisa ulteriormente nelle categorie di immediata (diretta) mediata (indiretta), distinguendo se la cooperazione è nell’esecuzione dell’azione peccaminosa per se, o se l’agente agisce adempiendo alle condizioni – od offrendo strumenti o prodotti – che rendono possibili il commettere l’atto immorale. Inoltre, forme della cooperazione immediata e la cooperazione remota possono essere distinte, in relazione alla “distanza” tra (sia esso nelle condizioni di spazio temporale o collegamento di materiale) l’atto della cooperazione e l’atto peccaminoso commesso da qualcun’altro. La cooperazione di materiale immediata è immediata sempre, la cooperazione di materiale mediata può essere immediata o remota.
La cooperazione formale è moralmente illecita sempre perché rappresenta una forma di partecipazione diretta ed intenzionale nell’azione peccaminosa di un’altra persona (rif.10). La cooperazione di materiale può essere illecita (dipendendo dalle condizioni di “effetto doppio” o azione “volontaria” ed “indiretta”) qualche volta, ma quando la cooperazione di materiale immediata concerne attacchi gravi sulla vita umana, sarà considerata sempre illecita, dato la natura preziosa del valore in questione (rif.11).
Una distinzione più lontana fatta nell’ambito della moralità classica è quella tra la cooperazione attiva (o positiva) e cooperazione nel malepassiva (o negativa); la prima si riferisce allo spettacolo di un atto della cooperazione in un’azione peccaminosa che è eseguita da un’altra persona, mentre la seconda si riferisce all’omissione di un atto di denuncia o impedimento di un’azione peccaminosa eseguita da un’altra persona, a tal punto che c’era un dovere morale di farlo ma che è stato omesso (rif.12).
La cooperazione passiva può essere anche formale o materialeimmediata o mediataimmediata o remota. Evidentemente, ogni tipo della cooperazione passiva e formale sarà considerato illecito, ma uguaglia la cooperazione di materiale passiva che generalmente dovrebbe essere evitata, anche se è ammesso (da molti autori) che non c’è un’obbligazione rigida per evitarlo in un caso nel quale sarebbe molto difficile fare così.

Applicazione all’uso volontario di vaccini preparati da celle che vengono da embrioni o feti abortiti

Nello specifico caso sotto esame, sono tre categorie di persone che si sono comportate nella cooperazione in male; male che è rappresentato evidentemente dall’azione di un aborto volontario compiuta da altri:
a) quelli che preparano i vaccini e che usano celle umane che provengono dagli aborti volontari; b) quelli che partecipano nella massa che introduce sul mercato tali vaccini;
c) quelli che hanno bisogno di usarli per ragioni di salute.

In primo luogo, uno deve considerare moralmente illecita ogni forma della cooperazione formale (dividendo la cattiva intenzione) nell’azione di quelli che hanno compiuto un aborto volontario che a turno hanno permesso la ricerca di tessuti fetali, richiesti per la preparazione di vaccini. Perciò, chiunque – nonostante la categoria alla quale appartiene lui - coopera in qualche modo, dividendo la sua intenzione, allo spettacolo di un aborto volontario con lo scopo di produrre i vaccini summenzionati partecipa, in attualità, nello stesso male morale come la persona che ha compiuto quell’aborto. Tale partecipazione avrebbe anche luogo nel caso in cui qualcuno, dividendo l’intenzione dell’aborto, si astenga da denunciare o criticare questa azione illecita pur avendo il dovere morale di fare così (cooperazione formale e passiva).
Nel caso  in cui non c’è nessuna divisione così formale dell’intenzione immorale della persona che ha compiuto l’aborto, alcuna forma della cooperazione sarebbe materiale, con le specificazioni seguenti.
Per quanto riguarda la preparazione, la distribuzione e il marketing di vaccini prodotti come un risultato dell’uso di materiale biologico la cui origine è connessa con celle che vengono da feti abortiti volontariamente, tale processo è affermato come una questione di principio, moralmente illecito, perché contribuisce nell’incoraggiare lo spettacolo degli altri aborti volontari, con lo scopo della produzione di tali vaccini. Ciononostante, dovrebbe essere riconosciuto che, all’interno della catena di produzione-distribuzione-introduzione sul mercato, il vario cooperando tra agenti può avere responsabilità morali e diverse.
C’è comunque, un altro aspetto che deve essere considerato, e che è la forma di cooperazione di materiale passiva che sarebbe eseguita dai produttori di questi vaccini, se loro non denunciano e rifiutano pubblicamente l’atto immorale (l’aborto volontario) ed originale, e se loro non si dedicano insieme per indagare e promuovere modi alternativi, esenti da morale cattiva, per la produzione di vaccini per le stesse infezioni. Cooperazione di materiale così passiva, se dovesse accadere, è ugualmente illecito.
Così come riguarda quelli che hanno bisogno di usare tali vaccini per ragioni di salute, deve essere enfatizzato che, separatamente da ogni forma della cooperazione formale, in generale, dottori o genitori che ricorrono all’uso di questi vaccini per i loro bambini, nonostante sapendo la loro origine (aborto volontario) eseguono una forma della cooperazione di materiale mediata e molto remota, e così molto mite, nello spettacolo dell’atto originale dell’aborto, ed una cooperazione di materiale mediata, con riguardo al marketing di celle che provengono dagli aborti, ed immediato, con riguardo al marketing di vaccini prodotti con tali celle. La cooperazione è perciò più intensa da parte delle autorità e sistemi di salute nazionali che accettano l’uso dei vaccini.

