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Inviato da il in Omeopatia
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Introduzione all'Omeopatia

 

INTRODUZIONE

ALLA

MEDICINA OMEOPATICA

La Medicina Omeopatica si avvale di strumenti terapeutici naturali e non invasivi (il medicinale omeopatico diluito e dinamizzato) per guarire il malato non solo dalla patologia acuta e/o cronica, ma per restituire, allo stesso, quello stato di benessere ed equilibrio psicofisico necessario per una crescita sana e costruttiva del proprio essere.La costruzione del testo è articolata in modo da dare una successione sequenziale agli argomenti trattati, allo scopo di ottenerne una maggiore comprensione da parte di un lettore nuovo  a questa metodica medica. Pertanto, il lavoro è stato suddiviso in una prima parte dove si introducono i principi della Medicina Omeopatica, le Costituzioni Omeopatiche e la preparazione dei Medicinali Omeopatici (rimedi). La seconda parte del lavoro è dedicata alla terapia degli stati sintomatologici acuti. 

 

I principi fondamentali su cui si basa la dottrina medica omeopatica sono la sperimentazione pura sull’uomo “sano” e il principio di similitudine, ma spetta al medico di interpretarli in un percorso di esperienza che si arricchisce affinando le sue capacità di osservazione del malato. Hahnemann, infatti, diede enorme impulso alle sue concezioni insistendo sul fatto che quello che caratterizza un malato non sono unicamente i sintomi fisici o patologici che presenta, ma soprattutto i sintomi mentali, importantissimi nella considerazione e nella diagnosi di un malato. Ecco che, se i sintomi predominanti sono quelli che dominano il quadro clinico del paziente, i sintomi singolari, straordinari e caratteristici (key-notes), sono le modalizzazioni proprie del soggetto di esprimere il suo disagio morboso e rivestono una rilevanza fondamentale nell’assegnazione del rimedio “unico” idoneo a ripristinare lo stato di salute. Diventa allora evidente come la disamina della totalità dei sintomi evinti dall’osservazione del paziente e l’attenta valutazione della modalizzazione degli stessi, nell’acuto ma soprattutto nel cronico, siano la chiave di accesso all’interpretazione dello squilibrio miasmatico del malato e portino il medico alla scelta del rimedio “unico” i cui sintomi patogenetici, sviluppati dalla sperimentazione pura sull’uomo “sano”, siano i più corrispondenti a quelli del malato. Poiché molti fattori contribuiscono alla conoscenza del bambino: ereditari, costituzionali, miasmatici (predisposizione morbosa), mentali, generali e fisici, solo tenendo conto della totalità del quadro morboso generale si può prescrivere quel medicamento omeopatico (rimedio) che porta a guarigione (nel senso più ampio del termine) il piccolo paziente, secondo il principio di similitudine “similia similibus curentur”.

 

LEGGE DI SIMILITUDINE  

 

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L’omeopatia è la “Medicina dei simili”, basata sul principio ippocratico “Similia similibus curentur”.  L’omeopatia cura i sintomi di un paziente con sostanze (rimedi) che se somministrate, in dosi  infinitesimali ad un uomo sano, sviluppano  sintomi simili a quelli che andremo a curare nel  malato. La capacità di provocare sintomi  patologici artificiali e reversibili nell’uomo sano e  di curare gli stessi sintomi nel malato utilizzando  sostanze opportunamente diluite e dinamizzate  (rimedi omeopatici) è stata intuita dal Dr.  Cristiano Federico Samuele Hahnemann (nato a  Meissen l’11/04/1755 e morto a Parigi il   02/07/1843) che ha codificato i principi del   metodo e curato le stesure delle prime   sperimentazioni.

Hahnemann aveva osservato che i lavoratori della corteccia dell’albero della china soffrivano di febbri simil-malariche, quando invece è proprio il sale del chinino a curare la malattia.

In pratica, i lavoratori entravano in contatto con la polvere della sostanza dovuta al taglio della corteccia e ne subivano gli effetti sintomatologici. Fu allora che Hahnemann cominciò a sperimentare su se stesso e con l’aiuto di amici e parenti varie sostanze sempre più diluite e dinamizzate, attinte dai tre regni della natura: minerale, vegetale, animale. Annotò i sintomi comparsi nei giorni successivi alla sperimentazione, componendo così la Materia Medica Omeopatica, che è la raccolta dei sintomi scaturiti (patogenesi) dalla somministrazione ripetuta di vari rimedi alla 30 CH e iniziando a curare i malati con il principio di similitudine.

