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08 Marzo 2010
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Articoli di Omeopatia -
Articoli di Omeopatia
LO STRESS, L’ANSIA E LA VITA QUOTIDIANA
Dr. Gianfranco TRAPANI
Tratto da
Trapani Gianfranco: Collana Curarsi con l’omeopatia “ Stress ed ansia”
Red edizioni Milano settembre 2008
www.trapanigianfranco.it/

Lo stress è una condizione necessaria per vivere e ci accompagna per tutta la vita. Si tratta solo di adattarsi a questa situazione, di gestirla al meglio, per poter vivere senza sopportarne le conseguenze negative. Bisogna utilizzare bene gli stimoli positivi che da essa derivano e costruire la nostra vita in modo sano e utile per noi, la nostra famiglia e per il contesto sociale nel quale viviamo.
La prima vera situazione stressante che incontriamo è la nascita, un momento del quale, apparentemente ricordiamo poco o nulla ma che lascia dei segni indelebili nella nostra vita interiore. Allo stesso modo l’allattamento al seno e lo svezzamento.,
Il piacere dell’allattamento al seno deve essere condiviso dalla madre. Se per la madre allattare è una fonte di disagio e di sofferenza, se lo vive con una sensazione di inadeguatezza, allora tutto diventa pericoloso. Ripeto spesso alle madri con grandi paure o senso di inadeguatezza, che è meglio un biberon dato con amore che allattare al seno con rabbia tensione o paura. Tutti gli ormoni dello stress che la madre produce, tutte le tensioni emotive che prova, le sofferenze, il senso di disagio vengono percepiti ed elaborati dal bambino. allora compaiono le crisi di ansia, le coliche addominali, i disturbi del sonno e tutti quei problemi che rendono difficili i primi mesi di vita del bambino ed acuiscono i rischi della depressione del dopo parto nella nutrice.
Quando il bambino cresce altre causa di stress si riscontrano nel temporaneo abbandono che la madre deve fare ogni giorno per andare a lavorare. Il piccolo non ha il concetto del tempo e si sente abbandonato dalla mamma, ha paura di non poterla più rivedere, non capisce che devono trascorrere solo poche ore e poi tutto tornerà come prima, ecco allora una profonda e violenta sensazione di sofferenza, che a volte si trasforma in malattia acuta (febbre, tonsillite), altre volte in disturbo addominale (coliche gassose, mal di stomaco), altre volte in disturbi del comportamento (ritardo nell’acquisizione del controllo degli sfinteri, il bambino non vuole lasciare il pannolino), in disturbi del sonno e del comportamento.
L’ingresso nella scuola materna e nella scuola elementare può trasformarsi da una esperienza di stress negativo ad un positivo. Il bambino inizia la scuola con la sensazione di abbandono da parte dei genitori e con l’incognita dei compagni e delle maestre, ma subito dopo entra in gioco la curiosità il desiderio di conoscere e di vivere le nuove esperienze. Il bambino da uno stato di disagio e di sofferenza passa ad una condizione creativa che gli consente di acquisire nuovi mezzi di confronto e di dialogo con gli altri, trasforma un’esperienza che poteva aver risvolti negativi, sia in termini di sviluppo personale che sociale in un’esperienza positiva di arricchimento. Lo stress provocato dalla scuola e dalla necessità di raggiungere dei risultati può essere aumentato dalle aspettative dei genitori, e non sempre il bambino o il ragazzo esce indenne da questa esperienza, la scuola elementare e le medie sono dei periodi nei quali compaiono numerose malattie psicosomatiche ed i giovani vivono con sempre più disagio le loro emozioni. Le difficoltà di apprendimento, il rifiuto della scuola, l’ansia e l’angoscia nel dover affrontare ogni giorno i compagni, gli insegnati e le nuove esperienze si trasformano in disturbi fisici che possono terrorizzare i genitori e creare notevoli difficoltà ai medici per stabilire la diagnosi.
