Italian English French German Portuguese Russian Spanish Thai
  • Home
  • Liberta' di cura

Liberta' di cura

16
Settembre
2007

Questioni da porsi nella scelta tra terapie oncologiche chemioterapiche piuttosto che naturopatiche

Dopo una diagnosi di cancro.
Questioni da porsi nella scelta tra terapie oncologiche chemioterapiche piuttosto che naturopatiche
Di Mike Adams, 26 aprile 2007
Tradotto per
www.disinformazione.it da Stefano Pravato
Link alla pagina originale


È ampiamente noto come un crescente numero di malati si rivolga alla medicina alternativa per la cura di malattie come il cancro, la depressione, il diabete, malattie di cuore e così via. Generalmente, però, sono poco esplorati i dettagli delle modalità con cui molti di questi malati effettuano una tale svolta dalla medicina convenzionale a quella alternativa.
La verità in proposito è piuttosto sorprendente e, forse, persino un poco frustrante perché molti ammalati si rivolgono alla medicina alternativa soltanto dopo che la medicina convenzionale, nel loro caso, ha fallito. Solo allora molte persone cominciano a interessarsi di erbe medicinali, agopuntura o di cure chiropratiche. È solo dopo aver tentato tutto quello che propone la medicina convenzionale - farmaci, interventi chirurgici, radioterapia e chemioterapia - che infine si rendono conto di non riuscire ad ottenere nessun beneficio e che devono fare qualcosa di differente.

È stupefacente come la medicina convenzionale riesca a motivare così fortemente la gente a scansare le alternative, tanto più che la maggior parte delle terapie proposte dalla medicina convenzionale semplicemente non funziona. Ancora peggio, tali terapie provocano danni tremendi ai pazienti, pur promettendo di aiutarli.
Durante il trattamento convenzionale del cancro con i farmaci tossici della chemioterapia, per esempio, i pazienti vengono informati che li si sta aiutando. Gli si dice che stanno migliorando. L'Associazione Medica Americana, la FDA e tutte le autorità mediche li informano che stanno ricevendo una forma di terapia scientificamente comprovata.

Quello che non si dice è che la chemioterapia sta compromettendo il sano, normale funzionamento degli organi vitali, quali fegato, cuore, cervello e reni. Sì, un tumore potrebbe anche rimpicciolirsi, ma qui non si tratta semplicemente di uscire dalla terapia oncologica con tumori più piccoli. Il punto è di uscirne sani con un sistema immunitario forte e un equilibrio cellulare che blocchi o elimini del tutto i tumori. Quel genere di risultato che non sortisce dalla medicina convenzionale.

Dopo essere stati quasi uccisi dalle terapie oncologiche, si va in cerca di alternative.
Quando i pazienti di cancro, infine, prendono la decisione di rivolgersi alla medicina alternativa, spesso lo fanno in uno stato di pre-morte a causa della severità con cui sono stati danneggiati dai trattamenti offerti dalla medicina convenzionale occidentale. Allora, in maniera ancor più frustrante, cominciano a prendere qualche erba o sperimentano qualche genere di trattamento alternativo e l’esito è la morte dovuta ai danni organici provocati dalla chemioterapia tossica somministrata in precedenza dai propri medici convenzionali. È per questo che dico alle persone: la scelta la dovete fare prima. Non aspettate di essere alle soglie della morte per svegliarvi e scegliere la medicina alternativa. Potrebbe essere troppo tardi.