In questa situazione, l’aspetto della cooperazione passiva è comunque quello che salta fuori maggiormente. È su l’opposizione di fedeli e cittadini di retta coscienza (padri di famiglie, dottori ecc.), anche facendo un’obiezione di coscienza che li preservi dagli attacchi molto più estesi contro la vita e la “cultura di morte” alla quale sono sottoposti. Da questo punto di vista, l’uso di vaccini la cui produzione è connessa con aborto procurato costituisce almeno una cooperazione di materiale passiva remota e mediata all’aborto, ed una cooperazione di materiale passiva ed immediata con riguardo al loro marketing. Su un livello culturale, l’uso di tali vaccini contribuisce inoltre, nella creazione di un consenso sociale e generalizzato all’operazione delle industrie farmaceutiche che li producono in un modo immorale.
Perciò, dottori e padri di famiglia hanno il dovere di fare ricorso a vaccini alternativi (se esistono), mettendo pressione sulle autorità politiche e sistemi di salute così che gli altri vaccini senza problemi morali divengano disponibili. Loro dovrebbero fare ricorso, se necessario, all’uso dell’obiezione di coscienza (rif.14) con riguardo all’uso di vaccini prodotti a mezzo di linee di cella di origine fetale umana ed abortita. Ugualmente, loro dovrebbero avvalersi di tutti i mezzi (per iscritto, tramite le varie associazioni, mass media, ecc.) per opporsi ai vaccini che non hanno ancora alternative moralmente accettabili, creando pressione così che vaccini alternativi siano preparati, che non siano connessi con l’aborto di un feto umano, e richiedano controllo legale e rigido dei produttori dell’industria farmaceutica.
Per quanto riguarda le malattie contro le quali non ci sono vaccini alternativi disponibili ed eticamente accettabili, è corretto astenersi dall’usare questi vaccini se può essere fatto a meno di provocare danno ai bambini, ed indirettamente alla popolazione nell’insieme, anzichè subire rischi significativi alla loro salute. Comunque, se questi ultimi sono a rischio di pericoli considerevoli alla loro salute, i vaccini con problemi morali che sono destinati a loro possono essere usati su una base provvisoria. La ragione morale è che il dovere di evitare la cooperazione di materiale passiva non è obbligatorio se c’è inconvenienza grave. Inoltre, noi troviamo, in tale caso, una ragione proporzionale per accettare l’uso di questi vaccini nella presenza del pericolo di favorire l’espansione dell’agente patologico, a causa della mancanza di vaccinazione di bambini. Questo è particolarmente vero nel caso di vaccinazione contro il morbillo Tedesco (rif. 15).
Ad ogni caso, il dovere morale di continuare a lottare ed assumere ogni via legale vuole dire costituire la vita difficile alle industrie farmaceutiche che agiscono spregiudicatamente ed immoralmente. Comunque, il carico di questa importante battaglia non può e non deve cadere su bambini innocenti e sulla situazione di salute della popolazione – specialmente con riguardo a donne incinte.