Coliche addominali, mal di stomaco, mal di testa, fobie degli spazi chiusi o di quelli aperti, paure dei ladri, dell’oscurità, degli sconosciuti, delle malattie, disturbi del sonno con incubi, terrori notturni, o difficoltà a dormire o risvegli precoci, insomma una vera galassia di sintomi in grado di mettere in crisi il medico più esperto e che il più delle volte si risolvono quando si riesce a capire la causa dello stress e del disagio.
La pubertà è un periodo nel quale lo stress vissuto dal giovane può creare dei problemi.
Lo sviluppo del corpo, rapido e stupefacente, la difficoltà che ha il ragazzo o la ragazza nel riconoscersi in questo corpo che da un giorno all’alto non sembra più appartenergli creano una situazione di stress che deve essere superata con un aiuto adeguato da parte della famiglia e di chi vive attorno al giovane. I problemi nello stabilire le relazioni adeguate con i propri coetanei, con la scuola, con i più grandi, la possibilità di praticare uno sport senza dover per forza aver dei risultati da campione ma come momento di socialità e di rispetto e tutela della salute del proprio corpo, sono delle occasioni di stress che se vissute bene ed in modo costruttivo possono aiutare il ragazzo a superare questo momento ed a ostruirsi una personalità forte e capace di affrontare i problemi della “vita da grande”, invece se vengono vissuti male possono creare dei grossi problemi e favorire al formazione di una personalità debole e soggetta a malattie di origine psicologica che potrà durare anche per tutta la vita, senza dimenticare che è durante l’adolescenza che inizia con maggiore frequenza il consumo di sostanze stupefacenti, vissuto come fuga dalla realtà e causato dall’incapacità ad affrontare lo stress e la lotta quotidiana.
Il mondo del lavoro fornirà poi un nuovo motivo di stress e di sofferenza. La competizione molto forte in tutti gli ambienti lavorativi, il desiderio di raggiungere degli obiettivi prima e meglio degli altri, gli attacchi dei colleghi che cercano di superarti, la necessità di fare carriera, portano ad uno stato di stress permanente, si vive in una condizione di lotta permanente dove, senza esclusione di colpi si ceca di sopraffare l’avversario che spesso è il compagno di lavoro o l’amico. Tutte queste condizioni portano ad uno stato di grande stress e di sofferenza che si trasforma sempre in malattie organiche, particolarmente nei momenti nei quali non si riesce ad ottenere il risultato sperato o si deve soccombere di fronte ad uno più forte. Mentre quando si realizzano i propri disegni, ecco che lo stress viene vissuto in senso positivo e come fonte di benessere.
Durante gli anni del lavoro e dell’affermazione professionale, anche i rapporti affettivi, la famiglia ed i figli sono una delle cause dello stress e dell’ansia che interessano con sempre più frequenza le nuove generazioni. La perdita del “paracadute familiare”, ovvero la disgregazione della famiglia patriarcale, il senso di smarrimento e di solitudine dei giovani genitori di fronte ai mille problemi creati dalla coesistenza dei figli e del lavoro, e dalla frequente inconciliabilità tra queste due realtà sono la causa di numerose malattie e numerosi disturbi (ipertensione, disturbi del sonno, del metabolismo dei grassi, artrosi cervicale, mal di testa, .. ) che colpiscono con sempre maggior frequenza almeno un componente delle nuove famiglie.
DEFINIZIONE DI STRESS
Lo stress non è una malattia, la situazione di ansia che a volte ne consegue può indicare il manifestarsi di un disagio che nel tempo può diventare un problema di salute. La condizione di stress, che ci accompagna per tutta la vita, è solo un segnale di adattamento a ciò che è avvenuto o a quanto sta per avvenire, non è una malattia, e non è una condizione uguale per tutti. Ognuno (ogni persona, ma anche ogni organizzazione sociale) ha un modo di rispondere alle situazioni critiche che deve affrontare. Le situazioni di benessere e/o malessere che proviamo quotidianamente, sono quelle che definiscono la nostra condizione di salute ed il modo con il quale ci adattiamo allo sforzo fisico e psichico che facciamo per realizzare i nostri obiettivi. Questo sforzo porta ad un indebolimento progressivo delle nostre capacità di reazione e pertanto una possibile sofferenza fisica e/o psichica, in pratica quando si crea uno squilibrio tra le richieste avanzate e le risorse a disposizione del singolo individuo. Uno stress di breve durata non è mai un problema, anzi spesso diventa un motivo di stimolo e capace di sviluppare in senso positivo le capacità dell’individuo, mentre lo stress di lunga durata che porta ad esaurimento le capacità reattive diventa un rischio per la sicurezza e la salute.