Categories: Liberta' di cura

16
Settembre
2007

La Svizzera verso un referendum per le Medicine Complementari

La Svizzera verso un referendum per le Medicine Complementari

di Luisella Zanino

In Svizzera la popolazione ha diritto e potere di modificare la Costituzione Nazionale attraverso lo strumento-chiave del referendum, presentando degli emendamenti. In questo caso l'obiettivo è introdurre un nuovo articolo nel quale la Federazione dei Cantoni riconosce politicamente e operativamente le Medicine Complementari. Tutto è cominciato quando il Governo Svizzero ha trascurato i risultati di uno studio scientifico che dimostrava come i pazienti svizzeri fossero più soddisfatti dalle cure quando si rivolgevano a medici che praticassero anche le CAM (Complementary and Alternative Medicine). Da questo studio risultava inoltre un minor numero di effetti collaterali ed un costo annuale per le cure molto più basso. Questa iniziativa nasce dal malcontento della popolazione per la decisione, nonostante le evidenze, di non introdurre le CAM fra le prestazioni erogate dallo stato Svizzero. Lo scopo dell'iniziativa è promuovere un settore di cure basate sul concetto di integrazione fra medicina tradizionale e CAM. I punti sono: preservare la medicina convenzionale, incorporare e riconoscere nel sistema sanitario di base le cinque discipline complementari più utilizzate (medicina antroposofica, omeopatia, medicina tradizionale cinese, fitoterapia e terapia neurale); regolamentare gli standard di formazione fra gli operatori in CAM non medici; promuovere la ricerca e l'insegnamento accademico delle CAM in Svizzera. Ad oggi sono state raccolte più di 140.000 firme e per farlo hanno collaborato tra loro tutti gli operatori del settore: medici, farmacisti, laboratori, ospedali, infermieri, terapeuti etc. Sono stati coinvolti il Parlamento, i partiti politici e i media. Il referendum avrà luogo nel 2008.

Per maggiori informazioni >>> cliccare qui

Categories: Liberta' di cura

29
Agosto
2007

SALUTE: 24% VALDOSTANI RICORRE A TERAPIE NON CONVENZIONALI

SALUTE: 24% VALDOSTANI RICORRE A TERAPIE NON CONVENZIONALI
    (ANSA) - AOSTA, 28 AGO - I valdostani hanno fiducia nelle terapie non convenzionali e il 24% di essi ne hanno fatto uso almeno una volta negli ultimi tre anni. Il dato, diffuso dall'Istat, colloca la Valle d'Aosta al secondo posto, dopo la Provincia di Bolzano, per diffusione di questo tipo di pratica terapeutica e fa registrare oltre 10 punti percentuali in più rispetto alla media nazionale che è del 13,6%. 


La regione alpina è dunque una delle zone del paese in cui la medicina convenzionale sta prendendo più piede, anche sulla scia di una diffusione che il fenomeno sta avendo in tutta Italia dove, sempre secondo l'Istat, nel 2005 circa 7,9 milioni di persone hanno dichiarato di aver utilizzato metodi di cura non convenzionali nei tre anni precedenti.

Il tipo di terapia più utilizzata in Valle d'Aosta è l'omeopatia (14,8%), seguita dai trattamenti manuali (11,5%) e dalla fitoterapia (7,6%). La regione si distingue nella statistica nazionale anche per la percentuale più alta di persone soddisfatte da questi tipi di cura: soddisfatto l'88,4% delle persone che sono ricorse ai trattamenti manuali, l'83,2% di coloro che hanno utilizzato la fitoterapia e il 76,6% dei pazienti che si sono curati con l'omeopatia.

Per ciò che concerne poi il rapporto tra l'uso di prodotti omeopatici e fitoterapici e l'assunzione di medicinali, il 16,1% dei valdostani ricorre solo ai prodotti alternativi, mentre il 6,4% di essi non si è mai curato con questo tipo di rimedi. Le posizioni intermedie riguardano coloro che usano prevalentemente prodotti omeopatici e fitoterapici (33,4%) e coloro che assumo prevalentemente farmaci tradizionali (44,1%). (ANSA).

 

 

 

Categories: Liberta' di cura

25
Agosto
2007

La Chiesa ha "scomunicato" la medicina alternativa

Ispirate a filosofie incompatibili con la fede ed anticamera dell’occultismo le terapie alternative con queste accuse sono state messe al bando dai Vescovi Italiani.
 