Testo insostituibile per il medico è l’”Organon, dell’arte del guarire” dove l’autore, Dr. F.C.S.Hahnemann, esprime i principi fondamentali della Medicina Omeopatica, basati sull’osservazione e sulle modalità reattive individuali del paziente.

§1 dell’Organon di Hahnemann:

“Scopo principale ed unico del medico è di rendere sani i malati ossia, come si dice, di guarirli”. Questo paragrafo ci pone subito innanzi ad una domanda molto profonda: Cosa si intende per guarigione?  

L’O.M.S. definisce la salute come lo stato di benessere completo, fisico, mentale e sociale, quindi non solo un’assenza di sintomi fisici ma un equilibrio totale che ci permetta di rendere al meglio anche nella e per la società.

Guarire – scrisse il grande medico omeopata Tommaso Pascheroè rettificare la vis medicatrix naturae (o Energia Vitale) nella sua dinamica vibratoria ed ottenere nel malato lo stato di equanimità e atarassia emozionale che gli permette di superare i suoi sentimenti, odi, frustrazioni e dipendenze infantili, per adempiere il suo destino di trascendenza nello sviluppo del sentimento di comunità”. “Sopprimere sintomi e manifestazioni locali con prodotti chimici e medicamenti omeopatici di similitudine parziale, senza aver compreso la radice psico–mentale del miasma (=predisposizione) nella condizione animica che ha condizionato il processo patologico, è ignorare ciò che in questo malato è necessario curare”.

Ancora, per riprendere le parole di un altro grande della Storia della Biologia e della Medicina, Pasteur disse: “Il germe è niente, il terreno (dell’organismo) è tutto. Il terreno è inteso come il substrato psico–anatomo–fisiologico su cui agiscono le noxe patogene. Un terreno in equilibrio è un terreno sano e quindi refrattario alle malattie.


ENERGIA VITALE

Cosa si intende per energia vitale o vis medicatrix naturae? 

Se non ci limitiamo ad una visione strettamente chimica del corpo umano verifichiamo l’esistenza di una energia o forza vitale che, quando è in equilibrio, assicura il corretto funzionamento della vita di relazione e vegetativa. Questa forza vitale è un’energia che conferisce all’organismo materiale, nello stato di salute e di malattia, tutte le sensazioni e determina le sue funzioni vitali. La stessa agopuntura modula l’energia dei vari meridiani, tonificandola o disperdendola a seconda della necessità. Anche la metodica diagnostica misura l’attività elettrica di vari organi tra cui cuore e cervello (con elettrocardiogramma ed elettroencefalogramma). Quando l’uomo muore, questa forza abbandona l’organismo e il corpo va incontro alla macerazione, alla putrefazione, alla lisi e alla decomposizione che sono fenomeni chimici, massivi, incompatibili ad un normale svolgimento della vita.

L’Energia Vitale è quel “quid” che rende unità vivente un individuo.

L’energia è sempre esistita, non si crea, non si disperde, solo si trasforma. L’energia per sé sola non è vita, ma rende vitale l’insieme biologico chiamato “UOMO”. Con la morte avviene la separazione: l’Energia Vitale non scompare ma si trasforma in altre forme di energia annullando la vitalità dell’essere umano.

La perturbazione dell’energia vitale, prima vera causa di malattia, si estrinseca in una predisposizione morbosa, ciò che nella medicina omeopatica si chiama “miasma”.

 

MIASMA=PREDISPOSIZIONE MORBOSA
Come detto precedentemente, esistono nell’uomo delle predisposizioni morbose che Hahnemann ha chiamato Miasmi. Esse corrispondono ad una incapacità di rispondere in modo adeguato e fisiologico alle varie stimolazioni endogene ed esogene. 