Da Hans Seyle (1936) in poi, il termine inglese stress (accentuare una reazione di opposizione ad un carico eccessivo), indica la capacità di reazione di un organismo sottoposto ad un carico eccessivo o percepito come tale, e le condizioni con le quali si reagisce, ovvero la sua sindrome di adattamento. Per questo nell’introduzione ho citato la vita quotidiana e le sue esperienze comuni come possibile fonte di stress e di ansia, non sono tanto gli avvenimenti in se che sono pericolosi, ma sono come li percepiamo.
Le varie condizioni che agiscono come stressor (fattori scatenanti) possono esser i traumi emotivi legati ala famiglia o al lavoro, agli incidenti le delusioni affettive, gli sforzi mentali a scuola o sul lavoro, i lutti, le infezioni, il freddo, il caldo, l’umido, gli avvelenamenti occasionali o professionali. La risposta avviene in tre fasi, la prima è la reazione di allarme durante al quale l’organismo percepisce lo choc dell’aggressione ne rimane sorpreso ma poi si organizza e reagisce contro mobilitando le sue difese. La reazione di resistenza è la seconda fase, nella quale l’organismo stabilizza la sua capacità reattiva e si adatta alla nuova situazione reagendo di conseguenza. La terza fase è quella di esaurimento con la caduta delle difese organiche la comparsa di sintomi fisici come la sensazione di spossatezza, l’esaurimento delle capacitò di adattamento la diminuzione delle capacità di difesa , sia immunitaria, con aumento della suscettibilità alle malattie, sia psicologica con la comparsa dei sintomi di ansia, senso di impotenza e di sfiducia.
Anche se ogni persona risponde con una modo proprio agli agenti che provocano lo stress, la risposta di base di tipo ormonale è uguale per tutti. Attraverso il coinvolgimento di una parte del cervello, le ghiandole endocrine e le strutture nervose vengono prodotti gli ormoni che provocano le varie reazioni.
L’ipotalamo produce gli ormoni (CHR Corticotrophin Releasing Hormone) che andranno a stimolare l’ipofisi.
L’ipofisi produrrà l’ACTH (Adreno-Cortico-Trophic-Hormone), che ha come ruolo quello di stimolare le ghiandole sopra i reni (Ghiandole Surrenali) e produrre l’ormone della crescita G.H. (Growth Hormone), che svolge un ruolo anche nella risposta allo stress, oltre che le endorfine ovvero le morfine naturali che modulano le nostre reazioni al dolore ed al disagio.
Le ghiandole surrenali invece producono nella loro parte centrale l’adrenalina ed in quella più periferica l’aldosterone ed il cortisolo, mentre il Sistema Nervoso Simpatico procude in periferia la Noradrenalina (l’atro ormone dello stress).
I meccanismi di regolazione tra tutti questi ormoni e la produzione delle citochine, ovvero quei mediatori prodotti dalle cellule per permettere di attivare le comunicazioni tra le varie cellule del sistema immunitario, otre che tra questo e le altre cellule è molto complessa ed esula da questo lavoro, tuttavia questi meccanismi vengono coinvolti in modo diverso secondo come la persona vive l’evento stressante.
La risposta allo stress vissuto come buono (Eustress) provoca la stimolazione dell’ipotalamo, dell’ipofisi, del sistema Nervoso Simpatico, oltre che della midollare del surrene con la produzione degli ormoni come adrenalina, noradrenalina, cortisolo, ormone della crescita, aldosterone, endorfine e citochine che miglioreranno la reazione aumentando la forza e l’energia (attraverso l’utilizzazione degli zuccheri) la forza di contrazione del cuore, la pressione arteriosa sistolica, la capacità respiratoria, ed in pratica aumenteranno il livello di vigilanza e di aggressività, permettendoci di affrontare meglio i problemi.