Da "Stargate news" - dalla redazione 21 Ottobre 2000 Nero su bianco, il documento dell’Ufficio nazionale CEI (la Conferenza Episcopale Italiana) per la pastorale della sanità, così recita nell’ordine: "Erboristeria, Agopuntura, Omeopatia, Reflessologia, Iridologia, Pranoterapia, Reiki, Shiatsu", seminando nelle coscienze di milioni di italiani lo scrupolo, se di fede cattolica, a continuare a curarsi in maniera alternativa e ad accettare i consigli terapeutici di quei 40mila medici non allineati alla medicina tradizionale.
 
"Può essere dannosa non solo per il corpo ma per lo spirito e se ne raccomanda una rigorosa prudenza nell’inserirla nelle terapie di strutture mediche", sottolineano nel documento. Un invito, quindi, a rivolgersi in tranquillità (fisica e d’animo) ai farmaci convenzionali per non sconfinare in un dilemma che troppa parte ha a che fare con le religioni orientali, con le magie e le suggestioni di quella New Age, a torto o ragione, destabilizzante per il sistema. (Wendy D'Olive)
 
 
 

Categories: Liberta' di cura

24
Agosto
2007

Comunicato stampa - Indagine ISTAT su Medicine Non Convenzionali

 
Il Comitato ritiene indispensabile sottoporre all’opinione pubblica le seguenti considerazioni: Una quota assai rilevante della popolazione italiana, dopo anni di “sperimentazione”, continua con convinzione ad utilizzare percorsi terapeutici non convenzionali, sia in modo esclusivo sia, soprattutto, in modo integrato. Metà degli italiani ritengono che, a prescindere dall’utilizzo soggettivo, tali medicine abbiano una loro utilità e dignità. Persiste e si consolida temporalmente una connessione molto evidente tra utilizzatori di tali terapie ed alto livello di istruzione personale Cosa significa tutto ciò? Che anche dopo cinque anni dall’ultima rilevazione (1999), ben otto milioni di italiani confermano definitivamente la validità e l’utilità di questi percorsi terapeutici. 
 
 

Categories: Liberta' di cura

22
Agosto
2007

SALUTE: ISTAT, OMEOPATIA IN TESTA TRA CURE NON CONVENZIONALI

SALUTE: ISTAT, OMEOPATIA IN TESTA TRA CURE NON CONVENZIONALI
(ASCA) - Roma, 21 ago - Sono piu' le donne (circa 4 milioni e 700 mila, pari al 15,8%) che gli uomini (3 milioni 162 mila, pari all'11,2%) a usare i rimedi non convenzionali. Analizzando nel dettaglio i singoli rimedi, emergono
differenze di genere soprattutto per cio' che riguarda il ricorso all'omeopatia (8,8% delle donne contro 5,1% degli uomini) e alla fitoterapia (4,8% contro 2,6%). Meno accentuate sono, invece, le differenze nel caso
dell'agopuntura (2,2% contro 1,5%) e dei trattamenti manuali (7,1% contro 5,7%). Lo segnala l'Istat che oggi ha diffuso i dati di un'indagine multiscopo sulle ''Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari''. In generale sono le persone di eta' adulta, dai 25 ai 64 anni, a ricorrere in misura piu' consistente ai vari tipi di terapie non convenzionali e, in particolare, quelle di eta' compresa tra i 35 e i 44 anni: in questa fascia di eta', piu' del 20% delle donne ha fatto ricorso a rimedi non convenzionali, contro il 14,6% dei coetanei maschi. I trattamenti omeopatici, cosi' come la fitoterapia e i trattamenti manuali, vengono scelti in prevalenza da donne di 25-54 anni. L'agopuntura e' invece piu' diffusa tra le persone anziane, in quanto spesso rappresenta un rimedio al dolore soprattutto per le donne, piu' frequentemente colpite da patologie invalidanti e dolorose. 