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Più precisamente si instaura una  condizione di difetto, di ipofunzione e di  iporeattività (paura, lentezza delle reazioni  e di tutte le funzioni organiche, metaboliche  e difensive), la Psora.
La psora è definita lo stato di suscettibilità  e di recettività del terreno “uomo” alle noxe  patogene per riduzione della sua immunità  naturale, dettata dal 1° distacco  utero-placentare-materno, dove l’ansia  rivela il 1° sintomo di perturbazione  dell’energia vitale, da ciò deriva la paura  della morte. Lo psorico si rifugia nella sua  interiorità per sfuggire l’esterno, rimane  così dipendente da un genitore o chi per lui. Tutto ciò si traduce in una scarsa  autostima, senso di inadeguatezza,  ipotonia, ipotrofia e in un rallentamento  generale di tutte le funzioni fisiologiche, immunitarie comprese. Il tutto verrà condito da grande ansia ed emotività in un paziente ipersensibile. Soffre in silenzio e si chiude nel suo mondo emozionale immaginario non riuscendo a soddisfare il suo “io organismico” e lo sacrifica sublimando. Per lui la realtà è così pesante che gli impedisce di seguire il “principio di piacere”. Irritabile nel manifestare il suo disagio ma senza grinta nell’agire per paura della delusione. A lui tutto è dovuto e si aspetta sempre dagli altri anche se non chiede. In terapia va incoraggiato e stimolato ad agire. Tutto questo meccanismo psico-affettivo mette le basi bio-fisio-patologiche al difettoso funzionamento della nostra biologia molecolare con un ritardo delle nostre normali funzioni metaboliche, immunitarie ed organiche, il tutto mediato da SNC e SNP.  

Su questa base si inseriscono due modalità reattive di cui una conduce verso l’esagerazione dell’istinto di conservazione con ipertrofia delle difese dell’”io”con il fine di auto-affermarsi a scapito di tutto e di tutti. Il paziente diventerà allora falso, sospettoso, sfiduciato, esagerato, afflitto con paura ed iper-produzione di tutte le funzioni, da quelle mentali (iper-ideazione con idee maniaco-ossessive) a quelle fisiche (verruche, condilomi, produzioni catarrali esagerate, ecc…), la Sycosi.

L’altra modalità reattiva porta verso la distruzione delle stesse funzioni dove il paziente, dinnanzi alle aggressioni della vita, fugge e si ritira fino a coltivare l’istinto di morte con auto ed etero–distruzione (odio, rancore, crudeltà, invidioso, lussurioso, suicida ed omicida). Nel fisico tutto ciò si concretizza con l’ulcera, cioè con la corrosione del tessuto e in fondo di se stesso (Syphilis).

Con il riequilibrio dell’Energia Vitale tramite l’azione del rimedio omeopatico si ristabilisce una condizione di moderazione di queste tre predisposizioni morbose al fine di raggiungere il vero stato di benessere. Dopo questi brevi cenni si può intuire la profondità e la complessità d’azione della Medicina Omeopatica Hahnemanniana al fine di restituirle il valore che merita.

Il rimedio omeopatico agisce riequilibrando la perturbazione dell’energia vitale, armonizzando la spinta miasmatica e di conseguenza ristabilisce l’aspetto psico-caratteriale del paziente al fine di eliminare la causa profonda del sintomo fisico.

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Il medicamento omeopatico agisce dall’interno e stimola la  reazione organica, quindi è il paziente che, rafforzando se  stesso, neutralizza le noxe patogene.

Il farmaco allopatico agisce invece sopprimendo il sintomo  senza intervenire sul motivo causale, indebolendo quindi le  risposte organiche.

Quindi:

MEDICINA OMEOPATICA = MEDICINA DI STIMOLO

MEDICINA ALLOPATICA = MEDICINA SOSTITUTIVA

Azione di riequilibrio miasmatico indotta dal rimedio omeopatico.

Azione di riequilibrio dell’Energia Vitale indotta dal rimedio omeopatico (dal profondo verso la superficie) e azione soppressiva del farmaco allopatico (dall’esterno verso l’interno).

Tabella riassuntiva delle principali caratteristiche miasmatiche

 

LEGGE DI GUARIGIONE o LE 3 LEGGI DI HERING

Come si osserva, in modo ectoscopico, il processo evolutivo verso la guarigione del paziente indotto dal rimedio omeopatico? Nella sua completezza metodologica, la medicina omeopatica estrinseca il processo di guarigione attraverso la “legge di Hering”.

