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23 Gennaio 2012
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Articoli di Omeopatia -
Articoli di Omeopatia

Trovare un buon medico omeopata non è cosa facile: ci vuole pazienza e determinazione.
In Italia, in assenza di una normativa specifica sulle medicine naturali, possono praticare l’omeopatia solo i medici laureati.
Dato che nel mondo dell’omeopatia esistono molte scuole con approcci differenti, prima di affidarvi ad un omeopata puo’ essere utile sottoporgli alcune domande.
1) E' un Medico? Dove e per quanto tempo ha studiato l’omeopatia?
In Italia la Medicina Omeopatica è un ATTO MEDICO pertanto può essere praticata solo da medici (laureati ed iscritti all'Ordine dei Medici).
Vedi articolo: L'Omeopatia è un atto medico (cliccare qui)
Le scuole di omeopatia sono generalmente quadriennali e per un monte di ore di studio non inferire a 450 (con non meno di 100 ore di pratica clinica). In Italia la FIAMO www.fiamo.it , Federazione Italiana delle Associazioni e dei Medico Omeopati ha al suo interno un Dipartimento Scuole Formazione Insegnamento: accoglie e rappresenta quattordici scuole di omeopatia di alta qualità, uniformando e qualificando secondo i migliori parametri internazionali l’insegnamento della medicina omeopatica.
2)Da quanto tempo pratica l’omeopatia?
Va da se’, che una lunga esperienza è garanzia di affidabilità e di piu’ ampie conoscenze tecniche; alcuni omeopati hanno un diploma riconosciuto che richiede una pratica di almeno 3 anni prima dell’esame finale.
3) Quanto tempo dedica a ciascun paziente?
Una prima visita per la cura di un disturbo cronico dovrebbe durare almeno 1 ora.
E’ piu’ o meno questo il tempo necessario per un omeopata per riuscire a raccogliere le informazioni sufficienti e scegliere il rimedio giusto. Se il medico dedica alla prima visita un tempo molto piu’ breve, forse non è l‘omeopata che cercate.
4) Cura i suoi pazienti con un solo rimedio o con molti contemporaneamente?
Benchè alcuni omeopati di scuola pluralista, curino con discreto successo molti disturbi con una varieta’ di rimedi, altri di scuola unicista, piu’ in linea con le teorie hahnemanianne, preferiscono prescrivere un solo rimedio, ovvero quello che copre tutti i sintomi presentati dal paziente.


La Società Italiana di Medicina Omeopatica e la F.I.A.M.O. promuovono il primo Registro dei Medici e Veterinari Omeopati Italiani.
Si tratta di una iniziativa innovativa e particolarmente qualificata. Infatti sono chiaramente definiti i percorsi formativi necessari per essere inclusiil primo registro in cui:
- vi è una commissione che valuta i titoli dei medici che chiedono l’iscrizione
- se un medico non raggiunge i titoli necessari, non può essere iscritto
- i percorsi formativi richiesti garantiscono una effettiva competenza clinica in medicina omeopatica
- i nominativi dei medici e dei veterinari inclusi sono consultabili liberamente sul sito della Società Italiana di Medicina Omeopatica, che ha curato l’architettura informatica ed il data-base.
Link al Registro Italiano dei Medici e Veterinari Omeopati Accreditati
==> Link al Registro Italiano dei Medici e Veterinari Omeopati Accreditaticliccare qui <==

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01 Dicembre 2011
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Articoli di Omeopatia