 

 

 

 

Categories: Liberta' di cura

02
Luglio
2007

SVIZZERA, ROCHE CONDANNATA PER UN FARMACO CONTRO L'ACNE

SVIZZERA, ROCHE CONDANNATA PER UN FARMACO CONTRO L'ACNE

Un tribunale statunitense ha condannato il colosso farmaceutico elvetico a pagare i danni causati dal farmaco anti-acne Accutane

roche_svizzera.jpgLa giuria del tribunale del New Jersey ha riconosciuto il gruppo Roche colpevole per avvertimenti insufficienti circa gli effetti collaterali legati all'assunzione del medicamento. A portare il caso davanti alla giustizia è stato un informatico dell'Alabama, costretto a subire numerose operazioni, fra cui un'ablazione del colon, dopo aver seguito una cura a base di Accutane nel 1995.

L'impiego del medicinale del gruppo basilese è stato la causa diretta dell'insorgere di problemi intestinali: da allora, il 36enne soffre di diarree croniche e di incontinenze.

Dal canto suo il gruppo Roche, la cui filiale americana è basata a Nutley, nel New Jersey, ribadisce che non esiste alcuna prova scientifica dell'esistenza di un legame fra l'utilizzo di Accutane e i disturbi di cui ha sofferto il paziente.



Categories: Liberta' di cura

04
Novembre
2006

Medicina: numero preparati omeopatici diminuira', critiche SSMO

Medicina: numero preparati omeopatici diminuirà, critiche SSMO LUCERNA - La Società svizzera dei medici omeopatici (SSMO) critica gli effetti dei nuovi criteri d'autorizzatione complemetari per i medicamenti, entrati in vigore il primo ottobre.

Categories: Liberta' di cura

02
Luglio
2007

Rapporto uomo-animale: cancro e dintorni

Rapporto uomo-animale
CANCRO E ... DINTORNI !!!  

fonte: www.greenplanet.net 

cane&gatto

Parlare di cancro nei nostri animali, soprattutto nei cani e gatti che vivono a stretto contatto con i proprietari non è mai facile, come nel campo umano. Anche nei nostri compagni a quattro zampe il tumore è una triste e frequente realtà con il doloroso corollario che tutti possiamo immaginare. In veterinaria non abbiamo a disposizione studi epidemiologici di massa in grado di confermare quello che è sotto gli occhi di ogni professionista: l'aumento esponenziale negli ultimi anni dei più svariati tipi di neoplasie nei nostri amici!



Categories: Liberta' di cura

27
Giugno
2007

Che cosa e' il Metilfenidato (Ritalin)

Cos'è il Metilfenidato (Ritalin)
Tratto da A.R.P.C. – Associazione per la Ricerca e la Prevenzione del Cancro
www.aerrepici.org

E' una vera e propria droga con effetti praticamente uguali a quelli della cocaina e delle anfetamine, ma con danni alla salute mentale e fisica ancora più gravi.
In uno studio della DEA (ente governativo USA) si legge: “All'uso prolungato di metilfenidato sono stati associati episodi psicotici, illusioni paranoiche, allucinazioni e comportamenti anomali, simili alla tipica tossicità delle anfetamine. Sono state riportate gravi conseguenze fisiche e la possibilità di morte”.1
Anche senza abusi di somministrazione, gli effetti collaterali includono: “cambiamenti di pressione sanguigna, angina pectoris, perdita di peso, psicosi tossica. Durante la fase di astinenza c'è la possibilità di suicidio”.2
Non sto rivelando dei segreti gelosamente custoditi nelle casseforti delle multinazionali o delle associazioni psichiatriche. Oltre che nei documenti citati, trovate questi e altri dati nella “Guida all'uso dei farmaci per i bambini”, distribuita largamente dal Ministero della Salute, Direzione generale della valutazione dei medicinali e della farmacovigilanza. Ve ne riportiamo l'articolo sul metilfenidato e una dichiarazione del Ministero della Salute.