Per riassumere, deve essere confermato che: 

  • c’è una responsabilità grave per usare vaccini alternativi e fare un’obiezione coscienziosa con riguardo a quelli che hanno problemi morali; 
  • per quanto riguarda i vaccini senza un’alternativa, il bisogno di contestare così che altri possono essere preparati deve essere riaffermato, come dovrebbe essere garantita la legalità di usare nel frattempo il primo a tal punto che è necessaria non solo per evitare un rischio serio per uno dei propri bambini ma anche, e forse più specificamente, per le condizioni di salute della popolazione nell’insieme – specialmente per donne incinte;  
  • tale cooperazione accade in un contesto di coercizione morale della coscienza di genitori che sono costretti a scegliere di agire contro la loro coscienza o altrimenti, mettere la salute dei loro bambini e della popolazione nell’insieme a rischio. Questa è una scelta alternativa ed ingiusta che deve essere eliminata al più presto possibile.

 Fonte: http://autismovaccini.com/

RIFERIMENTI
 

  1. J. E. Banatvala, D.W.G. Brown, Rubella, The Lancet, 3rd April 2004, vol. 363, No. 9415, pp.1127-1137
  2. Rubella, Morbidity and Mortality Weekly Report, 1964, vol. 13, p.93. S.A. Plotkin, Virologic Assistance in the Management of German Measles in Pregnancy, JAMA, 26th October 1964, vol.190, pp.265-268
  3. L. Hayflick, The Limited In Vitro Lifetime of Human Diploid Cell Strains, Experimental Cell Research, March 1965, vol.37, no. 3, pp. 614-636.
    G. Sven, S. Plotkin, K. McCarthy, Gamma Globulin Prophylaxis; Inactivated Rubella Virus; Production and Biological Control of Live Attenuated Rubella Virus Vaccines, American journal of Diseases of Children, August 1969, vol. 118, no. 2, pp.372-381.
  4. S. A. Plotkin, D. Cornfeld, Th.H. Ingalls, Studies of Immunization With Living Rubella Virus, Trials in Children With a Strain coming from an Aborted Fetus, American Journal of Diseases in children, October 1965, vol. 110, no. 4, pp.381-389.
  5. J.P. Jacobs, C.M. Jones, J.P. Bailie, Characteristics of a Human Diploid Cell Designated MRC-5, Nature, 11th July 1970, vol.277, pp.168-170.
  6. Two other human cell lines, that are permanent, HEK 293 aborted fetal cell line, from primary human embryonic kidney cells transformed by sheared adenovirus type 5 (the fetal kidney material was obtained from an aborted fetus, in 1972 probably), and PER.C6, a fetal cell line created using retinal tissue from an 18 week gestation aborted baby, have been developed for the pharmaceutical manufacturing of adenovirus vectors (for gene therapy). They have not been involved in the making of any of the attenuated live viruses vaccines presently in use because of their capacity to develop tumorigenic cells in the recipient. However some vaccines, still at the developmental stage, against Ebola virus (Crucell,NV and the Vaccine Research Center of the National Institutes of Health’s Allergy and Infectious Diseases, NIAID), HIV (Merck), influenza (Medlmmune, Sanofi pasteur), Japanese encephalitis (Crucell N.V. and Rhein Biotech N.V.) are prepared using PER.C6® cell line (Crucell N.V., Leiden, The Netherlands).
  7. Against these various infectious diseases, there are some alternative vaccines that are prepared using animals’ cells or tissues, and are therefore ethically acceptable. Their availability depends on the country in question. Concerning the particular case of the United States, there are no options for the time being in that country for the vaccination against rubella, chickenpox and hepatitis A, other than the vaccines proposed by Merck, prepared using the human cell lines WI-38 and MRC-5. There is a vaccine against smallpox prepared with the Vero cell line (derived from the kidney of an African green monkey), ACAM2000 (Acambis-Baxter) ( a second-generation smallpox vaccine, stockpiled, not approved in the US), which offers, therefore, an alternative to the Acambis 1000. There are alternative vaccines against mumps (Mumpsvax, Merck, measles (Attenuvax, Merck), rabies (RabAvert, Chiron therapeutics), prepared from chicken embryos. (However serious allergies have occurred with such vaccines), poliomyelitis (IPOL, Aventis-Pasteur, prepared with monkey kidney cells) and smallpox (a third-generation smallpox vaccine MVA, Modified Vaccinia Ankara, Acambis-Baxter). In Europe and in Japan, there are other vaccines available against rubella and hepatitis A, produced using non-human cell lines. The Kitasato Institute produce four vaccines against rubella, called Takahashi, TO-336 and Matuba, prepared with cells from rabbit kidney, and one (Matuura) prepared with cells from a quail embryo. The Chemo-sero-therapeutic Research Institute Kaketsuken produce one another vaccine against hepatitis A, called Ainmugen, prepared with cells from monkey kidney. The only remaining problem is with the vaccine Varivax® against chicken pox, for which there is no alternative.