Il Dr. Constantin Hering (H 01/01/1800 - = 23/07/1880), assistente del Dr. Robbi, fu incaricato da questi di redigere un testo contro le teorie Hahnemanniane. Ma Hering approfondendo 

l’argomento, ne rimaneva affascinato, facendosi egli stesso sperimentatore e sostenitore di tale disciplina, abbandonando così il progetto di un libro denigratorio sulla Medicina Omeopatica. Per questo motivo fu allontanato dalla classe medica, ma Hering fedele alle sue convinzioni, una volta laureato si trasferì a Philadelphia (USA) dove costituì una scuola di omeopatia e codificò le leggi di guarigione.

NEL MALATO IL DECORSO E LA DIREZIONE DEI SINTOMI PROCEDONO:

- DALL’ALTO IN BASSO                   (dalla sfera mentale a quella fisica)

- DALL’INTERNO VERSO L’ESTERNO         (dalle mucose interne verso l’esterno)

- IN ORDINE  INVERSO DI COMPARSA             (in fase di comparsa sintomatologica: eczema-asma-gastrite.  
In fase di guarigione: gastrite-asma-eczema)

Queste sono le Leggi fondamentali di guarigione secondo natura. Dove l’organismo, nel momento di malattia esprime un momento di esonerazione tossinica, non solo fisica, ma anche mentale ed energetica. Se noi sopprimiamo il sintomo, senza averne compreso la causa profonda, non facciamo altro che compromettere sempre più lo stato generale del paziente, per condurlo in un vortice di sintomi aggiuntivi, mettendo le basi della cronicità.


 

“AGGRAVAMENTO” OMEOPATICO"

È contemplato nella medicina omeopatica il concetto di aggravamento. Ma in cosa consiste tale “aggravamento”?

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Hahnemann ci dice che il rimedio provoca nel malato una MALATTIA MEDICAMENTOSA ARTIFICIALE, che è un po’ più forte (da qui nasce il concetto di diluizione e potentizzazione del rimedio, che sono le unità di misura del disequilibrio del paziente) della malattia naturale e, per tale motivo, innesca un processo reattivo che porta ad annullare e ad aver ragione della malattia stessa. Poiché la malattia medicamentosa artificiale deve essere SIMILE a quella naturale la prima conseguenza sarà un’esacerbazione dei sintomi che viene chiamata AGGRAVAMENTO OMEOPATICO ed ha le seguenti caratteristiche:   

1) si ha un’intensificazione dei sintomi in atto. Si ha cioè uno stimolo reattivo delle funzioni organiche, al fine di realizzare un rafforzamento delle stesse.

2) nelle malattie acute dura poche ore, nelle croniche dura pochi giorni e dipende da vari fattori quali uso di farmaci, reattività del paziente, durata della malattia, ecc...

Bisogna distinguere l’aggravamento OMEOPATICO da quello PATOGENETICO che è dato dal somministrare un rimedio che, non essendo in accordo col concetto di similitudine, copre solo una parte dei sintomi e ne fa comparire degli altri che non sono quelli del paziente, ma sono quelli del rimedio stesso e che sono gli stessi che vengono poi raccolti nella Materia Medica; il paziente cioè fa una PATOGENESI del rimedio che assume. Bisogna dire che questi sintomi nuovi cessano non appena il rimedio termina la sua azione e ciò dipende dalla diluizione (es: una 5 CH dura poche ore, una MK può durare qualche giorno). Bisogna tranquilizzarsi in quanto questi sintomi del rimedio non fanno male, anzi rafforzano l’energia vitale del malato, a patto di rispettare tempi ed esigenze della patologia dello stesso. Ricordiamoci che Hahnemann ha fatto egli stesso la sperimentazione di molti rimedi ed ha superato brillantemente gli 80 anni!!

A volte dicono che il rimedio omeopatico è lento ad agire, ma ciò non corrisponde a verità. Infatti non appena il rimedio viene assunto questo inizia ad agire, basta vedere nell’acuto che una tonsillite con placche recede, col rimedio giusto, nel giro di 24-48 ore senza l’ausilio di terapia antibiotica. Nel cronico i tempi si dilatano non per la lentezza del rimedio, ma perché l’organismo impiega più tempo per riportare l’equilibrio.