 

Quale malattia dovrebbe curare.
La pratica psichiatrica si basa sul “Manuale diagnostico e statistico per malattie mentali” (DSM). Pubblicato per la prima volta nel 1952, conteneva 112 malattie mentali. Oggi, nell'ultima edizione, che risale al 1994, ne contiene 374 (!). Ma ciò che è più interessante sapere è il modo con cui vengono “scoperte” queste malattie. Ricerche? Test di laboratorio? Scoperte scientifiche? Nooo!... Votazioni a maggioranza (!). Via, non sto scherzando! I “migliori” strizzacervelli del pianeta si riuniscono di tanto in tanto. Poi uno di loro si alza e dice: “Io propongo di mettere questa nuova malattia nel manuale. Che ne dite?” “Mhm... interessante, gustosa direi. Mettiamola ai voti”. Se la maggioranza è d'accordo, abbiamo una malattia nuova di zecca. Semplice, no? E poi è un metodo così democratico!...
Ad esempio, nel 1973 decisero (sempre a maggioranza, ben s'intende) di smettere di definire l'omosessualità una malattia mentale (dato che sotto le finestre del congresso c'era una manifestazione di attivisti gay inferociti). In compenso ne aggiunsero molte altre; così nell'edizione del DSM del 1980 apparvero 32 nuove malattie dell'infanzia e dell'adolescenza, tra cui la famigerata ADHD, che dovrebbe essere “curata” con il metilfenidato.

Cos'è l'ADHD.

 

 

ADHD sono le iniziali delle parole di un'espressione inglese che significa “Malattia da deficienza di attenzione e iperattività”. Vostro figlio di 6 anni è pieno di energia e non sta mai fermo? Ha l'ADHD. Preferisce giocare invece di fare i compiti di scuola? Ha l'ADHD. Si intromette nelle vostre conversazioni? Ha l'ADHD. Ma non crediate che la diagnosi sia così facile. Ci vuole qualcosa di serio: ci vuole un test. Se prima vi eravate preoccupati, ora vi sentite già più tranquilli, vero? Un test è una cosa seria, scientifica... Bene! Eccovi questa cosa seria e scientifica.
Dopo aver letto il test, immagino che vi starete chiedendo in che mondo viviamo e in che mani siamo. Praticamente tutti i bambini (tranne quelli che stanno veramente male) potrebbero essere considerati malati di ADHD (punteggio uguale o superiore a 14). Forse penserete che è un test assolutamente idiota. No; è molto “furbo”, anche se criminale. Con uno strumento così nelle mani della psichiatria e con una legge adatta si possono fare molti, molti, molti milioni di euro drogando praticamente tutti i bambini.

La legge.