  8. The vaccine against rubella using the strain Wistar RA27/3 of live attenuated rubella virus, adapted and propagated in WI-38 human diploid lung fibroblasts is at the centre of present controversy regarding the morality of the use of vaccines prepared with the help of human cell lines coming from aborted foetuses.
  9. D.M. Prummer O. Pr., De cooperatione ad malum, in Manuale Theologiae Moralis secundum Principia S. Thomae Aquinatis, Tomus I, Friburgi Brisgoviae, Herder & Co., 1923, Pars I, Trat. IX, Caput III, no. 2, pp. 429-434.
    .K.H. Peschke, Cooperation in the sins of others, in Christian Ethics. Moral Theology in the Light of Vatican II, vol.1, General Moral Theology, C. Goodliffe Neale Ltd., Arden Forest Industrial Estate, Alcester, Warwickshire, B49 6Er, revised edition, 1986, pp. 320-324.
  10. A. Fisher, Cooperation in Evil, Catholic Medical Quarterly, 1994, pp. 15-22.
    .D. Tettamanzi, Cooperazione, in Dizionario di Bioetica, S. Leone, S. Privitera ed., Istituto Siciliano di Bioetica, EDB-ISB, 1994, pp.194-198.
    .L. Melina, La cooperazione con azioni moralmente cattive contra la vita umana, in Commentario Interdisciplinare alia “Evangelium Vitae”, E. Sgreccia, Ramon Luca Lucas ed., Libreria Editrice Vaticana, 1997, pp.467-490.
    .E. Sgreccia, Manuale di Bioetica, vol. I, Reprint of the third edition, Vita e Pensiero, Milan, 1999, pp.362-363.
  11. Cf. John Paul II, Enc. Evangelium Vitae, no. 74.
  12. No. 1868 of the Catechism of the Catholic Church.
  13. The alternative vaccines in question are those that are prepared by means of cell lines which are not of human origin, for example, the Vero cell line (from monkeys) (D. Vinnedge), the kidney cells of rabbits or monkeys, or the cells of chicken embryos. However, it should be noted that grave forms of allergy have occurred with some of the vaccines prepared in this way. The use of recombinant DNA technology could lead to the development of new vaccines in the near future which will no longer require the use of cultures of human diploid cells for the attenuation of the virus and its growth, for such vaccines will not be prepared from a basis of attenuated virus, but from the genome of the virus and from the antigens thus developed (G. C. Woodrow, W.M. McDonnell and F.K. Askari). Some experimental studies have already been done using vaccines developed from DNA that has been derived from the genome of the German measles virus. Moreover, some Asiatic researchers are trying to use the Varicella virus as a vector for the insertion of genes which codify the viral antigens of Rubella. These studies are still at a preliminary phase and the refinement of vaccine preparations which can be used in clinical practice will require a lengthy period of time and will be at high costs. .D. Vinnedge, The Smallpox Vaccine, The National Catholic Bioethics Quarterly, Spring 2000, vol.2, no. 1, p. 12. .G.C. Woodrow, An Overview of Biotechnology As Applied to Vaccine Development, in «New Generation Vaccines)), G.C. Woodrow, M.M. Levine eds., Marcel Dekker Inc., New York and Basel, 1990, see pp.32-37. W.M. McDonnell, F.K. Askari, Immunization, JAMA, 10th December 1997, vol.278, no.22, pp.2000-2007, see pp. 2005-2006.
  14. Such a duty may lead, as a consequence, to taking recourse to “objection of conscience” when the action recognized as illicit is an act permitted or even encouraged by the laws of the country and poses a threat to human life. The Encyclical Letter Evangelium Vitae underlined this “obligation to oppose” the laws which permit abortion or euthanasia “by conscientious objection” (no.73)
  15. This is particularly true in the case of vaccination against German measles, because of the danger of Congenital Rubella Syndrome. This could occur, causing grave congenital malformations in the foetus, when a pregnant woman enters into contact, even if it is brief, with children who have not been immunized and are carriers of the virus. In this case, the parents who did not accept the vaccination of their own children become responsible for the malformations in question, and for the subsequent abortion of foetuses, when they have been discovered to be malformed.


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