FILOSOFIA E MEDICINA: IL CORAGGIO DI SERVIRSI DELLA PROPRIA INTELLIGENZA ("SAPERE AUDE!": KANT, 1784 - "AUDE SAPERE": HAHNEMANN, 1819).
PER UNA MEDICINA NUOVA. L’INDICAZIONE DI KANT E HAHNEMANN. Una nota di Federico La Sala
C. F. SAMUEL HAHNEMANN: “AUDE SAPERE”. LA RIVOLUZIONE COPERNICANA IN MEDICINA. Alcune indicazioni per una rilettura dell’Organon
di Federico La Sala *
Fonte: http://www.ildialogo.org/
- "Chi bene incomincia è già a metà dell’opera; risolviti a diventare saggio: incomincia [dimidium facti, qui coepit, habet: sàpere aude, incipe]" (Orazio, Epistole, I, 2, v. 40)
- "Sàpere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza - è dunque il motto dell’illuminismo" (Immanuel Kant, Risposta alla domanda: che cos’è l’illuminismo?, 1784).
Quando, nel 1810, Christian F. Samuel Hahnemann pubblica l’Organon della medicina razionale (tit. orig.: Organon der Rationellen Heilkunde), aveva fatto un lungo cammino sulla strada maestra della storia dell’umanità e di ogni avanzamento nel campo del sapere, era uscito dallo “stato di minorità”(1), ed era gìà pervenuto consapevolmente e coraggiosamente alla sua decisione più grande: non ingannare il prossimo come se stessi.(2). Da sano, aveva osato fare la sua discesa all’inferno ed era riuscito a strappare al veleno il suo pungiglione e alla malattia il suo segreto.
Nel 1796, nel “Saggio su un nuovo principio di individuazione dei poteri curativi dei farmaci”, mostra di aver finalmente capito che il metodo corretto di sperimentazione è la loro verifica sui soggetti sani e che “dovremmo imitare la natura che talvolta cura una malattia cronica con un’altra suplementare e usare nella cura delle malattie (di quelle croniche in particolare) quel rimedio che è in grado di provocare un’altra malattia, artificialmente prodotta, ma molto simile, e la prima sarà guarita: Similia similibus” (3).
In un articolo del 1797, dal titolo “Esistono ostacoli insormontabili a una pratica medica sicura e semplice?”, pubblicato sul giornale medico Journal der pratcticschen Arzneykunde un Wundarzneykunst, fondato da Christian Wilhelm Hufeland (medico e filosofo, autore di L’arte di prolungare la vita umana, Jena, 1797: opera letta e commentata anche da Kant sul Journal nei primi mesi del 1798, con il breve saggio “Del potere dell’animo di dominare col solo proposito le proprie sensazioni morbose”) ( 4) - aveva scritto con chiarezza e determinazione: “Perché lamentarsi della complessità e della scarsa chiarezza della nostra scienza quando siamo noi stessi a produrle? In passato ero anch’io contagiato da questo morbo: le diverse scuole mediche mi avevano corrotto. Il virus si aggrappò a me, prima che con grande fatica riuscissi ad espellerlo, più tenacemente di quello di ogni altra malattia mentale. Pratichiamo seriamente la nostra arte?” ( 5).
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07 Novembre 2010
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Articoli di Omeopatia
L’omeopatia e la fitoterapia sono due medicine naturali molto diverse tra loro, anche se sostanzialmente si tende a confonderle. La scelta per una o l’altra scienza va valutata a seconda dei casi e la propria filosofia di vita. In comune hanno la necessità di affidarsi ad un esperto: omeopata o fitoterapeuta che sia, non è opportuno il fai da te. Ma vediamo allora quali sono le sostanziali differenze. Ambedue utilizzano sostanze di origine naturale, cioè non trattate chimicamente in laboratorio, ma mentre per la fitoterapia ci si riferisce solo a piante (dette appunto piante officinali o medicinali) con l’omeopatia le sostanze prescelte hanno origine sia nel mondo vegetale che in quello animale e minerale.

La Fitoterapia inoltre, ha le sue radici nella tradizione popolare, anche se di recente per molti prodotti sono stati effettuati vari test clinici, mentre l’omeopatia ha origine da Samuel Hahnemann, un medico tedesco che visse nel 1800. Anche in questo caso però i principi generali sono presenti già ai tempi di Ippocrate. Quali? Secondo l’omeopatia la malattia si sviluppa quando nell’essere umano si altera l’equilibrio prestabilito tra corpo, mente e spirito. C’è una visione olistica e non si cura dunque la patologia, ma il malato nel suo insieme.
Diverso è il concetto basilare della fitoterapia, molto più vicino alla farmacologia e medicina tradizionale: la pianta ha proprietà medicamentose per curare il sintomo o la malattia stessa, come nel caso di un mal di gola o di una cefalea. E’ una visione definita allopatica. Inoltre: la fitoterapia utilizza il fitocomplesso, ovvero l’intera pianta.
In omeopatia la sostanza naturale viene ampiamente diluita e scossa a tal punto che nel prodotto finale difficilmente si riscontra il principio attivo naturale. Questo perché in tale medicina alternativa, vige il principio della “similitudine”: il rimedio curativo per una persona malata consiste nella sostanza che in un sano provocherebbe gli stessi sintomi. Per non intossicare il paziente, il principio attivo naturale è ridotto in quantità infinitesimali. Per questo è difficile che ci siano effetti collaterali seri.
fonte: http://salute.pourfemme.it