Questa proposta di legge, già pronta per essere votata, prevede la distribuzione capillare in tutte le scuole del test, che dovrà essere usato dagli insegnanti. Poi con l'”aiuto” di psichiatri e assistenti sociali, i bambini etichettati come malati mentali, verranno “curati” con il metilfenidato. Niente paura! Il costo del “medicinale” è a totale carico dello stato (in altri termini, senza poter scegliere, lo pagheremo sempre noi, forzatamente, con le tasse). Se i genitori non vorranno questo tipo di trattamento per il loro bambino, si potrà sempre somministrare la sostanza a scuola, a loro insaputa, oppure si potranno privare della patria potestà, visto che sono così incoscienti da non voler curare il loro figlio malato. Si farebbe rientrare tutto nel famigerato “Trattamento sanitario obbligatorio” (TSO).
Oltre al nostro ineffabile ministro Sirchiapone, abbiamo il solito gruppo (quelli che si ritrovano nel CICAP, tanto per intenderci), con in testa Piero Angela e Garattini, che “spingono” a tutta forza per far passare la legge.
Una riflessione. Ma Garattini è spinto a fare ciò da spirito filantropico? dal suo grande amore per i bambini?
Mentre in Italia si sta cercando di fare questo colpo di mano, approfittando del fatto che i parlamentari non conoscono queste cose e che, generalmente, si fidano del parere dei medici, in Canada, Australia, Giappone e Nuova Zelanda recentemente è stato proibito non solo il metilfenidato, ma tutti i psicofarmaci ai minori di 18 anni. Negli USA, dopo gravi casi di bambini morti per crisi cardiache o suicidi indotti da psicofarmaci, una legge ora stabilisce che su tutte le confezioni di queste sostanze appaia ben grande e chiara una scritta con un avvertimento dei pericoli che si corrono con la loro assunzione. Inoltre, prima di somministrare tali sostanze, il medico dovrà ottenere il consenso informato dal paziente.
Inoltre in USA l'azienda che produce il Ritalin è stata portata in tribunale, accusata da migliaia di famiglie di aver complottato per spingere la gioventù americana al consumo di psicofarmaci. Così, in quattro stati americani sono in corso altrettante cause collettive. La tesi dell'accusa, guidata da un noto avvocato, Andrew Waters (già assurto agli onori della cronaca per le sue cause, vinte, contro le industrie del tabacco), è che l'azienda farmaceutica avrebbe cercato di assicurarsi i favori di importanti associazioni. In primis, l'American Psychiatric Association, ma anche la Children and Adult with Attention Deficit Disorder, una associazione di genitori di bambini iperattivi, sarebbe coinvolta: avrebbe fatto pressione perché l'ADHD venisse riconosciuta come handicap scolastico in cambio di finanziamenti.
Nel 2002 la Commissione Olandese per la Pubblicità ha ordinato di cessare la pubblicità che descriveva l'ADHD come un disturbo neurobiologico o genetico in quanto ingannevole, perché non ci sono prove scientifiche a sostegno di questa tesi.
E IN ITALIA ?


1Terrance Woodworth, DEA Congressional Testimony before the Committee on Education and Workforce: Subcommitee on Erly Childhood, Youth and Families, 16 May 2000.
2Physicians' Desk Reference (Medical Economics Company, New Jersey, 1998) pag. 1896-1897; DSM III edizione

 

Share/Save/Bookmarka2a_linkname=document.title;a2a_linkurl=location.href;

Categories: Liberta' di cura

19
Giugno
2007

La distorsione della comunicazione scientifica

La distorsione della comunicazione scientifica

"Non siamo in Paradiso". Così John Ioannidis, docente alla Tufts University di Boston affronta la questione della distorsione della comunicazione scientifica.

di Massimo Saruggia

I condizionamenti dell'industria e gli errori sistematici presenti nei trial clinici condizionano una sempre maggiore difficoltà ad interpretare informazioni sempre più numerose e disponibili. John Ioannidis precisa il suo pensiero: "C'è una grande distanza tra le teorie formulate da chi fa ricerca e le conseguenze degli studi compiuti: prendiamo troppo a cuore le prime e trascuriamo le seconde, senza considerare che è degli esiti delle ricerche e non delle teorie che subiamo le conseguenze". Alle principali distorsioni che da tempo conosciamo, che rendono poco attendibile molto di quanto viene pubblicato e che consistono nel manipolare in vario modo i risultati emersi dagli studi (dal bias di pubblicazione al selective reporting bias), Ioannidis aggiunge un nuovo strumento di sofisticazione dei risultati: il falsification bias. Esso consiste nell'inventare i risultati positivi necessari a sostenere una tesi prestabilita, se essi non emergono con evidenza dallo studio.

Categories: Liberta' di cura

17
Giugno
2007

Medicinali, problema risolto a meta'

Medicinali, problema risolto a metà

Omeopatia

di Alessandra Margreth

Passi avanti nel riconoscimento dei medicinali omeopatici. Anche in Italia è entrato in vigore il Codice Europeo sui farmaci, dove gli omeopatici sono riconosciuti a tutti gli effetti. Ora occorre proseguire. Ne ha parlato Alessandro Pizzoccaro, presidente di Anipro, l'associazione nazionale che riunisce gli importatori e i produttori di rimedi omeopatici, al Congresso Nazionale di Omeopatia, Omotossicologia e Medicina Biologica, di Milano.