LEGGE DELLA SPERIMENTAZIONE PURA

Qual’è il valore instostituibile della sperimentazione pura? È quello di poter indurre e portare a conoscenza, attraverso l’azione del medicinale omeopatico, la comparsa patogenetica di sintomi nell’uomo sano, quindi di poter scoprire e verificare l’azione sintomatologica della sostanza attiva. E’ stata concepita per primo da Hahnemann quando ha sperimentato su stesso i rimedi. Egli ha assunto un rimedio, ad esempio CHINA 30 CH per 1 mese, annotando i sintomi fisici, psichici, sogni e le sensazioni comparse. Questo “prooving” è stato ripetuto da più sperimentatori e per i vari rimedi, e l’insieme dei sintomi riportati sono stati annotati in un libro chiamato “Materia Medica Omeopatica”.

Nel “Repertorio di Kent” invece le rubriche sono raggruppate per organi e per sintomi.

I rimedi che noi somministriamo sono  sempre sperimentati sull’uomo sano (ossia in un soggetto in equilibrio psico-fisico) e conosciamo quindi quali sintomi curano nel malato. La sperimentazione pura, che ci ha permesso di codificare circa 1500 rimedi – sostanze o medicinali divenuti rimedi dopo la sperimentazione, continua ai nostri giorni e sta a dimostrare la riproducibilità dei sintomi patogenetici, oggi come duecento anni fa. Questo e’ il punto piu’ difficile da accettare dalla classe medica, in quanto la sperimentazione non e’ intesa in questo modo dalla farmacologia ufficiale (che sperimenta il farmaco sul malato) poiche’ essa non considera la reazione dell’organismo sul piano bio-energetico (dinamismo vitale), ma soltanto sul piano bio-chimico. Un punto di riferimento internazionale, per cio’ che riguarda la sperimentazione pura, e’ la L.U.I.M.O. (Libera Universita’ Internazionale di Medicina Omeopatica), che promuove dal 1954 l’attivita’ divulgativo-didattica della medicina omeopatica alla classe medica, farmacisti e pubblico.

 

EUGENETICA e DIS-GENETICA

Riconoscendo la profonda azione risanante del rimedio omeopatico sull’essere umano e quindi, a maggior ragione sui genitori prima e sulla madre durante il periodo del concepimento eugenetica, si arriva a preparare una nascita ed una crescita per il bimbo piu’ armonica ed equilibrata, traducendosi poi in un neonato dalle forme armoniose e dai ritmi fisiologici piu’ naturali e meno suscettibile alle noxe patogene, sia interne sia esterne.

EUGENETICA   

Al contrario, i genitori in profondo squilibrio miasmatico, arrivano a concretizzare un nascituro a sua volta non in perfetta sintonia di natura, dis-genetica, dove il dismorfismo fisico e la caratterialità particolare diventano tratti di disturbo e, dal funzionale si degrada al patologico, sia nella mente, sia nel fisico.

 

COSTITUZIONI

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Oltre alla valutazione degli aspetti  relativi all’energia vitale, alla predisposizione miasmatica, al processo di guarigione secondo le leggi di Hering, clinicamente un altro dato da considerare e’ quello relativo all’aspetto costituzionale. Cosa si intende per costituzione?

“La risultante morfologica, fisiologica, psicologica, variabile su base individuale, delle proprietà di tutti gli elementi cellulari ed umorali del corpo, nonché della loro combinazione in un tipo speciale di fabbrica corporea, con una data capacità di adattamento e rispettiva maniera di reagire agli stimoli dell’ambiente” (Prof. Pende).

Quindi, sulla base di un patrimonio genetico dato dalle famiglie di origine, si inseriscono varie facce:

•  FACCIA INTELLETTIVA: attenzione, memoria, intuizione, intelligenza, logica, immaginazione, pensiero analitico e sintetico.

FACCIA MORALE: istinto, sentimento, emotività, senso critico, autodominio.

FACCIA DINAMICO–UMORALE: gruppo sanguigno, formula endocrina, energia funzionale, stato neurovegetativo, diatesi morbosa dominante.

FACCIA MORFOLOGICA: massa corporea, proporzioni, larghezza/lunghezza, stenia/ipostenia, caratteri razziali.

Da tutto ciò si deduce:

• Resistenza vitale generale

• Caratteristiche neuromuscolari

• Attitudini lavorative (intellettive, manuali)

• Valore sociale e riproduttivo

• Profitto (scolastico e professionale).

In pratica, si percepisce il valore generale, caratteriale, comportamentale del soggetto per poter dare valutazioni e pareri il più possible consoni all’habitus del soggetto.


