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Dott.ssa Gloria Alcover Lillo. Articoli del mese di Novembre 2006

Nuova Visione

La malattia non va dalla psiche al corpo ma dall’alterazione della

Forza Vitale contemporaneamente al corpo,

alla psiche e allo spirito dell’individuo

Continuiamo il nostro percorso d’approfondimento della visione della medicina omeopatica circa la salute, la malattia e la guarigione, centrato da settembre nell’esposizione del concetto di totalità.

Essa, abbiamo spiegato, esprime un significato superiore alla somma delle parti che la compongono, parti che sono organicamente connesse a partire da un principio unitario: il Principio Vitale.

Questo modo di accostare il paziente, conosciuto come “olismo”, si è rivelato particolarmente importante nelle correnti della neurologia e della psicopatologia in cui si considera l’estensione piuttosto che il sito della lesione, in quanto l’uomo esiste in ogni momento come un tutto.

 

In questo numero c’interessiamo all’erroneo concetto della “psicosomatica” che si è esteso, dal Settecento ad oggi, nell’ambito di un positivismo che confonde una divisione analitica concettuale, con una divisione sostanziale della natura dei corpi e, in modo particolare, del corpo dell’uomo.

 

Dopo più di due secoli in cui la medicina ufficiale convenzionale, col suo errore di prendere “la parte per il tutto”, ha stabilito l’idea dell’individuo come un corpo composto di organi, strutture e funzioni separabili dove si situano le lesioni, abbiamo perso l’idea di totalità dinamica, corporea e psico-animica, organizzata con un suo movimento intrinseco continuo tendente alla conservazione e alla realizzazione dell’individualità.

 

Tale spinta retta dal Principio Vitale è propria della natura, non la dà un medicamento né nessun tipo di medicina e nemmeno il rapporto con il medico. Il potere del rimedio, dell’approccio terapeutico o del medico è solo quello di stimolare, con maggior o minore dominio ed efficacia, le energie vitali in modo che esse possano, per se stesse, svolgere le loro funzioni e giungere i loro naturali obiettivi.

 

L’imposizione di una visione meccanicista del mondo ha creato la convinzione dell’inesistenza di un’identità negli organi e nei tessuti dell’organismo, giungendo a trapiantarli quali elementi alieni al soggetto, cancellando in questo modo dalla visione dell’uomo l’identità soggettiva e recando un’omologazione che ci avvicina all’uomo ricambio. 

 

L’esperienza della realtà con il paziente, non ha però ancora consentito che il medico tecnico meccanico elimini una delle parti costitutive dell’uomo: la psiche. Ritenuta un soggettivismo superfluo, la realtà soggettiva d’ogni paziente, espressa nel suo modo di pensare, amare, lavorare, nelle sue frustrazioni e nei suoi aneliti, obbliga però questo tipo di medico a concedere alla psiche uno spazio nella meccanica della sua scienza. E’ in questo ambito di visione che si è conformato e fatto strada il concetto della “psicosomatica”, postulando che prima inizia un conflitto nella “mente” e dopo si trasferisce al corpo. La medicina convenzionale ha, infatti, anche una sua branca che si occupa dei disturbi organici che, non rivelando alla base una lesione anatomica o un difetto funzionale, sono ricondotti ad un’origine psicologica o che si spiegano per il mantenersi di un disagio psicologico che genera poi una disfunzione o lesione di un organo.

 

Il metodo omeopatico, tuttavia, attraverso la sperimentazione pura sull’individuo sano, scopre e dimostra che la malattia non va dalla psiche al corpo ma dall’alterazione della Forza Vitale contemporaneamente al corpo, alla psiche e allo spirito dell’individuo. La Forza Vitale è la causa efficiente sia della malattia che della salute.

 

L’uomo è una totalità inscindibile e reagisce agli stimoli dell’esistenza come tale, mostrando, come il riflesso di un’immagine allo specchio, il suo “modo d’essere e stare nel mondo”, con quanto lo costituisce: psiche, energia, anima, gli organi con le loro funzioni particolari; ogni elemento con il proprio linguaggio, rispondendo all’unità gerarchizzata che è l’uomo. Una volta osservato ciò, si comprende che la causa efficiente dei cambiamenti nel modo di essere di un individuo dipendono direttamente della sua Forza Vitale, che costituisce una medesima cosa con la sua identità e la sua possibilità biologica.