Categories: Liberta' di cura

19
Settembre
2007

Guerra al cancro? Ecco le balle della oncologia!

Guerra al cancro? Ecco le balle dell’oncologia!
Marcello Pamio – 1 dicembre 2006

fonte: www.disinformazione.it 

Sempre più spesso, nei salottini-bene della tivù di regime - quei teatrini e trasmissioni create ad hoc per ingannare e illudere “il gregge disorientato” (definizione di Noam Chomsky) – sentiamo e/o vediamo i grandi luminari sottolineare pomposamente i grandissimi risultati ottenuti dalla scienza nella cura del cancro o nella prevenzione dello stesso.
Senza alcun contraddittorio - d’altronde non è logico aspettarselo se lo scopo è, come è, la mera propaganda – questi grandi ricercatori affermano che per esempio “il cancro è ormai quasi sconfitto”, e che “le prospettive di vita si sono allungate grazie alle scoperte e agli screening preventivi”, che “il 50% dei malati sopravvive”, ecc.

Nessuno parla mai di “qualità” della vita, ma solo di prospettive di sopravvivenza!
Tutti sorridenti e incravattati si alternano nel tubo catodico rassicurando il mondo intero.
Se effettivamente dessimo ascolto a questi signori, non dovremo preoccuparci di nulla.

Uno screening, per esempio, evidenzia un tumore che non sapevamo neppure di avere, ma qual è il problema? Gli esperti dicono, innanzitutto che abbiamo fatto bene a fare l’esame preventivo (affermando che è meglio scoprire prima possibile. Ma poi, una volta scoperto per tempo, ci sono gli strumenti adeguati?), e poi che le probabilità di farcela se seguo la prassi ortodossa (chirurgia, chemioterapia e radioterapia) sono altissime: a parlare sono le statistiche: il 50 per cento dei malati di cancro guariscono!

Categories: Liberta' di cura

16
Giugno
2007

Allarme Tbc super resistente

Una forma aggressiva e pericolosa e non c'è l'antibiotico risolutivo
ormai diffusa in Cina, in Africa ma anche in tutta l'Europa e negli Usa

Allarme Tbc super resistente

Anche in Italia i primi otto casi

di MAURIZIO PAGANELLI


<B>Allarme Tbc super resistente<br>Anche in Italia i primi otto casi</B>
 
ROMA - Una forma di tubercolosi, aggressiva e pericolosa, contro cui non c'è antibiotico risolutivo, che non risponde a quasi nessuno dei farmaci, anche di seconda linea, conosciuti: l'allarme mondiale, lanciato da oltre un anno, ora giunge in Italia, con 8 casi "certificati" anche dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, studiati e diagnosticati dai centri di riferimento nazionali tra il 2003 e il 2006.

Categories: Liberta' di cura

31
Maggio
2007

Rimborsare l'omeopatia?

Rimborsare l'omeopatia?  

A confronto: Gino Santini, Stefano Cagliano e Roberto Banfi.
Pubblicato su Va' Pensiero n° 305
 

Sono molti gli italiani che ricorrono alle cure omeopatiche: un'indagine Doxa presentata nel 2005 riferiva di otto mila medici omeopati e di circa undici milioni di consumatori. La definizione dei Lea ha escluso l'omeopatia tra le specialità mediche soggette a rimborsabilità delle prestazioni dal Sistema Sanitario Nazionale (SSN), eppure molte strutture del SSN hanno aperto ambulatori pubblici di omeopatia. L'utilizzo diffuso non è di certo un indice di efficacia, ma anche alla luce di quei dati viene da chiedersi: è giusto che i farmaci omeopatici siano rimborsabili dal SSN?

A confronto: Gino Santini, Stefano Cagliano e Roberto Banfi.

Categories: Liberta' di cura