 

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COSTITUZIONE ENDOBLASTICA

o COSTITUZIONE CARBONICA

o BREVILINEO ASTENICO DEL PENDE

•  Statura bassa

•  Obeso, pigro, lento, calmo, sonnolento

•  Grasso flaccido

•  Prevalenza forme quadrate : mani, piedi, denti, testa, mandibola, torace, ecc…

•  Prevalenza addome sul torace

•  Angolo braccio - avambraccio inferiore 180°

•  Deambulazione lenta e pesante

•  Predominanza vita vegetativa su quella di relazione

•  Poco combattivo, rinunciatario, pratico, concreto, diligente, metodico, paziente

•  Cerca di fare il minor sforzo possibile

•  Diatesi linfatico-torpida ed essudativo-catarrale

Spesso si ritrova questo stato costituzionale nei neonati e nei bambini.

 

COSTITUZIONE MESOBLASTICA

o COSTITUZIONE SULFURICA

o BREVILINEO STENICO DEL PENDE

•  Normolineo, corpulento, tozzo, forte

•  Adipe tonico, muscoloso, peloso

•  Pelle rossa per migliore irrorazione sanguigna

•  Scheletro grosso, vigoroso, arti corti

•  Torace sviluppato, grande vitalità

•  Forza e resistenza allo sforzo

•  Prevalenza della vita di relazione su quella vegetativa

•  E’ una persona di azione. Mangiatore, caloroso

•  Intelligenza realizzatrice, dominatori

•  Chiassosi, non riescono a stare fermi (testa e fisico)

•  Apparato cardio-circolatorio sensibile

•  Forte e potente sessualità

 

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COSTITUZIONE ECTOBLASTICA

o COSTITUZIONE FOSFORICA 

o LONGILINEO ASTENICO DEL PENDE

•  Alto, magro, delicato, gracile, ipotonico

•  Armonioso, garbato, elegante, a volte curvo

•  Viso triangolare con base in alto

•  Predominanza diametri longitudinali: mani, denti, arti, torace, fronte, palato ogivale

•  Deambulazione elegante, elastica, rapida

•  Gestualità espressiva

•  Portato allo sprint non ha resistenza

•  Freddoloso, di salute cagionevole, si esaurisce presto

•  Iper: simpaticotonico e tiroideo

•  Intelligenza astratta, idealista, intuitivo, sognatore

•  Emotivo,ipersensibile, affettivo, immaginativo, artista

•  Distonie neurovegetative. Sensualità psichica

 

COSTITUZIONE CORDOBLASTICA

o BIOTIPO SULFURICO MAGRO

o LONGILINEO STENICO DEL PENDE

•  Equilibrio dei 3 foglietti= soggetto ideale

•  Longilineo, regolare, tonico

•  Viso rettangolare con equilibrio dei 3 settori, fronte bombata, regolare e ampia

•  Diametri, lungh., largh., spessore regolari

•  Arti regolari, mano lunga e robusta

•  Muscolatura lunga ed elastica ben sviluppata

•  Buona vitalità e resistenza che dura a lungo

•  Eccellente equilibrio neuroendocrino

•  Intelligenza aperta, intuitiva, originale

•  Domina l’autocontrollo, è un saggio, prudente, equilibrato, positivo,

    tende a risolvere piuttosto che a recriminare, preciso, leale, ottimista, costruttivo

 

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FLUORISMO

Il termine FLUORISMO trae origine dall’aspetto fisiopatologico che dipende da alterazioni funzionali ed organiche in rapporto ad un imperfetto utilizzo del FLUORO.

Molti autori hanno considerato il fluorismo come una costituzione a sè stante e ben definita. Altri autori, tra cui H. Bernard, asseriscono che il FLUORISMO è un aspetto fisiopatologico secondario con le sue note psicologiche, morfologiche e fisiologiche.