La risposta allo stress, vissuta come cattivo (Distress), quando questo diventa cronico, è un eccesso di produzione di questi ormoni che hanno come effetto finale quello di provocare un esaurimento delle capacità di risposta dell’organismo e quindi un disadattamento con delle anomalie comportamentali, delle alterazioni a livello delle ghiandole endocrine, una alterata risposta immunitaria e la comparsa di malattie infettive, autoimmuni (ovvero l’organismo reagisce contro se stesso) ed aumentato rischio di insorgenza dei tumori.
DOVE CI PORTA LO STRESS
Quando lo stress è controllato non è fonte di ansia allora aiuta concentrarsi, migliora il rendimento scolastico, quello lavorativo, la capacità di relazione, siamo nel campo dell’eustress ovvero in quella condizione dove tutte le funzioni dell’organismo agiscono per migliorare al nostra situazione. Migliorano le condizioni dei muscoli, perché usiamo meglio lo zucchero per produrre energia, respiriamo più velocemente e usiamo di più l’ossigeno perché i bronchi sono dilatati, la visione da lontano è migliorata, si sopporta meglio il dolore, grazie alla produzione delle endorfine, il cervello funziona meglio ed in pochi secondi si è in grado di apprendere una moltitudine di informazioni, oltre a produrre un grande quantità di idee, infine cambia anche la percezione del tempo, si riesce a fare più cose in un intervallo più breve.
Lo stress non controllato invece diventa distress e quindi fonte di ansia e di malattie.
Non è semplice da parte del paziente accettare che l’origine di un disturbo non sia legata a cause organiche, ovvero a disturbi nella funzione di un organo associata a delle lesioni, ma a sia strettamente dipendente da cause psicologiche, ma anche il medico deve porre molta attenzione alle proprie affermazioni. La diano bidella malattia deve essere attenta ed accurata e solo dopo aver escluso danni a livello degli organi, infezioni batteriche o virali, alterazioni del metabolismo, si potrà pensare a problemi di causa psicologica.
Anche per questo approccio ai disturbi causati dallo stress non dovete trasformarvi in medici, una diagnosi richiede una grande quantità di conoscenze, una sensibilità ed un’esperienza che può avere solo si ha dedicato alla Medicina. Ricordatevi che spesso le malattie causate dallo stress iniziano come disturbi della funzione di un organo e solo dopo molto tempo compare il danno, ma quando avviene questo è difficile da curare. Pertanto quando provate un disturbo che siete convinti che sia originato dallo stress, modificate il vostro stile di vita, cercate un aiuto dalla medicina omeopatica e rivolgetevi anche al vostro medico
| ALCUNE MALATTIE E DISTURBI PROVOCATI O AGGRAVATI DALLO STRESS. |
| Apparato digerente |
Gastrite, ulcera coliche addominali, colon irritabile, disturbi digestivi, diarrea
alternata a stitichezza
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| Apparato respiratorio |
Tosse secca psicogena, “sine materia” ovvero senza causa apparente. asma
Psicosomatica
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| Sistema immunitario |
Aumentata suscettibilità alle infezioni, Herpes virus, herpes zoster, acne,
tonsilliti , otiti, faringiti ed a volte anche polmoniti
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| Apparato cardiovascolare |
Ipertensione, disturbi vasomotori |
| Sistema nervoso |
Crisi di ansia, cefalea, depressione più o meno importante |
| Apparato osteo muscolare |
Dolori ossei, dolori muscolari, artrosi cervicale, contratture muscolari |
| Sistema endocrino |
Disordini ormonali in genere
Aumentato rischio di diabete,
Ipertiroidismo, ipotiroidismo,
Insufficienza surrenalica,
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| Apparato genitale femminile |
Cisti ovariche, fibromi uterini, turbe dell’ovulazione e rischio di sterilità. |