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Il Similie cura il simile. Omeopatia: l'interesse per l'uomo prima che per la malattia. Intervista al dott. Alessandro Merlo

Il Similie cura il simile.

Omeopatia: l'interesse per l'uomo prima che per la malattia.

Intervista al dott. Alessandro Merlo, Medico Omeopata di Genova.

Di Milena Sala

Fonte: il Gazzettino sampierdarenese

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L’omeopatia, medicina dell'esperienza, come la chiamò Samuel Hahnemann nel 1810, negli ultimi duecento anni si è sviluppata in modo autonomo, con pubblicazioni, riviste, congressi propri, sperimentazioni sull’uomo sano e ricerche cliniche, quasi totalmente sconosciute al mondo accademico ufficiale della medicina convenzionale. Recenti ricerche indicano che un italiano su tre ricorre abitualmente o occasionalmente all’uso delle cosiddette “medicine alternative” e che un numero crescente di pazienti e di medici nei cinque Continenti si rivolge ad esse per risolvere i propri problemi di salute e, in oltre l’80 per cento dei casi, è soddisfatto dei risultati ottenuti. Ventimila, poi, i medici italiani omeopatici e antroposofici. Tra queste forme di medicina, l’omeopatia occupa sicuramente un posto privilegiato, ma cos’è l’omeopatia? Da dove nasce? Quali sono i presupposti logici dai quali parte e si sviluppa? “Sostanzialmente – ci spiega il dottor Alessandro Merlo, medico chirurgo omeopata e agopuntore, che ha conseguito il diploma internazionale di Omeopatia classica nell’Accademia internazionale di Alonissos, in Grecia, la più incontaminata delle isole Sporadi, e che riceve nel suo studio a San Pier d'Arena – ogni sostanza provoca nell’uomo sano quei sintomi che può curare nel malato e, se utilizzata diluita e dinamizzata, viene chiamata omeopatica”. Hahnemann, infatti, agli inizi del 1800, osserva che gli operai addetti alla lavorazione della china per l’estrazione del chinino sviluppavano gli stessi sintomi per i quali il chinino veniva utilizzato come terapia e intuisce che, dietro a questo fenomeno, si cela la legge di similitudine ovvero il simile cura il simile: nasce così l' omeopatia (dal greco ੖ȝȠȚȠȢ, simile, e ʌȐșȠȢ, sofferenza). 

 

Oggi, sono sempre di più i medici che ricorrono a questa terapia naturale il cui trattamento si basa sulla scelta di un rimedio che corrisponde all’insieme dei sintomi del paziente. ”Rimedio – sottolinea Merlo - scelto all’omeopata dopo un’accurata anamnesi e una visita ‘medica’ perché l’omeopatia può essere praticata soltanto dai medici chirurghi”. La sostanza omeopatica ha una propria frequenza energetica, che entra in risonanza con la frequenza della malattia: si tratta di una terapia ad alta specificità che agisce sul paziente rimuovendo i blocchi energetici che hanno generato i sintomi. Molto si è detto e scritto in questi anni su quali siano i rapporti con la medicina convenzionale e quale sia l’aspetto più “rivoluzionario” dell’omeopatia che “pone al centro – incalza il medico - l’interesse per l’uomo prima ancora che per la malattia e l’assoluta consapevolezza della capacità di difendersi e guarire che è in ognuno di noi, stimolando e guidando, grazie a questa medicina dolce, il riequilibrio che rappresenta la salute”.

Gli omeopatici dedicano molto tempo al paziente, ricercando gli aspetti psicologici, caratteriali, rendendolo soprattutto meno dipendente dal farmaco e, non ultimo, agendo come una vera e propria medicina preventiva. Quanti ne sostengono l’inutilità riferiscono che l’Organizzazione mondiale della sanità sostiene che l’omeopatia non è una cura e non apporta alcun beneficio,  essendo rifiutata, e mai dimostrata, la validità scientifica. Invece, il mondo omeopatico è da decenni impegnato nella dimostrazione della scientificità dell’omeopatia attraverso studi di fisica quantistica e non bisogna dimenticare che la prescrizione di un prodotto omeopatico è un atto medico come deliberato dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO) a Terni, il 18 maggio 2002, sulle medicine non convenzionali. “Ricordo – prosegue il dottor Merlo – quello che disse ad Alonissos, durante una delle numerose lezioni, di fronte a medici provenienti da tutto il mondo, il professor George Vithoulkas, – 'Il compito del medico omeopata è quello di liberare l’umanità dalle ansie e dalle angosce che l’affliggono'. Questa, in accordo con il mio maestro, la motivazione fondamentale alla base della scelta della professione medica come il vero senso della missione”.

 

Taggati su: Hahnemann omeopatia
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