Tale aspetto si inserisce in ogni costituzione e trae origine da un’eredità luetica, più o meno recente, dall’alcoolismo e dalla consanguineità. Il FLUORISMO tende ad evidenziare più un aspetto patologico che fisiologico essendo il fluoro e i fluoruri veleni protoplasmatici, che entrando in combinazione con le proteine, i lipidi e i glucidi, danneggiano la cellula. I sintomi sono dati da dolori diffusi lungo la colonna vertebrale con andatura rigida, inarcamento del dorso, tumefazione dei capi articolari, pelle secca, cachessia. Le lesioni più interessanti sono a carico delle ossa, dove il fluoro si deposita in notevole quantità, determinando alterazioni di natura osteoplastica, distrofia, infiammazione cronica, distruzione e ulcerazione con sclerosi. Si hanno anche ipercalcificazioni (per azione del fluoruro di calcio) e di osteoporosi (fluoruro di sodio), esostosi, acondroplasie, pluridattilia, acromegalia, unghie corte e larghe (pollice a martello), sacralizzazione precoce della 5° lombare, spine ventose, osteomieliti subacute e croniche, sensibilità dolorose della tibia, denti distrofici e facilmente cariati, ptosi e lassità legamentosa  e articolare con facilità a prendere storte e lussazioni nei vari distretti. Spiccata asimmetria delle metà corporee. L’angolo del braccio sull’avambraccio è maggiore di 180°.

Vasi sanguigni con pareti ipotoniche e conseguenti aneurismi, varici ed emorroidi, arteriti, aortiti, sclerosi, ipertensione per fenomeni irritativi.

Il periodo di aggravamento è notturno.

GENOTIPO = EREDITA’ (SPERMATOZOO + OVULO)

PARATIPO = GENOTIPO MODIFICATO DALL’AMBIENTE

FENOTIPO = SOMMA DEL GENOTIPO + PARATIPO

Quindi:

ROBUSTEZZA COSTITUZIONALE: indica la capacità dell’intero organismo o di singole parti di dare uno sforzo richiesto o di resistere ad un’influenza dannosa in grado uguale o superiore alla media.

DEBOLEZZA COSTITUZIONALE: indica l’incapacità di rispondere adeguatamente alle sollecitazioni e/o influenze esterne. Un tipo particolare di DEBOLEZZA COSTITUZIONALE è la DIATESI*, cioè la disposizione ereditaria e familiare (endogena) a presentare un determinato tipo di manifestazioni morbose. Contrassegno frequente della diatesi è il decorso parossistico e ciclico degli eventi morbosi.

*DIATESI = Disposizione ad ammalarsi - predisposizione di un organismo verso particolari malattie che il soggetto porta con sé dalla nascita, che possono restare allo stato latente, ma possono conclamare in veri stati morbosi cronici, parzialmente curabili.

MALATTIA COSTITUZIONALE: si intende una malattia causata essenzialmente da anomalie morfologiche e funzionali (organi e tessuti), senza l’intervento di fattori esterni.

 

ANAMNESI OMEOPATICA

Il medico omeopata, oltre a fare diagnosi cliniche di malattia con le necessarie indagini cliniche, fa diagnosi di malato, cioè cerca quelle modalità reattive peculiari e caratteristiche con cui il paziente esprime il proprio stato patologico.

•  Motivo della consultazione

•  Anamnesi remota e attuale

•  Vaccinazioni, uso di stimolanti, droghe, alcoolici, fumo, farmaci, ecc...

•  Biotipo costituzionale

•  Abitudini alimentari: salato; dolce; desideri o avversioni per cibi particolari; cibi freddi o caldi; intolleranze, ecc...

•  Funzioni affettive e psichiche: ottimista, pessimista, sereno, triste, dolce, aggressivo, sensi di colpa, melanconico, collerico, critico, ostinato, sfiduciato, traumatizzato, pauroso; migliorato o peggiorato dalla compagnia, ansie, sogni, sonno, ecc...

•  Abitudini di vita: sedentario, pigro, attivo, morigerato, lascivo, hobby, ecc...

•  Caratteri generali: freddoloso, caloroso, suda e in che zona del corpo, e se ha odore; migliorato o peggiorato dal secco o dall’umido, dalle correnti d’aria; sete e sue caratteristiche (acqua fredda o temperatura ambiente, bevuta a grandi o piccoli sorsi, desiderio di ghiaccio), ecc...

•  Modalità: definiscono il sintomo con estrema precisione e caratterizzazione che in genere il paziente riferisce spontaneamente (es: ho dolore ai muscoli, come se mi avessero bastonato e non riesco a stare a letto che mi sembra duro)

•  Sintomi fisici e modalità

•  Modalità orarie di aggravamento, miglioramento e comparsa dei sintomi

Consultare l’ ”Interrogatorio del Dr. Schmidt”, ed. Cemon

 





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