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Inviato da il in Omeopatia
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Ancora Garattini, ancora polemiche.

Ancora Garattini, ancora polemiche.

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Ecco, non so come dirvelo...perchè speravo (sempre troppo fiduciosamente) che la questione fosse stata chiarita. E invece pare di no.

Ricordate il tragico caso della giovane ragazza diabetica morta a Firenze perchè una ricercatrice biologica l'aveva convinta ad interrompere la somministrazione di insulina? Ricordate anche le polemiche contro l'omeopatia che tale caso scatenò – caso che niente in realtà aveva a che vedere con la medicina omeopatica?

Ieri mi hanno segnalato questo articolo di Silvio Garattini, direttore dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano, pubblicato su “L'Espresso” della scorsa settimana. Confesso che a fine lettura ero vagamente sconcertata. Non che Garattini fosse nuovo a questo tipo di polemiche: è lo spunto da cui parte che, a mio avviso, è sconfortante. Non metto in discussione i pareri scientifici di Garattini o di altri medici (io che non sono medico non ho le competenze per farlo. Lo faccio da paziente, ma non da medico). Mi preme piuttosto segnalare qui il modo, a mio avviso fin troppo ideologico, con cui viene nuovamente trattato il caso di cronaca e malasanità in questione e quello con cui di nuovo vengono tratte conclusione fasulle sulla medicina omeopatica.

Potete leggere l'articolo a questo indirizzo. Al titolo, già di per sé urticante ( “Una tragedia omeopatica” ) fa seguito un incipit che, nonostante smentite e chiarimenti che vennero fatti nei giorni successivi alla vicenda, parte da un presupposto sbagliato. Ovvero dal fatto, in ogni caso angosciante e assurdo, che questa ragazza sia morta per mano di una consulenza medica omeopatica. Non è vero, visto che la persona indagata per questa tragica morte, non è un medico, tanto meno un medico omeopata. E non le aveva assegnato alcun rimedio omeopatico sostitutivo all'insulina. In omeopatia, in ogni caso, non ne esistono. Non torno ad approfondire l'argomento, visto che ne abbiamo già parlato.

Il resto dell'articolo si sviluppa identificando, in modo non propriamente logico, le cause di un evento di questo tipo con la presunta inefficacia della medicina omeopatica e, ancora una volta, con l'effetto placebo che in realtà, secondo Garattini e secondo molti altri detrattori, indurrebbero questi medicinali non convenzionali. A voi la lettura dell'intero testo. Che a mio avviso, lo avrete capito, risulta un po' troppo superficiale: il suo scopo ultimo mi pare sia infatti soltanto quello di affermare sbrigativamente che l'omeopatia può persino uccidere e provocare tragedie.

Voce in netto controcanto quella de “la Repubblica” di oggi, nell'articolo di Francesco Bottaccioli, che segnala la recente uscita del Manuale di Medicina Complementare di Oxford, a cura di Edzard Ernst, professore della Peninsula Medical School, Università di Exeter e Plymouth, in Inghilterra. Nel quale viene analizzato, tramite minuziose analisi, dove e come le terapie non convenzionali possono funzionare bene per la nostra salute.

"C'è una crescente attenzione della scienza internazionale al fenomeno delle cosiddette medicine non convenzionali. È in uscita, in questi giorni, l' Oxford Handbook of Complementary Medicine (Manuale Oxford di Medicina Complementare), edito dalla Oxford University Press, a cura di Edzard Ernst, professore della Peninsula Medical School, Università di Exeter e Plymouth, in Inghilterra. Ernst ha pubblicato più di mille lavori scientifici, in buona parte dedicati all'esame rigoroso delle terapie complementari, valutate nella loro efficacia e sicurezza.
In questo e negli altri Manuali, scritti dall'epidemiologo britannico, ci sono tutte le luci e le ombre delle terapie complementari: c'è un esame puntiglioso di cosa funziona, su quale patologia, con quali conseguenze, cosa ancora deve essere maggiormente studiato e cosa al momento non funziona. Riferirsi a una sola meta-analisi, come spesso si fa citando quella di Lancet del 2005 sull'omeopatia, per chiudere la questione della verifica dell'efficacia, è quindi davvero un'operazione semplicistica. Occorre invece mettere in campo tutti gli studi disponibili e trarre le somme, che Ernst organizza in tre categorie: evidenze positive, evidenze promettenti, evidenze al momento negative".

(...)

"L'omeopatia
Per l'omeopatia gli studi certamente positivi riguardano: influenza e malattie reumatiche. Gli studi promettenti ma non conclusivi riguardano: fibromialgia, dolore lombare, sindrome da fatica cronica, trauma cerebrale lieve, diarrea infantile, otite sierosa. Quelli al momento negativi riguardano: artrite reumatoide, spondilite anchilosante, otite media, ansia generalizzata, asma".

(leggi tutto)

 

19 / 06 / 2008

Antonella Venezia

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