 

Per una nuova pubblica opinione sulla salute

 

Scrivere ogni mese questa “rubrica” pone sempre il problema della rilettura delle notizie della ribalta a consumo dell’opinione pubblica. Il panorama della fabbrica del consenso è ripetitivo e viene voglia di scrivere piuttosto d’astronomia o d’entomologia. In ogni caso, i media che filtrano ciò di cui ci è dato aver udito ci indicano che siamo in attesa della legge che, a testo unico, disciplini le medicine complementari o alternative, a seconda della posizione ideologica, mentre il numero degli utenti aumenta. Vento in poppa nel settore!

 

Certamente, non possiamo non porci il problema di cosa sia l’opinione pubblica. Con la diffusione della stampa, poi con la televisione e oggi anche via Internet, la manipolazione della popolazione dei paesi democratici avviene fondamentalmente attraverso questo cosiddetto quarto potere: i mass media. Esso viene chiamato quarto potere perché si riconosce la sua capacità di influenzare le opinioni. Il rischio principale, anche per le democrazie, in seguito all’uso improprio di tale potere, è costituito dal controllo della proprietà dei media nelle mani di pochi gruppi di persone. Il risvolto più inquietante di questo è che coloro che controllano i media tendono in genere a filtrare le informazioni che sono in contrasto con i propri interessi, ostacolando ai cittadini la possibilità di un’informazione plurale e creando una formattazione dell’opinione. Assieme a qualunque società di massa funziona un apparato plebiscitario del consenso.

 

Per fortuna, la Forza Vitale sana tende ad un equilibrio e s’impegna anche nella divulgazione della propria visione dei fatti. Anzi, s’impegna nell’assicurarsi un mondo che garantisca il suo programma tendente alla realizzazione del processo vitale. Dunque nel quadro composito delle lotte globali, nazionali, locali e di ogni genere e carattere vi è sempre una tendenza vitale che resiste ad essere sopraffatta o modificata nella sua identità. Questa tendenza impara e fa le proprie notizie, come facciamo anche noi con queste due pagine al mese.

 

E’ inevitabile che in un contesto globale di capitalizzazione anche le medicine alternative occidentali e quelle orientali vengano sempre più integrate nel circuito della creazione di profitti con un linguaggio sempre più amichevole e personalizzato per meglio vendere la merce salute e benessere. E già che la dobbiamo acquistare, è meglio essere consapevole di cosa richiedere al mercato e non che sia il mercato a imporci unilateralmente i suoi di interessi.

 

Ringraziando la disponibilità del sig. Fulvio Toso che pubblica in rete questo mensile nel suo sito www.omeopatianet.it, invitiamo a coloro che lo ricevono direttamente da noi a visitare questa finestra virtuale dove troverete informazione sul mondo della medicina omeopatica e la possibilità di partecipare sia nel forum che al blog. 

 

FAQ

 

E’ vero che nel trattamento omeopatico si deve attraversare un aggravamento dei sintomi come segnale obbligatorio circa l’adeguazione del rimedio e la via della guarigione?

 

No. L’aggravamento del quadro non è obbligatorio. E’ semplicemente possibile per la straordinaria potenza del rimedio e la sensibilità individuale del paziente. Si può comprendere che lavorando con energie sottili e potenti non sempre si riesce a dare il rimedio nella potenza “matematicamente precisa” in modo che la guarigione si verifichi in maniera veloce, soave e permanente senza disturbi aggiunti. Quando, dopo la somministrazione di un rimedio, si presenta un aggravamento è perché la Forza Vitale reaziona bruscamente stimolata da un rimedio troppo potente per la sensibilità o possibilità della persona. Se succede, bisogna sapere aspettare, concedendo tempo all’organismo, in modo che possa correggere l’eccesso. Se l’aggravamento è molto intenso, necessita comunicarlo al medico in modo che egli possa intervenire diminuendo la sofferenza che, in ogni caso, sarà transitoria. Quando il rimedio agisce in forma ottima, il paziente sente un miglioramento progressivo senza accusare nessun disturbo.

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